Un’oasi tra mare e terra: Punta Bianca diventa riserva naturale

Dopo un lungo iter, l’area è stata adesso formalmente inserita nel Piano regionale dei parchi e delle riserve. Resta da superare lo scoglio del vicinissimo poligono militare di Drasy

di Marco Russo

Dopo battaglie ambientaliste durate più di vent’anni, nasce la Riserva naturale orientata “Punta Bianca, Monte Grande e Scoglio Patella”, tra Agrigento e Palma di Montechiaro. Con l’iconica collina di marna che, come la prua di una nave, si immerge nel mare e su cui si poggia la diroccata casa dei doganieri, il promontorio si trova nel limite orientale del golfo di Agrigento, a pochi chilometri dalla Valle dei Templi, segnando il confine con il territorio di Palma. Dopo un lungo iter, entrato nel vivo lo scorso novembre con la delimitazione dei confini con il vicinissimo poligono militare di Drasy, l’area è stata adesso formalmente inserita nel Piano regionale dei parchi e delle riserve.

La scogliera di marna a Punta Bianca L’ex casa dei doganieri a Punta Bianca (foto Davide Mauro, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

A renderlo noto, tra gli altri, il sindaco di Agrigento, Franco Miccichè, ma anche gli ambientalisti che da anni si battono per l’istituzione della riserva, come Mareamico Agrigento, insieme a Marevivo. “È una grande vittoria che faccio anche mia, – commenta il primo cittadino – fin dal mio insediamento mi sono impegnato per raggiungere, unitamente al sindaco di Palma di Montechiaro, questo obiettivo fondamentale per lo sviluppo ecosostenibile del sito che potrà incrementare l’offerta turistica del territorio”.

“Con una nota del dirigente del servizio dell’assessorato regionale al Territorio e Ambiente Francesco Picciotto, indirizzata al sindaco di Palma di Montechiaro, Stefano Castellino, – fa sapere Leandro Janni, presidente di Italia Nostra Sicilia – è stato reso noto formalmente il riconoscimento e l’inserimento di una delle aree naturali più suggestive della Sicilia, a cavallo dei territori di Agrigento e Palma di Montechiaro, nel Piano regionale dei parchi e delle riserve naturali”.

Cartografia della riserva di Punta Bianca (foto Mareamico, da Facebook)

Di fatto, il decreto firmato dall’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Toto Cordaro, modifica il Piano regionale dei parchi e delle riserve con l’inserimento, in variante, della Riserva di Punta Bianca, Monte Grande e Scoglio Patella, per un’estensione di 437 ettari. Un plauso arriva anche da Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia, e Daniele Gucciardo del circolo Rabat di Agrigento: “Negli anni ’90 ci siamo battuti, vincendo, per salvare Monte Grande da una grossa speculazione immobiliare. Oggi siamo contenti dell’inserimento della Riserva Punta Bianca, Montegrande, Scoglio Patella nel Piano regionale dei parchi e delle riserve”.

“Il provvedimento – sottolineano gli ambientalisti – era stato da noi sollecitato con la campagna PrezioseXNatura per contribuire a raggiungere il 30 per cento di territorio regionale sottoposto a tutela. Entro un anno la riserva dovrà essere istituita con l’approvazione del regolamento e l’individuazione dell’ente gestore. In questi mesi abbiamo partecipato alle riunioni presso il Comitato regionale per la Protezione del patrimonio naturale e alla sedute della Commissione ambiente dell’Ars, nelle quali abbiamo presentato delle osservazioni sulla modifica della perimetrazione dell’area da sottoporre a tutela naturalistica”.

L’ex casa dei doganieri a Punta Bianca (foto Davide Mauro, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

Resta, infatti, da superare lo scoglio del vicinissimo poligono dove da decenni si svolgono le esercitazioni militari dell’Esercito, con danni importanti all’ambiente. Tra le osservazioni di Legambiente, “l’inserimento, in zona di preriserva, del limitrofo poligono militare, in modo da favorirne la progressiva dismissione sino alla scadenza dell’intesa quinquennale concessa il 31 luglio 2018 dalla Presidenza della Regione; l’estensione della zona A in modo da ricomprendere aree in cui, secondo i più recenti censimenti, sono presenti importanti habitat e dare inoltre continuità territoriale alle due zone A già individuate”.

Punta Bianca (foto Davide Mauro, Wikimedia Commons, licenza CC BY-SA 4.0)

“La zona di Punta Bianca – Monte Grande, conosciuta dai più per le sue spiagge incontaminate e per il suo mare cobalto-cristallino, si trova al centro di un’area naturalistica e paesaggistica di incomparabile bellezza – si legge sul sito internet della Valle dei Templi – . Affascinante è la vegetazione tipica della macchia mediterranea con ferule, mentastri, salvie, palme nane e lentischi. L’avifauna che vi alberga e gli uccelli migratori che vi sostano non mancheranno di attirare gli amanti del birdwatching. Un richiamo irresistibile per gli amanti dell’archeologia è il santuario castellucciano di epoca preistorica, testimonianza straordinaria del commercio dello zolfo in epoca micenea. Dall’alto di Monte Grande si gode di una vista magnifica. Lo sguardo spazia da un lato verso San Leone, Agrigento, Punta Grande e Capo Rossello. Dall’altro verso il Castello di Montechiaro, Palma  e la Punta Ciotta”.

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