Un eco-tour tra le dimore storiche

 “Donna Sicilia” è il progetto di mobilità sostenibile che prevede di raggiungere ville, castelli, masserie di charme a bordo di auto elettriche, con una guida bilingue

di Antonella Lombardi

Creare un circuito di turismo regionale, tra le dimore storiche siciliane, che sia rispettoso dell’ambiente, utilizzando vetture elettriche. È il progetto “Donna Sicilia”, che prevede anche una eco guida che racconta le caratteristiche e la storia di ogni dimora sia in lingua inglese che in italiano, presentata oggi allo Steri, con il presidente della Regione, Nello Musumeci, il rettore dell’università di Palermo, Fabrizio Micari, l’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo, e l’imprenditore Tommaso Dragotto, fondatore della compagnia di autonoleggio Sicily by car.

Sua la paternità del progetto, che farà tappa in una ventina di ville, castelli, masserie di charme nelle province di Palermo, Trapani, Catania, Agrigento, Siracusa, Ragusa, Caltanissetta ed Enna. Un tour eco sostenibile pensato per attraversare sia il versante occidentale che quello orientale, insieme all’entroterra dell’Isola, con la presenza delle colonne di ricarica lungo il percorso. La speranza è quella di gettare un seme per iniziative a basso impatto ambientale più capillari in futuro, come da più parti è stato auspicato, un circuito che coniuga due settori che piacciono molto ai turisti stranieri: quello della ricettività d’eccellenza delle dimore storiche e la mobilità sostenibile.

“In Cina il turismo delle dimore storiche siciliane ha suscitato grande interesse, c’è un discreto target di turisti disposto a spendere molto – ha detto l’assessore Pappalardo – al punto da aver chiesto di inviare a maggio in Sicilia alcuni tour operator cinesi per promuovere questo tipo di turismo nel loro Paese”. Dragotto ha poi precisato che su 35 dimore storiche interpellate nell’Isola 22 hanno aderito con entusiasmo. “Ogni colonna di ricarica costa da 8 a 10mila euro, ma non abbiamo chiesto una lira alle dimore – precisa l’imprenditore – speriamo che ‘Donna Sicilia’ possa fare da apripista, magari per altre regioni; Emilia Romagna e Lombardia si sono dimostrate interessate, l’intenzione di promuovere il programma al Nord c’è. A me piacerebbe coinvolgere anche il settore pubblico, piazzando 500 colonnine in tutta la Sicilia, anche a mie spese. Entro il 2020 avremo comunque a disposizione 2000 macchine elettriche per girare la Sicilia e le sue dimore storiche”. 

Su questo fronte Musumeci precisa di stare lavorando con “L’assessorato alle attività produttive per piazzare delle colonne di ricarica elettrica negli spazi antistanti i centri commerciali, nei prossimi due anni, inoltre, compreremo 400 autobus e un buon 30% sarà ad alimentazione elettrica”. E sul tema della salvaguardia delle dimore storiche, un patrimonio fragile e di grande richiamo per la regione, aggiunge: “Occorre un censimento serio per creare un circuito di promozione all’estero e per comprendere quali immobili vadano tutelati, non sempre i proprietari sono nelle condizioni di poterlo fare, si tratta di dimore sottoposte a particolari regimi di vincoli e che richiedono maestranze artigiane esperte, per questo ritengo che lo Stato debba intervenire con sgravi e incentivi fiscali. Entro novembre dedicheremo una giornata a questo particolare tipo di turismo, lanciando l’invito anche a rappresentanti del governo nazionale. Si tratta di convincere i proprietari a resistere e non abbandonare questi immobili di pregio”.

Ma per fare della ricettività siciliana d’eccellenza un circuito di turismo sostenibile occorrono anche figure professionali opportunamente formate. “Per questo lavoriamo a corsi di gestione del turismo – ha detto Micari – interamente in inglese, e stiamo cominciando ad attrezzarci per nuovi corsi di laurea per l’anno accademico 2019/2020 che siano legati alla progettazione e alla mobilità elettrica. Occorre fare ricerca su questo segmento. Siamo felici di essere parte di questo progetto, peraltro presentato in una dimora storica, perché la Sala delle Verifiche nasce nel 1300”. L’incontro di oggi ha poi consentito di fare il punto su alcune criticità del turismo nell’Isola, principalmente legate alle infrastrutture. “La Sicilia è tra le 10 mete desiderate, l’anno scorso abbiamo registrato più di 14 milioni di presenze turistiche, ma non basta in relazione al patrimonio che abbiamo – ha precisato Pappalardo – Basti pensare che il museo dello sbarco di Catania, considerato uno dei più interessanti d’Europa, conta 35 mila presenze contro una media di 280mila di altri musei simili. Occorre puntare sul turismo storico bellico, ma un altro fronte su cui pensiamo di intervenire è il turismo religioso: per questo abbiamo stilato con la Cei un protocollo di intesa che firmeremo nei prossimi giorni”.

