Rinasce Villino Favaloro, sarà museo della fotografia

Dopo un lungo stallo burocratico, il restauro dell’edificio liberty palermitano progettato da Giovan Battista Filippo Basile è finalmente pronto a partire

di Marco Russo

Se ne parla da tempo, ma questa volta il conto alla rovescia è iniziato davvero. Tra 18 mesi il Villino Favaloro, gioiello del liberty palermitano, diventerà il primo museo regionale della fotografia. Dopo un lungo stallo burocratico, il restauro dell’edificio progettato da Giovan Battista Filippo Basile e completato dal figlio Ernesto tra il 1913 e il 1914, è finalmente pronto a partire. Dopo la consegna dei lavori all’impresa aggiudicataria, avvenuta a opera dei funzionari dell’assessorato regionale dei Beni culturali, il cantiere sarà inaugurato nelle prossime settimane alla presenza del presidente della Regione Nello Musumeci. Il progetto, finanziato con 1,7 milioni di euro del Pon “Cultura e sviluppo”, prevede lavori che dureranno 18 mesi, per cui l’apertura al pubblico è prevista entro la fine dell’anno prossimo.

Villino Favaloro

“Siamo finalmente riusciti a dare il via al restauro di uno dei gioielli del patrimonio artistico, culturale e architettonico della nostra Regione – afferma il governatore Musumeci – . In questo modo rendiamo fruibile ai cittadini, e a chi visita la nostra Isola, un edifico storico di enorme pregio, oltre a esporre le attrezzature e il materiale fotografico attualmente conservati nel Centro regionale per il catalogo. L’impegno costante del dirigente generale del Dipartimento dei Beni culturali Sergio Alessandro e della responsabile del Centro del catalogo Caterina Greco servirà a realizzare con puntualità un obiettivo culturale di grande prestigio”.

Stilisticamente il villino è un punto di incontro tra stilemi tardo medievali e rinascimentali in equilibrata sintesi stilistica delle tendenze sperimentali dell’architetto palermitano. I pannelli a mosaico del piano superiore e della sala pompeiana sono verosimilmente opera di Carmelo Giarrizzo. I modi e le formule Liberty risalgono ad alcuni interventi del 1903 a cura di Ernesto Basile, lo stesso che nel 1914 ha effettuato l’ampliamento del Villino con la costruzione del torrino belvedere. Le decorazioni pittoriche interne e i mosaici sono stati realizzati da Salvatore Gregorietti.

Torretta del Villino Favaloro

Il percorso espositivo interno del Museo della fotografia – fanno sapere dalla Regione – è stato progettato secondo un criterio cronologico a partire dalla protofotografia (1839-1865) per proseguire con le produzioni dei fotografi eredi del Grand Tour (fine Ottocento-inizio Novecento) e con quelle del Naturalismo-Pittorialismo (prima metà del Novecento) e una prima ostensione documentaria della contemporanea attività fotografica da studio collocata in diverse sale. Al piano superiore saranno illustrate la fotografia del Novecento e la fotografia documentaria sui beni culturali delle città siciliane.

Nelle sale saranno esposti numerosi esemplari di dagherrotipi, calotipi, collodi e altri fototipi insieme a materiali documentali cartacei, lastre e pellicole stampe, album d’epoca, diapositive provenienti dai Fondi (Bronzetti, Di Dio, Seffer, Arezzo di Trifiletti) che comprendono fotografie di autori di rilievo quali i fratelli Alinari, Brogi, Incorpora, Intergugliemi, Cappellani. Previste anche due piccole camere oscure per la proiezione di brevi filmati e cortometraggi del Novecento scelti dalla Filmoteca. Sarà inoltre attrezzata una sala per mostre temporanee di fotografi che hanno lavorato in Sicilia, da Letizia Battaglia a Enzo Brai, da Dante Giuseppe Cappellani a Ferdinando Sciacca, fino a Enzo Sellerio e Giuseppe Tornatore.

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