Una giornata a Messina tra Caravaggio e Antonello

La città “regina” de Le Vie dei Tesori, chiude il festival aprendo le porte del Museo regionale, visitabile sabato 29 settembre, pagando soltanto un euro

di Redazione

Cala il sipario sulla “regina” del festival Le Vie dei Tesori. Anche Messina, la città con più visite nei primi due weekend, saluta la manifestazione e lo fa alla grande: aprendo le porte, soltanto domani, sabato 29 settembre, dalle 10 alle 18, al Museo regionale, visitabile pagando soltanto un euro.

Difficile trovare così tanti capolavori in un unico spazio: capita proprio nel polo museale messinese, che, fresco del restauro completato da poco più di un anno fa, può mettere in mostra in maniera appropriata i due Antonello e i due Caravaggio – ma anche opere di Alibrandi, Gagini, Montorsoli – che il resto del mondo gli invidia.

Domani il Museo si unirà agli altri 28 luoghi aperti dal Festival in tutta la città e nei dintorni. Non solo Antonello dunque e non solo Caravaggio: il Museo è un vero luogo dell’identità ritrovata, uno spazio museale di respiro europeo dove si potrà “sfogliare” la straordinaria storia bimillenaria di cui Messina è stata protagonista anche nel campo delle arti. Circa 750 opere uniche distribuite su 4700 metri quadrati di superficie interna su due livelli, suddivise lungo il percorso medievale, moderno, la sezione archeologica, le aree e i piazzali esterni.

Oltre ai due grandi capolavori di Caravaggio – la “Resurrezione di Lazzaro” e l’“Adorazione dei Pastori” realizzati da Michelangelo Merisi in fuga da Malta – e ai due Antonello da Messina – il “Polittico di San Gregorio”, opera datata e firmata, unica nel suo genere proprio per questa particolarità; e l’attribuita tavoletta bifronte acquistata nel 2006 da Christie’s, con un “Ecce Homo” e una “Madonna con Bambino e francescano” – che presto parteciperanno alla grande mostra internazionale che Palermo dedica all’artista.

Ma c’è anche tanto altro da ammirare nel Museo, che ha finalmente aperto i battenti l’anno scorso dopo oltre trent’anni di cantiere a più riprese. Il MuMe accoglie i visitatori nella sua struttura espositiva all’avanguardia, circondata da un grande parco verde, dove sono collocati frammenti architettonici pre-terremoto, rimasti per un secolo nei depositi per mancanza di spazio. Il Museo offre un percorso completo, a partire dall’età greca fino ai primi anni del Novecento, secondo un criterio cronologico e con un apparato di didascalie differenziate cromaticamente.

E’ stata anche valorizzata la collezione del Museo Civico Peloritano che, dopo il 1908, era stata salvata, ma esposta solo parzialmente nei locali dell’antica Filanda Mellinghoff, sede museale sino a qualche anno fa, il cosiddetto Museo vecchio, attiguo al nuovo.

Per questo terzo ed ultimo finesettimana, gettonatissime anche le ville liberty, residenze private di solito ovviamente chiuse al pubblico: salotti sontuosi, arredi d’epoca ancora perfetti, giardini nascosti, di fatto si sono conservate in maniera perfetta.

Domenica alle 10,30 (partenza da piazza casa Pia, prenotazioni su www.leviedeitesori.it) si può partecipare alla passeggiata guidata Sulle orme delle Confraternite: scoprirete che Sant’Annunziata fu affidata dai Domenicani ai mercanti catalani, da cui prese il nome; e che Santa Maria Alemanna venne ceduta dai Cavalieri Teutonici, all’Arciconfraternita dei Rossi, congregazione alto borghese nata per aiutare i fanciulli orfani e derelitti.

Tutti i coupon si trovano online sul sito www.leviedeitesori.it. Qui trovate, invece, tutti i luoghi da visitare. Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

La città “regina” de Le Vie dei Tesori, chiude il festival aprendo le porte del Museo regionale, visitabile sabato 29 settembre, pagando soltanto un euro

di Redazione

Cala il sipario sulla “regina” del festival Le Vie dei Tesori. Anche Messina, la città con più visite nei primi due weekend, saluta la manifestazione e lo fa alla grande: aprendo le porte, soltanto domani, sabato 29 settembre, dalle 10 alle 18, al Museo regionale, visitabile pagando soltanto un euro.

Difficile trovare così tanti capolavori in un unico spazio: capita proprio nel polo museale messinese, che, fresco del restauro completato da poco più di un anno fa, può mettere in mostra in maniera appropriata i due Antonello e i due Caravaggio – ma anche opere di Alibrandi, Gagini, Montorsoli – che il resto del mondo gli invidia.

Domani il Museo si unirà agli altri 28 luoghi aperti dal Festival in tutta la città e nei dintorni. Non solo Antonello dunque e non solo Caravaggio: il Museo è un vero luogo dell’identità ritrovata, uno spazio museale di respiro europeo dove si potrà “sfogliare” la straordinaria storia bimillenaria di cui Messina è stata protagonista anche nel campo delle arti. Circa 750 opere uniche distribuite su 4700 metri quadrati di superficie interna su due livelli, suddivise lungo il percorso medievale, moderno, la sezione archeologica, le aree e i piazzali esterni.

Oltre ai due grandi capolavori di Caravaggio – la “Resurrezione di Lazzaro” e l’“Adorazione dei Pastori” realizzati da Michelangelo Merisi in fuga da Malta – e ai due Antonello da Messina – il “Polittico di San Gregorio”, opera datata e firmata, unica nel suo genere proprio per questa particolarità; e l’attribuita tavoletta bifronte acquistata nel 2006 da Christie’s, con un “Ecce Homo” e una “Madonna con Bambino e francescano” – che presto parteciperanno alla grande mostra internazionale che Palermo dedica all’artista.

Ma c’è anche tanto altro da ammirare nel Museo, che ha finalmente aperto i battenti l’anno scorso dopo oltre trent’anni di cantiere a più riprese. Il MuMe accoglie i visitatori nella sua struttura espositiva all’avanguardia, circondata da un grande parco verde, dove sono collocati frammenti architettonici pre-terremoto, rimasti per un secolo nei depositi per mancanza di spazio. Il Museo offre un percorso completo, a partire dall’età greca fino ai primi anni del Novecento, secondo un criterio cronologico e con un apparato di didascalie differenziate cromaticamente.

E’ stata anche valorizzata la collezione del Museo Civico Peloritano che, dopo il 1908, era stata salvata, ma esposta solo parzialmente nei locali dell’antica Filanda Mellinghoff, sede museale sino a qualche anno fa, il cosiddetto Museo vecchio, attiguo al nuovo.

Per questo terzo ed ultimo finesettimana, gettonatissime anche le ville liberty, residenze private di solito ovviamente chiuse al pubblico: salotti sontuosi, arredi d’epoca ancora perfetti, giardini nascosti, di fatto si sono conservate in maniera perfetta.

Domenica alle 10,30 (partenza da piazza casa Pia, prenotazioni su www.leviedeitesori.it) si può partecipare alla passeggiata guidata Sulle orme delle Confraternite: scoprirete che Sant’Annunziata fu affidata dai Domenicani ai mercanti catalani, da cui prese il nome; e che Santa Maria Alemanna venne ceduta dai Cavalieri Teutonici, all’Arciconfraternita dei Rossi, congregazione alto borghese nata per aiutare i fanciulli orfani e derelitti.

Tutti i coupon si trovano online sul sito www.leviedeitesori.it. Qui trovate, invece, tutti i luoghi da visitare. Per informazioni telefonare allo 0918420104, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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