Una casa d’argento nel cuore di Trapani

E’ Palazzo Ciambra, dalla vita misteriosa e antica attraversata dal mondo ebraico, ma anche da quello spagnolo e da quello arabo. Sarà una della chicche che verranno aperte al pubblico dal festival Le Vie dei Tesori nei tre weekend dal 14 al 30 settembre. Grande occasione  per conoscere la Giudecca

di Federica Certa

“Plateresco”, dal catalano plata, argento. Forgiato di tornio e martello, sbalzato e inciso come un gioiello per trasformare la pietra in materia nobile e preziosa, in una forma duttile rifinita nei dettagli. 

Sembra davvero fuso nell’argento, il prospetto principale di Palazzo Ciambra, detto la “Giudecca”, a Trapani, uno dei monumenti che saranno visitabili nei weekend dal 14 al 30 settembre nell’ambito del Festival “Le Vie dei Tesori” che per la prima volta sbarca nella città falcata. 

Girando per i vicoli dell’antico ghetto ebraico, anche da lontano la torre del palazzo  è inconfondibile. Costruito tra la fine del ‘300 e l’inizio del ‘400 dalla famiglia di banchieri Sala, è stato centro culturale del quartiere e punto di riferimento per la popolazione ebraica del ghetto, poi, attorno al 1485, ha ospitato anche una scuola superiore di studi talmudici. 

Dopo il 1492, con l‘espulsione degli ebrei dai domini spagnoli, per editto di Ferdinando il Cattolico, fu acquistato della famiglia Ciambra, e poi, nel 1923, dai Gervasi-Cardella, attuali proprietari.

Ai Ciambra si deve la caratteristica decorazione della facciata principale, scolpita a più riprese con bugne a forma di diamante, in stile, appunto, “plateresco”. Ma il Palazzo è realmente un crocevia di stili e di echi di culture diverse – da quella ebraica alla spagnola, passando per il periodo arabo – che si incontrano in un luogo dove la storia sembra non aver mancato nessun appuntamento.   

La facciata, uno degli esempi più significativi di arte “plateresca” in Sicilia, è costituita da un complesso a due piani, con un portale ogivale, e da una torre laterale, ritenuta una delle cinque torri raffigurate nello stemma della città. E lo stesso portone centrale è sovrastato dall’effigie di un albero e un cervo elafo – simbolo di nobiltà e longevità – stemma nobiliare della famiglia Ciambra. 

La torre è stata restaurata con un corposo intervento che ha ridato continuità e omogeneità ai vari elementi. Il cornicione e il parapetto sono stati smontati, numerati e poi ricollocati “Siamo intervenuti anche all’interno della torre – spiega l’architetto Alessandro Candela, responsabile del restauro – dove le originali catene in ferro ancorate al muro sono state sostituite con altre in acciaio C40”.  

I picos, poi, le piccole piramidi che costituiscono il “tessuto” plateresco della facciata, sono stati ricostituiti con una tecnica particolare, che ha impiegato i conci di tufo trovati all’interno del Palazzo, sbriciolandoli e trasformandoli in polvere, per poi amalgamarli con calce fatta a mano. 

All’interno del Palazzo si trovano un giardino in stile italiano con un pozzo, che un tempo, si dice, faceva da via di fuga dalla Giudecca verso l’esterno delle mura cittadine, una scala in pietra quattrocentesca, con ballatoio. 

L’architetto Candela in persona farà da guida nelle visite in programma per le Vie dei Tesori, nei weekend dal 14 al 30 settembre. Il Palazzo aprirà al pubblico anche l’atrio interno – mentre resterà chiusa l’ala adibita ad abitazione privata. “Racconteremo la storia di questo edificio così particolare – dice Candela – le vicende dei vari proprietari e le caratteristiche artistiche. Ma Palazzo Ciambra resta comunque, per certi versi, un ‘mistero’, visto che le fonti documentali sono scarse e incerte, e molte domande sono rimaste senza risposta”. 

Per partecipare basta scaricare i coupon a breve disponibili sul sito leviedeitesori.it : un pacchetto di dieci visite guidate costa dieci euro. Sullo stesso sito verranno pubblicati a breve l’elenco completo dei luoghi che apriranno le porte per il festival e i dettagli della manifestazione. 

