La “barca di luce” di Pellegrino: un pezzo di Sicilia a Venezia

Si chiama “I’m The Island” la nuova installazione che l’artista di Mazzarino presenta alla Biennale con una performance tra i palazzi storici

di Redazione

Una cerimonia laica, un corteo di imbarcazioni che scorta la “regina”, una barca con dentro luminarie colorate che sanno di Sicilia. È “I’m The Island”, l’installazione di Domenico Pellegrino, ospitata nel Padiglione del Bangladesh alla 58esima Biennale d’arte di Venezia. Un’installazione-barca che sa di viaggio, percorso, ricerca di conoscenza, voglia di vita. E proprio un omaggio al mare sarà il percorso che venerdì 19 luglio la “barca di luce” condurrà da Palazzo Zenobio, sede del Padiglione, a Ca’ Donà dalle Rose, dove è in programma la presentazione del libro d’arte sull’opera di Pellegrino, artista siciliano nato a Mazzarino e formatosi a Palermo.

“I’m The Island” davanti a Palazzo Zenobio

La performance si srotolerà dalle 19 come un corteo di natanti lungo le Fondamenta antiche: un Pupparino a remi (storica imbarcazione, tipica delle calli veneziane) guidato da patrizi veneziani, trascinerà “I’m The Island”, da Palazzo Zenobio, lungo le Fondamenta Priati, Rio Ca’ Foscari, taglierà il Canal Grande, poi imboccherà Rio Santi Apostoli, il canale dei Gesuiti per giungere nella Cavana (darsena coperta) di Palazzo Donà dalle Rose. E visto che ogni cerimonia deve avere la sua colonna sonora, ecco che il corteo di barche sarà accompagnato dal violino elettrico di Mario Bajardi e dal violino tradizionale del giovane Nicola Di Benedetto.

“Cosmogonia Mediterranea”

Giunto il corteo di barche a Palazzo Donà dalle Rose, alle 20 è in programma la presentazione del volume fotografico “Cosmogonia Mediterranea”, che riporta la storia dell’intero progetto di Domenico Pellegrino dedicato a Sebastiano Tusa, l’archeologo e assessore scomparso nel disastro aereo in Etiopia. Un’installazione luminosa a forma di Sicilia che ha viaggiato per il Mediterraneo, toccando musei e luoghi d’arte; e si è fermata sul fondo del mare dinanzi a Lampedusa, nello stesso luogo dove continuano ad approdare le barche dei disperati che cercano una vita migliore. Il progetto “Cosmogonia Mediterranea” è sostenuto da Fondazione Sicilia, da Elenk’art, dalla Fondazione Donà dalle Rose e da Wish, World International Sicilian Heritage, fondata dalla contessa e mecenate Chiara Modìca Donà dalle Rose che è anche direttore artistico della Bias, la Biennale internazionale d’arte sacra.

Domenico Pellegrino

L’installazione originale proposta alla Biennale di Venezia, racconta il viaggio dell’opera: la scultura è stata ripescata dall’acqua e, dopo un’inevitabile manutenzione che ha cercato di salvaguardarne la memoria “sommersa”, è stata portata a Venezia. Al visitatore viene proposto un viaggio immersivo e sensoriale, attraverso un video racconto che ne raccoglie testimonianze e immagini. “Il mio contributo creativo, in termini simbolici e metaforici, affronta le proprietà salvifiche e terapeutiche dell’acqua, che è in grado di sradicare le impurità da qualsiasi organismo – spiega Pellegrino -. Purificare e sublimare il mondo fenomenico da qualsiasi connotazione negativa e trasformarlo in qualcos’altro, in un’opera d’arte, appunto. La sete di acqua pura che le persone sentono non è solo un requisito fisico, ma diventa espressione di desiderio di vita e conoscenza”.

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