Un gioiello barocco torna splendere all’Abatellis

Il dipinto che raffigura “Perseo e Andromeda”, realizzato dal Cavalier d’Arpino, ha riacquistato i suoi colori originari dopo il restauro

di Alessandra Turrisi

Formatore di alcuni fuoriclasse come Guido Reni e Caravaggio, impegnato nella decorazione delle Logge Vaticane, della sala degli Orazi e dei Curiazi in Campidoglio, delle chiese di San Luigi de’ Francesi, Santa Maria Maggiore, San Giovanni in Laterano e San Pietro a Roma, il Cavalier d’Arpino ha un posto d’onore nella Galleria regionale di Palazzo Abatellis.

Perseo e Andromeda

Con un restauro finanziato dal Rotaract Palermo Agorà, presieduto da Tiziana Di Trapani, è tornato a splendere nei suoi colori originari, il dipinto su tavola di “Perseo e Andromeda”, uno della decina di esemplari oggi distribuiti tra Europa e Stati Uniti che, tra fine Cinquecento e inizio Seicento, il conterraneo di Cicerone decide di dedicare al mito raccontato da Ovidio. Forse per la celebre traduzione in italiano delle Metamorfosi ad opera di Giovanni Andrea dell’Anguillara, l’impresa di Perseo che, folgorato dalla bellezza di Andromeda incatenata ad uno scoglio, decide di salvarla dalle grinfie di un mostro marino inviato da Poseidone per vendicarsi della vanità di Cassiopea, madre della sfortunata giovane, diventa di moda nei salotti della nobiltà europea del tempo. Alcuni committenti la vogliono realizzata in miniatura su lapislazzuli o su pietra paesina.

Il restauratore Franco Fazzio col quadro

L’opera custodita a Palermo è una tavoletta di 52 centimetri per 38, “probabilmente di legno africano di grande compattezza e qualità, tanto che il Cavalier d’Arpino non sente la necessità di creare uno strato preparatorio in gesso – spiega il restauratore Franco Fazzio – Osservandola nel dettaglio, si vede che ogni pennellata è al punto giusto”. Un’affermazione che rivela la perizia artistica di Giuseppe Cesari, molto apprezzato da papa Clemente VIII Aldobrandini, chiamato a lavorare anche in Francia e a cui Rodolfo II d’Asburgo chiede di realizzare proprio una interpretazione di “Perseo e Andromeda”, che oggi è custodita a Vienna, come raccontano Conny Catalano, segretario del Rotaract Palermo Agorà e storica dell’arte, e Valeria Sola di Palazzo Abatellis.

Un momento della presentazione a Palazzo Abatellis

Il quadro, liberato dalla patina di vernice di un precedente restauro ottocentesco, è stato collocato nella stanza numero 17 della galleria regionale di via Alloro, dove è giunto parecchi anni fa da collezione privata. “Il restauro è una forma di conoscenza approfondita di un’opera – sottolinea Evelina De Castro, direttore di Palazzo Abatellis – Il fatto che la sponsorizzazione da parte di associazioni e club service diventi un evento che si ripete è davvero un bel segnale per il mondo dell’arte e della cultura”.

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