E’ Palazzo Ciambra, dalla vita misteriosa e antica attraversata dal mondo ebraico, ma anche da quello spagnolo e da quello arabo. Sarà una della chicche che verranno aperte al pubblico dal festival Le Vie dei Tesori nei tre weekend dal 14 al 30 settembre. Grande occasione  per conoscere la Giudecca

di Federica  Certa

“Plateresco”, dal catalano plata, argento. Forgiato di tornio e martello, sbalzato e inciso come un gioiello per trasformare la pietra in materia nobile e preziosa, in una forma duttile rifinita nei dettagli.

Sembra davvero fuso nell’argento, il prospetto principale di Palazzo Ciambra, detto la “Giudecca”, a Trapani, uno dei monumenti che saranno visitabili nei weekend dal 14 al 30 settembre nell’ambito del Festival “Le Vie dei Tesori” che per la prima volta sbarca nella città falcata.

Girando per i vicoli dell’antico ghetto ebraico, anche da lontano la torre del palazzo  è inconfondibile. Costruito tra la fine del ‘300 e l’inizio del ‘400 dalla famiglia di banchieri Sala, è stato centro culturale del quartiere e punto di riferimento per la popolazione ebraica del ghetto, poi, attorno al 1485, ha ospitato anche una scuola superiore di studi talmudici.

Dopo il 1492, con l‘espulsione degli ebrei dai domini spagnoli, per editto di Ferdinando il Cattolico, fu acquistato della famiglia Ciambra, e poi, nel 1923, dai Gervasi-Cardella, attuali proprietari.

Ai Ciambra si deve la caratteristica decorazione della facciata principale, scolpita a più riprese con bugne a forma di diamante, in stile, appunto, “plateresco”. Ma il Palazzo è realmente un crocevia di stili e di echi di culture diverse – da quella ebraica alla spagnola, passando per il periodo arabo – che si incontrano in un luogo dove la storia sembra non aver mancato nessun appuntamento.   

La facciata, uno degli esempi più significativi di arte “plateresca” in Sicilia, è costituita da un complesso a due piani, con un portale ogivale, e da una torre laterale, ritenuta una delle cinque torri raffigurate nello stemma della città. E lo stesso portone centrale è sovrastato dall’effigie di un albero e un cervo elafo – simbolo di nobiltà e longevità – stemma nobiliare della famiglia Ciambra.

La torre è stata restaurata con un corposo intervento che ha ridato continuità e omogeneità ai vari elementi. Il cornicione e il parapetto sono stati smontati, numerati e poi ricollocati “Siamo intervenuti anche all’interno della torre – spiega l’architetto Alessandro Candela, responsabile del restauro – dove le originali catene in ferro ancorate al muro sono state sostituite con altre in acciaio C40”.

I picos, poi, le piccole piramidi che costituiscono il “tessuto” plateresco della facciata, sono stati ricostituiti con una tecnica particolare, che ha impiegato i conci di tufo trovati all’interno del Palazzo, sbriciolandoli e trasformandoli in polvere, per poi amalgamarli con calce fatta a mano.

All’interno del Palazzo si trovano un giardino in stile italiano con un pozzo, che un tempo, si dice, faceva da via di fuga dalla Giudecca verso l’esterno delle mura cittadine, una scala in pietra quattrocentesca, con ballatoio.

L’architetto Candela in persona farà da guida nelle visite in programma per le Vie dei Tesori, nei weekend dal 14 al 30 settembre. Il Palazzo aprirà al pubblico anche l’atrio interno – mentre resterà chiusa l’ala adibita ad abitazione privata. “Racconteremo la storia di questo edificio così particolare – dice Candela – le vicende dei vari proprietari e le caratteristiche artistiche. Ma Palazzo Ciambra resta comunque, per certi versi, un ‘mistero’, visto che le fonti documentali sono scarse e incerte, e molte domande sono rimaste senza risposta”.

Per partecipare basta scaricare i coupon a breve disponibili sul sito leviedeitesori.it : un pacchetto di dieci visite guidate costa dieci euro. Sullo stesso sito verranno pubblicati a breve l’elenco completo dei luoghi che apriranno le porte per il festival e i dettagli della manifestazione.

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