“Donna Sicilia” è il progetto di mobilità sostenibile che prevede di raggiungere ville, castelli, masserie di charme a bordo di auto elettriche, con una guida bilingue

di Antonella Lombardi

Creare un circuito di turismo regionale, tra le dimore storiche siciliane, che sia rispettoso dell’ambiente, utilizzando vetture elettriche. È il progetto “Donna Sicilia”, che prevede anche una eco guida che racconta le caratteristiche e la storia di ogni dimora sia in lingua inglese che in italiano, presentata oggi allo Steri, con il presidente della Regione, Nello Musumeci, il rettore dell’università di Palermo, Fabrizio Micari, l’assessore regionale al Turismo, Sandro Pappalardo, e l’imprenditore Tommaso Dragotto, fondatore della compagnia di autonoleggio Sicily by car.

Sua la paternità del progetto, che farà tappa in una ventina di ville, castelli, masserie di charme nelle province di Palermo, Trapani, Catania, Agrigento, Siracusa, Ragusa, Caltanissetta ed Enna. Un tour eco sostenibile pensato per attraversare sia il versante occidentale che quello orientale, insieme all’entroterra dell’Isola, con la presenza delle colonne di ricarica lungo il percorso. La speranza è quella di gettare un seme per iniziative a basso impatto ambientale più capillari in futuro, come da più parti è stato auspicato, un circuito che coniuga due settori che piacciono molto ai turisti stranieri: quello della ricettività d’eccellenza delle dimore storiche e la mobilità sostenibile.

“In Cina il turismo delle dimore storiche siciliane ha suscitato grande interesse, c’è un discreto target di turisti disposto a spendere molto – ha detto l’assessore Pappalardo – al punto da aver chiesto di inviare a maggio in Sicilia alcuni tour operator cinesi per promuovere questo tipo di turismo nel loro Paese”. Dragotto ha poi precisato che su 35 dimore storiche interpellate nell’Isola 22 hanno aderito con entusiasmo. “Ogni colonna di ricarica costa da 8 a 10mila euro, ma non abbiamo chiesto una lira alle dimore – precisa l’imprenditore – speriamo che ‘Donna Sicilia’ possa fare da apripista, magari per altre regioni; Emilia Romagna e Lombardia si sono dimostrate interessate, l’intenzione di promuovere il programma al Nord c’è. A me piacerebbe coinvolgere anche il settore pubblico, piazzando 500 colonnine in tutta la Sicilia, anche a mie spese. Entro il 2020 avremo comunque a disposizione 2000 macchine elettriche per girare la Sicilia e le sue dimore storiche”. 

Su questo fronte Musumeci precisa di stare lavorando con “L’assessorato alle attività produttive per piazzare delle colonne di ricarica elettrica negli spazi antistanti i centri commerciali, nei prossimi due anni, inoltre, compreremo 400 autobus e un buon 30% sarà ad alimentazione elettrica”. E sul tema della salvaguardia delle dimore storiche, un patrimonio fragile e di grande richiamo per la regione, aggiunge: “Occorre un censimento serio per creare un circuito di promozione all’estero e per comprendere quali immobili vadano tutelati, non sempre i proprietari sono nelle condizioni di poterlo fare, si tratta di dimore sottoposte a particolari regimi di vincoli e che richiedono maestranze artigiane esperte, per questo ritengo che lo Stato debba intervenire con sgravi e incentivi fiscali. Entro novembre dedicheremo una giornata a questo particolare tipo di turismo, lanciando l’invito anche a rappresentanti del governo nazionale. Si tratta di convincere i proprietari a resistere e non abbandonare questi immobili di pregio”.

Ma per fare della ricettività siciliana d’eccellenza un circuito di turismo sostenibile occorrono anche figure professionali opportunamente formate. “Per questo lavoriamo a corsi di gestione del turismo – ha detto Micari – interamente in inglese, e stiamo cominciando ad attrezzarci per nuovi corsi di laurea per l’anno accademico 2019/2020 che siano legati alla progettazione e alla mobilità elettrica. Occorre fare ricerca su questo segmento. Siamo felici di essere parte di questo progetto, peraltro presentato in una dimora storica, perché la Sala delle Verifiche nasce nel 1300”. L’incontro di oggi ha poi consentito di fare il punto su alcune criticità del turismo nell’Isola, principalmente legate alle infrastrutture. “La Sicilia è tra le 10 mete desiderate, l’anno scorso abbiamo registrato più di 14 milioni di presenze turistiche, ma non basta in relazione al patrimonio che abbiamo – ha precisato Pappalardo – Basti pensare che il museo dello sbarco di Catania, considerato uno dei più interessanti d’Europa, conta 35 mila presenze contro una media di 280mila di altri musei simili. Occorre puntare sul turismo storico bellico, ma un altro fronte su cui pensiamo di intervenire è il turismo religioso: per questo abbiamo stilato con la Cei un protocollo di intesa che firmeremo nei prossimi giorni”.

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