Un’opera del “Raffaello” di Messina all’asta in Francia, la Regione prova a riportarla a casa

La Madonna col Bambino e San Giovannino del maestro rinascimentale Girolamo Alibrandi sarà venduta da una casa parigina. Dopo l’appello di studiosi e cittadini il governo regionale vorrebbe acquisire il quadro

di Marco Russo

Particolare della Madonna di Alibrandi

È considerato il Raffaello di Messina. Secondo illustre pittore della città dopo Antonello, Girolamo Alibrandi è stato uno dei più apprezzati artisti del Rinascimento in Sicilia. Adesso una delle sue opere più preziose, la Madonna col Bambino e San Giovannino, sta per essere venduta all’asta dalla casa parigina Artcurial. Per tentare di far tornare in Sicilia il quadro, che potrebbe aggiungersi alle altre opere di Aldobrandi custodite al museo regionale di Messina, centinaia di studiosi e cittadini del capoluogo hanno firmato una petizione, appellandosi alla Regione.

Non è tardata la risposta dell’assessore regionale ai Beni Culturali, Elvira Amata che ha sottolineato come la Regione sia “fermamente intenzionata ad acquisire” l’opera.

Madonna con Bambino e San Giovannino di Girolamo Alibrandi

“Tuttavia – precisa l’assessore Amata – le procedure burocratiche previste dalla legge, che la Regione aveva già avviato, non consentiranno di formalizzare per tempo la partecipazione all’asta secondo le condizioni richieste dalla casa di vendita. Il mio auspicio è, pertanto, che un privato possa acquistare il bene con l’obiettivo di consegnarlo alla Regione Siciliana, affinché entri a far parte del patrimonio del Museo regionale di Messina. Per questo siamo pronti da subito a sottoscrivere un atto d’obbligo impegnandoci a rimborsare tutte le spese sostenute dal privato per acquisire l’opera”.

La vendita all’asta è fissata per venerdì 25 novembre alle 14, con una base che parte da 60-80mila euro. Il dipinto cinquecentesco, dall’indubbio valore artistico, rappresenta al centro la Madonna con in braccio il Bambino Gesù e ai piedi il piccolo San Giovanni Battista. Secondo alcuni studiosi l’opera potrebbe essere il pannello centrale di un trittico composto ai lati dalle tavole di San Pietro e Paolo, custodite al Mume nella sala dedicata al pittore messinese.

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