Turismo, Palermo sarà tra le prime città a ripartire

Il capoluogo siciliano guarda con più ottimismo alla ripresa dopo il virus. Secondo il nuovo bollettino dell’Enit, perde meno visitatori nel 2019 e ne avrà di più nel 2023

di Ruggero Altavilla

Palermo (foto Giulio Giallombardo)

Piccoli segnali di speranza per il turismo siciliano nella ripresa dopo il virus. Anche se sembra più una magra consolazione, oggi Palermo, insieme a Bergamo e Torino, è tra le città che perde meno turisti con una diminuzione del 40,3 per cento rispetto al 2019, di cui il 16 per cento italiani e il 24,3 per cento stranieri. Venezia al primo posto con un decremento del 50,7 per cento. Il capoluogo siciliano sarà, poi, tra le prime città che nel 2023 torneranno a pieno regime, ospitando un numero di viaggiatori maggiore del 4,1 per cento rispetto a quello del 2019. Sono i dati pubblicati nel terzo bollettino dell’Enit, l’Agenzia nazionale del turismo, diffuso ieri.

Turisti a Palermo

Nel documento si fa riferimento, tra l’altro, al turismo interno come primo appiglio a cui aggrapparsi per ripartire. L’Italia, infatti, ha un potenziale relativamente grande per la crescita dei viaggi domestici da parte degli italiani che passano dalle vacanze outgoing, ossia da un paese all’altro, ai viaggi nazionali. Anche in questo scenario, Palermo ha una posizione privilegiata rispetto alle altre città italiane, con il 51 per cento di turisti italiani nel 2019, seconda solo a Torino col 65 per cento. D’altra parte, Venezia (12 per cento) e Firenze (29 per cento) hanno quote piuttosto basse di visitatori interni – dipendono fortemente dal turismo internazionale – e come tali sono città potenzialmente più vulnerabili alla ripresa.

Il porto di Palermo

I viaggi internazionali a corto raggio, ovvero gli arrivi dai paesi dell’Europa occidentale – si legge nel bollettino dell’Enit – riprenderanno più rapidamente rispetto alle visite a medio e particolarmente a lungo raggio, per motivi analoghi a quelli previsti per il recupero dei viaggi interni in generale: costi inferiori e apertura delle restrizioni anticipatamente. Da giugno, infatti, è prevista la riapertura delle frontiere principalmente nei paesi dell’area Schengen. Sarà dunque possibile spostarsi in Europa senza doversi sottoporre ai 14 giorni di quarantena. Anche in questo caso, Palermo, insieme a Bergamo e Torino, è tra le città meno vulnerabili, con quote relativamente elevate di arrivi internazionali a corto raggio (il 53 per cento), a discapito di altre città come Firenze (28 per cento), Napoli (34 per cento) e Roma (36 per cento), con basse quote di viaggiatori internazionali provenienti da mercati a corto raggio.

Viaggiatori in aeroporto (foto Rudy and Peter Skitterians, da Pixabay)

Complessivamente, l’Italia turistica nonostante il covid si conferma la più desiderata e ricercata come meta internazionale. Dall’inizio della pandemia si contano un totale di 711,4 mila “mention” relative a viaggi in Italia – di cui 42,8 mila comparse sul web e 669,5 mila sui social – che hanno prodotto 197,3 milioni di interazioni equivalenti ad un investimento pari a 421,3 milioni di euro. Una ripresa attesa anche in virtù di una tendenziale stabilità dei prezzi praticati dal sistema ricettivo italiano che nel mese di giugno, addirittura, registra un valore mediano nella vendita online di 97 euro per camera. La prospettiva, dunque, è recuperare in parte con il turismo interno il calo delle prenotazioni internazionali per un’estate all’insegna di vacanze tricolore.

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