La villa del “principe mago” torna a respirare

La storica residenza di Raniero Alliata di Pietratagliata, un tempo salotto mondano della nobiltà palermitana, dopo anni di abbandono e saccheggi, ha un nuovo proprietario

di Giulio Giallombardo

Era il regno esoterico del “principe mago” Raniero Alliata di Pietratagliata, adesso, dopo vent’anni di abbandono e saccheggi, potrebbe finalmente uscire dall’oblio. Da qualche mese la villa neogotica di via Serradifalco, a Palermo, ha un nuovo proprietario. È stata venduta all’asta lo scorso marzo, con un prezzo che partiva da 350mila euro, ma che pare sia lievitato fino a quasi 600mila. Chi l’ha acquistata non vuole ancora uscire allo scoperto, ma si tratterebbe di un imprenditore residente nella zona che ha voluto investire per dare un nuovo futuro a Villa Alliata di Pietratagliata, anche se sulla destinazione d’uso le bocche sono cucite.

Il primo segno tangibile di una possibile rinascita è, comunque, sotto gli occhi di tutti. Da un paio di settimane le piante infestanti che circondavano la villa sono sparite. Una squadra di giardinieri si è messa al lavoro per effettuare interventi di potatura e scerbatura nel giardino e adesso, seppur stretta tra i palazzi, la villa è tornata a respirare. Le operazioni di pulizia dovrebbero essere, comunque, propedeutiche alla stesura di un progetto di restauro, imprescindibile da qualunque tipo di utilizzo si voglia fare del bene. Sarebbe stato impossibile effettuare un qualsiasi rilievo sull’edificio, senza prima intervenire sulla vegetazione selvaggia che ormai aveva preso il sopravvento.

Nonostante la Regione non abbia più esercitato il diritto di prelazione, come aveva annunciato l’ex assessore ai Beni culturali, Vittorio Sgarbi, dopo la vendita all’asta, resta alta l’attenzione della Soprintendenza di Palermo. “Il bene è vincolato, dunque qualsiasi tipo di previsione sulla destinazione d’uso, dovrà essere compatibile con la natura del vincolo, – spiega il soprintendente Lina Bellanca a Le Vie dei Tesori News – ho incontrato il proprietario e avevamo già discusso della pulizia del giardino, adesso aspettiamo che il progetto di restauro diventi concreto. Il nostro auspicio, ovviamente, è che almeno il giardino o alcune parti del bene, possano essere fruite dai cittadini, sarebbe importante in un quartiere che non ha molti spazi da questo punto di vista e credo che l’intenzione del proprietario vada in questa direzione”.

Se la villa diventerà un museo, uno spazio culturale o addirittura una casa di riposo di lusso per anziani – come serpeggia sui social network, tra i commenti di una pagina dedicata al monumento –  ancora è prematuro dirlo. La cosa certa è che il “diamante” di via Serradifalco, in cui visse fino al 1979 il teosofo e spiritista Raniero, salotto mondano della nobiltà palermitana, frequentato da intellettuali del calibro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Lucio Piccolo e Bent Parodi, adesso ha un nuovo proprietario che sembra intenzionato a scrivere nuove pagine sul bene.

Villa Alliata, gioiello del neogotico palermitano, oggi è in agonia. L’edificio è fatiscente e gli interni sono stati depredati negli anni. Alla morte di Raniero, il bene fu ereditato dalla famiglia Chiaramonte Bordonaro e poi acquistato da Francesco Sbeglia, imprenditore in odor di mafia. Poi la villa fu sequestrata e posta in amministrazione giudiziaria. Più volte messa all’asta, soltanto adesso ha trovato un acquirente, ma per il restauro ci vorranno circa 2 milioni di euro. I fondi europei ci sarebbero, ciò di cui non si sa nulla sono le intenzioni della nuova proprietà. Un mistero nella residenza del “principe mago”.

