Un patto per valorizzare i tesori dell’antica Noto

Firmata una convenzione per la tutela e promozione della vecchia città sul Monte Alveria distrutta dal terremoto del 1693

di Redazione

Un sinergia per Noto Antica. In occasione dei festeggiamenti per i cinquant’anni dell’Isvna, l’Istituto per lo studio e la valorizzazione di Noto Antica, è stata firmata una convenzione a tre per la tutela, valorizzazione e promozione dell’antica città situata sul Monte Alveria e distrutta dal terremoto del 1693. Coinvolti il Comune di Noto, la Soprintendenza di Siracusa e l’Isvna, ciascuno per le sue competenze.

Il Castello (foto Mikenorton, Wikipedia)

Il Comune – fanno sapere dall’amministrazione comunale – si impegnerà a realizzare un progetto di fruizione per consentire ai visitatori di conoscere il sito sul Monte Alveria, curandone la manutenzione ordinaria e prevedendo le disposizioni per disciplinare il transito veicolare. La Soprintendenza si occuperà, dopo un primo anno di fruizione sperimentale, di un progetto generale di interventi, sia a livello di scavi sia a livello di infrastrutture. L’Isvna, invece, metterà a disposizione di Comune e Soprintendenza conoscenze, ricerche storiche ed archivio fotografico, collaborando attivamente nell’attuazione del progetto di fruizione sperimentale.

Chiesa dei Gesuiti (foto Codas2, Wikipedia)

“In pochi anni – ha commentato il sindaco Corrado Bonfanti – abbiamo azzerato decenni di tentennamenti ma dobbiamo ancora fare di più. Questo compleanno è si celebrativo, ma allo stesso tempo ti trasferisce il rammarico come istituzioni, di non aver viaggiato alla stessa velocità dell’Isvna”. La convenzione è stata firmata durante la serata organizzata dall’Isvna per i suoi primi 50 anni di attività. Fondatori e soci si sono ritrovati al Teatro Tina Di Lorenzo per celebrare le numerose iniziative – tra cui convegni, pubblicazioni e altre attività – portate avanti in mezzo secolo di storia. Tutto riassunto in un documentario che ha ripercorso le tappe più importanti dell’associazione.

Ruderi del Palazzo Landolina (foto Codas2, Wikipedia)

Noto Antica ovvero Netum, è l’antico abitato di Noto distrutto a seguito del terremoto dell’11 gennaio 1693. Municipium sotto il dominio dei Romani, capovalle dalla dominazione araba in poi e fregiata del titolo di Civitas ingegnosa da Ferdinando il Cattolico, fu patria di molti elementi di spicco fra il XIV e il XVI secolo, nonché uno dei principali centri culturali, militari ed economici della Sicilia sud-orientale. Circondata da imponenti mura (molte delle quali ancora in piedi) e da profonde vallate del Monte Alveria, non fu mai presa con la forza. Solo il violento terremoto del 1693 riuscì a distruggerla, causando nel Val di Noto oltre 60mila vittime.

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