Vulcano o la musica delle pietre

Di tutte le isole Eolie, è senz’altro a Vulcano che il regno minerale esplode in tutto il suo splendore. Roccia, lava, scorie, barranco, fumarola, fango sulfureo, sabbia nera… tutto sembra pretesto per celebrare il regno della pietra

C’è naturalmente il vulcano cui il cratere principale che si erge a 380 metri è relativamente  di facile accesso. Occorre camminare un’ora lungo gli 800 metri del sentiero per raggiungere la cima. Ne vale veramente la pena perchè una volta arrivati lassù lo spettacolo che si offre alla vista è semplicemente magico. L’escursionista gode di un belvedere privilegiato sulle altre sei isole dell’arcipelago eoliano.

Il vulcano ha molto impressionato Alexandre Dumas durante il suo viaggio in Sicilia nel 1835. In “Viaggio in Sicilia”, raccontando il suo periplo eoliano, l’autore ci rivela che l’isola era allora unicamente popolata da forzati che scavavano il cratere per estrarne lo zolfo. Un lavoro da forzati, cui le condizioni di vita miserabili e disumane avevano commosso lo scrittore viaggiatore.

Vulcano vuol dire anche paesaggi unici e insoliti dove la roccia onnipresente sembra suonare in sintonia con il mare e il cielo per comporre un’immensa sinfonia di pietra. Sempre in compagnia di Giovanni e il suo indispensabile gozzo, il giro dell’isola in barca offre l’opportunità di meravigliarsi davanti ai tanti slanci del minerale. Qui, una piscina naturale. Là, una grotta profonda. Un po’ più lontano, un gigante di pietra. E passato uno sperone roccioso, una piccola baia un po’ speciale : la spiaggia dell’Asino e la sua sorprendente sabbia nera.

Infine, il clou dello spettacolo, a due passi dal porto: i bagni di fango sulfureo. Ah i famosi bagni di fango sulfureo! Tutto un universo, un altro pianeta! Un viaggio in se stesso in un set lunare! Certo, ti consiglierei di non andarci a stomaco pieno. E di indossare un vecchio costume da bagno, quello un po’ allentato che ha già fatto un paio di stagioni e dorme in fondo al cassettone. Perché l’odore dello zolfo è tenace, e anche dopo alcuni lavaggi, avrà al meglio un odore di fiammifero bruciato, al peggio di uovo marcio. Infatti, lo zolfo odora proprio questo: un orrendo effluvio uscito dritto dall’inferno, come lo pensavano gli Antichi, che ti invade le narici e ti mette lo stomaco sotto sopra. Però, passato il disgusto, un’immersione nei fanghi caldi e gorgoglianti ti porterà numerosi benefici: dimenticati i reumatismi, le difficolta respiratorie o alcune lesioni cutanee come l’acne o la psoriasi. Ne uscirai con una sensazione di profondo rilassamento ed una pelle dolce come la seta. I fanghi sulfurei possiedono proprietà terapeutiche riconosciute per curare affezioni articolari, dermatologiche e delle vie aeree.

Dopo essersi cosparsi e rilassato nel fango caldo (non più di venti minuti, dopo c’è il rischio di intossicazione), ci si tuffa nel mare vicino, dove l’acqua, in certi punti, ribolisce come in una jacuzzi naturale. Quelli che soffrono di problemi respiratori, come l’asma, non mancheranno di andare inspirare le esalazioni delle fumarole situate dietro la pozza di fango. Certo non profuma di rosa, ma è molto efficace.

La buona notizia è che la fangoterapia così come viene proposta sull’isola di Vulcano è accessibile a tutti: 2 euro l’ingresso, più un euro per la doccia, o 12 euro l’abbonamento per 7 giorni, sarebbe un vero peccato lasciarsi perdere l’occasione. Insomma, non c’è nessuna scusa per non partire a prendere cura di se stessi sull’isola di Vulcano.