La storica residenza di Raniero Alliata di Pietratagliata, un tempo salotto mondano della nobiltà palermitana, dopo anni di abbandono e saccheggi, ha un nuovo proprietario

di Giulio Giallombardo

Era il regno esoterico del “principe mago” Raniero Alliata di Pietratagliata, adesso, dopo vent’anni di abbandono e saccheggi, potrebbe finalmente uscire dall’oblio. Da qualche mese la villa neogotica di via Serradifalco, a Palermo, ha un nuovo proprietario. È stata venduta all’asta lo scorso marzo, con un prezzo che partiva da 350mila euro, ma che pare sia lievitato fino a quasi 600mila. Chi l’ha acquistata non vuole ancora uscire allo scoperto, ma si tratterebbe di un imprenditore residente nella zona che ha voluto investire per dare un nuovo futuro a Villa Alliata di Pietratagliata, anche se sulla destinazione d’uso le bocche sono cucite.

Il primo segno tangibile di una possibile rinascita è, comunque, sotto gli occhi di tutti. Da un paio di settimane le piante infestanti che circondavano la villa sono sparite. Una squadra di giardinieri si è messa al lavoro per effettuare interventi di potatura e scerbatura nel giardino e adesso, seppur stretta tra i palazzi, la villa è tornata a respirare. Le operazioni di pulizia dovrebbero essere, comunque, propedeutiche alla stesura di un progetto di restauro, imprescindibile da qualunque tipo di utilizzo si voglia fare del bene. Sarebbe stato impossibile effettuare un qualsiasi rilievo sull’edificio, senza prima intervenire sulla vegetazione selvaggia che ormai aveva preso il sopravvento.

Nonostante la Regione non abbia più esercitato il diritto di prelazione, come aveva annunciato l’ex assessore ai Beni culturali, Vittorio Sgarbi, dopo la vendita all’asta, resta alta l’attenzione della Soprintendenza di Palermo. “Il bene è vincolato, dunque qualsiasi tipo di previsione sulla destinazione d’uso, dovrà essere compatibile con la natura del vincolo, – spiega il soprintendente Lina Bellanca a Le Vie dei Tesori News – ho incontrato il proprietario e avevamo già discusso della pulizia del giardino, adesso aspettiamo che il progetto di restauro diventi concreto. Il nostro auspicio, ovviamente, è che almeno il giardino o alcune parti del bene, possano essere fruite dai cittadini, sarebbe importante in un quartiere che non ha molti spazi da questo punto di vista e credo che l’intenzione del proprietario vada in questa direzione”.

Se la villa diventerà un museo, uno spazio culturale o addirittura una casa di riposo di lusso per anziani – come serpeggia sui social network, tra i commenti di una pagina dedicata al monumento –  ancora è prematuro dirlo. La cosa certa è che il “diamante” di via Serradifalco, in cui visse fino al 1979 il teosofo e spiritista Raniero, salotto mondano della nobiltà palermitana, frequentato da intellettuali del calibro di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Lucio Piccolo e Bent Parodi, adesso ha un nuovo proprietario che sembra intenzionato a scrivere nuove pagine sul bene.

Villa Alliata, gioiello del neogotico palermitano, oggi è in agonia. L’edificio è fatiscente e gli interni sono stati depredati negli anni. Alla morte di Raniero, il bene fu ereditato dalla famiglia Chiaramonte Bordonaro e poi acquistato da Francesco Sbeglia, imprenditore in odor di mafia. Poi la villa fu sequestrata e posta in amministrazione giudiziaria. Più volte messa all’asta, soltanto adesso ha trovato un acquirente, ma per il restauro ci vorranno circa 2 milioni di euro. I fondi europei ci sarebbero, ciò di cui non si sa nulla sono le intenzioni della nuova proprietà. Un mistero nella residenza del “principe mago”.

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1 Comment

  1. Salve , sono uno studente di architettura che dovrebbe svolgere un progetto di restauro per la suddetta villa . vorrei sapere se in qualche maniera si ci può mettere in contatto con il padrone della villa se è possibile .

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