Di tutte le isole Eolie, è senz’altro a Vulcano che il regno minerale esplode in tutto il suo splendore. Roccia, lava, scorie, barranco, fumarola, fango sulfureo, sabbia nera… tutto sembra pretesto per celebrare il regno della pietra

C’è naturalmente il vulcano cui il cratere principale che si erge a 380 metri è relativamente  di facile accesso. Occorre camminare un’ora lungo gli 800 metri del sentiero per raggiungere la cima. Ne vale veramente la pena perchè una volta arrivati lassù lo spettacolo che si offre alla vista è semplicemente magico. L’escursionista gode di un belvedere privilegiato sulle altre sei isole dell’arcipelago eoliano.

Il vulcano ha molto impressionato Alexandre Dumas durante il suo viaggio in Sicilia nel 1835. In “Viaggio in Sicilia”, raccontando il suo periplo eoliano, l’autore ci rivela che l’isola era allora unicamente popolata da forzati che scavavano il cratere per estrarne lo zolfo. Un lavoro da forzati, cui le condizioni di vita miserabili e disumane avevano commosso lo scrittore viaggiatore.

Vulcano vuol dire anche paesaggi unici e insoliti dove la roccia onnipresente sembra suonare in sintonia con il mare e il cielo per comporre un’immensa sinfonia di pietra. Sempre in compagnia di Giovanni e il suo indispensabile gozzo, il giro dell’isola in barca offre l’opportunità di meravigliarsi davanti ai tanti slanci del minerale. Qui, una piscina naturale. Là, una grotta profonda. Un po’ più lontano, un gigante di pietra. E passato uno sperone roccioso, una piccola baia un po’ speciale : la spiaggia dell’Asino e la sua sorprendente sabbia nera.

Infine, il clou dello spettacolo, a due passi dal porto: i bagni di fango sulfureo. Ah i famosi bagni di fango sulfureo! Tutto un universo, un altro pianeta! Un viaggio in se stesso in un set lunare! Certo, ti consiglierei di non andarci a stomaco pieno. E di indossare un vecchio costume da bagno, quello un po’ allentato che ha già fatto un paio di stagioni e dorme in fondo al cassettone. Perché l’odore dello zolfo è tenace, e anche dopo alcuni lavaggi, avrà al meglio un odore di fiammifero bruciato, al peggio di uovo marcio. Infatti, lo zolfo odora proprio questo: un orrendo effluvio uscito dritto dall’inferno, come lo pensavano gli Antichi, che ti invade le narici e ti mette lo stomaco sotto sopra. Però, passato il disgusto, un’immersione nei fanghi caldi e gorgoglianti ti porterà numerosi benefici: dimenticati i reumatismi, le difficolta respiratorie o alcune lesioni cutanee come l’acne o la psoriasi. Ne uscirai con una sensazione di profondo rilassamento ed una pelle dolce come la seta. I fanghi sulfurei possiedono proprietà terapeutiche riconosciute per curare affezioni articolari, dermatologiche e delle vie aeree.

Dopo essersi cosparsi e rilassato nel fango caldo (non più di venti minuti, dopo c’è il rischio di intossicazione), ci si tuffa nel mare vicino, dove l’acqua, in certi punti, ribolisce come in una jacuzzi naturale. Quelli che soffrono di problemi respiratori, come l’asma, non mancheranno di andare inspirare le esalazioni delle fumarole situate dietro la pozza di fango. Certo non profuma di rosa, ma è molto efficace.

La buona notizia è che la fangoterapia così come viene proposta sull’isola di Vulcano è accessibile a tutti: 2 euro l’ingresso, più un euro per la doccia, o 12 euro l’abbonamento per 7 giorni, sarebbe un vero peccato lasciarsi perdere l’occasione. Insomma, non c’è nessuna scusa per non partire a prendere cura di se stessi sull’isola di Vulcano.

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