Un artigiano palermitano in Russia

Nel laboratorio di via Dante nascono le creazioni del maestro Calogero Zuppardo che hanno girato il mondo, da Israele alla Palestina. E grazie a un opificio e a un’associazione si promuove la collaborazione tra le arti

di Laura Grimaldi

Raggiungerà la Russia l’ultima creazione artistica nata ne “L’Opificio delle Arti”, a Palermo. Una particolare ‘Annunciazione’ in vetro dipinto e trattato a fusione realizzata da Aleksandra Ostapova in stretta collaborazione con Calogero Zuppardo, maestro nella lavorazione artistica del vetro. Non a caso Aleksandra Ostapova ha scelto Palermo quale città per realizzare il suo progetto. A Palazzo Abatellis è esposto il capolavoro di Antonello da Messina, “l’ Annunziata”. E ne l’Opificio delle Arti ha trovato un ambiente artistico stimolante. 

“Dalla bozza agli ultimi ritocchi di pennello”, Aleksandra Ostapova ha lavorato fianco a fianco con Calogero Zuppardo. Architetto, originario di Camporeale, progetta, realizza e restaura vetrate e oggetti in vetro. Per apprezzare le sue creazioni, bisogna visitare il laboratorio al civico 69 di via Marconi, vicino all’antica stazione ferroviaria Lolli, lungo la via Dante. Ha riscoperto a metà degli anni Ottanta l’antica tradizione vetratista palermitana.

La sua esperienza ha superato da tempo i confini siciliani e ha raggiunto la Terra Santa dove è stato chiamato per restaurare alcune opere d’arte dell’Ottocento e del Novecento. Sul Monte Tabor, poco lontano da Nazareth, per completare il delicato restauro di due vetrate della basilica della Trasfigurazione. Poi a Gerico, sul Mar Morto, in territorio palestinese, per riportare ad antico splendore una delle vetrate dell’abside nella chiesa del Buon Pastore. E ancora a Gerusalemme, per creare la nuova vetrata della biblioteca della Custodia di Terra Santa, l’ordine dei frati minori presenti in tutto il Medio Oriente sin dai tempi del pellegrinaggio di San Francesco d’Assisi, nel 1200. Tre anni di viaggi e di sapiente lavoro artigiano quello di Calogero Zuppardo, in quelle terre straziate da decenni di conflitti.


Al suo fianco, Piero Accardi, maestro palermitano nel restauro dell’argento. Insieme al figlio Vincenzo, architetto anche lui, Calogero Zuppardo ha progettato e realizzato nel 2014 la vetrata artistica per la cappella centrale all’interno del carcere Ucciardone. “Dal punto di vista umano, è stata la mia più bella esperienza di lavoro – dice il maestro – I detenuti hanno lavorato con entusiasmo e noi con loro”.
E insieme ad un altro stimato maestro del vetro, Roberto Alabiso, Calogero Zuppardo ha realizzato alcuni anni fa nella chiesa di San Francesco di Sales, in via Notarbartolo, la grande vetrata artistica dell’abside e le altre dodici sistemate ai lati della navata. Suo è il progetto iconografico, di Roberto Alabiso i bozzetti e le pitture.

Collaborazione e partecipazione sono da sempre alla base dell’esperienza artistica di Calogero Zuppardo. Prova ne è l’associazione “Il Baglio”, fondata dai due maestri del vetro e simbolo della condivisione di diverse esperienze di artigianato d’arte di tutto il mondo. Da anni promuove il Corso-LabORAtorio di Arti e Architettura per la Chiesa. E già sono in corso i preparativi per la ventiquattresima edizione che quest’anno si svolgerà dal 27 al 4 novembre tra Nazareth, Betlemme e Gerusalemme. Per informazioni si può scrivere a info@opificiodellearti.com

Nel laboratorio di via Dante nascono le creazioni del maestro Calogero Zuppardo che hanno girato il mondo, da Israele alla Palestina. E grazie a un opificio e a un’associazione si promuove la collaborazione tra le arti

di Laura Grimaldi

Raggiungerà la Russia l’ultima creazione artistica nata ne “L’Opificio delle Arti”, a Palermo. Una particolare ‘Annunciazione’ in vetro dipinto e trattato a fusione realizzata da Aleksandra Ostapova in stretta collaborazione con Calogero Zuppardo, maestro nella lavorazione artistica del vetro. Non a caso Aleksandra Ostapova ha scelto Palermo quale città per realizzare il suo progetto. A Palazzo Abatellis è esposto il capolavoro di Antonello da Messina, “l’ Annunziata”. E ne l’Opificio delle Arti ha trovato un ambiente artistico stimolante. 

“Dalla bozza agli ultimi ritocchi di pennello”, Aleksandra Ostapova ha lavorato fianco a fianco con Calogero Zuppardo. Architetto, originario di Camporeale, progetta, realizza e restaura vetrate e oggetti in vetro. Per apprezzare le sue creazioni, bisogna visitare il laboratorio al civico 69 di via Marconi, vicino all’antica stazione ferroviaria Lolli, lungo la via Dante. Ha riscoperto a metà degli anni Ottanta l’antica tradizione vetratista palermitana.

La sua esperienza ha superato da tempo i confini siciliani e ha raggiunto la Terra Santa dove è stato chiamato per restaurare alcune opere d’arte dell’Ottocento e del Novecento. Sul Monte Tabor, poco lontano da Nazareth, per completare il delicato restauro di due vetrate della basilica della Trasfigurazione. Poi a Gerico, sul Mar Morto, in territorio palestinese, per riportare ad antico splendore una delle vetrate dell’abside nella chiesa del Buon Pastore. E ancora a Gerusalemme, per creare la nuova vetrata della biblioteca della Custodia di Terra Santa, l’ordine dei frati minori presenti in tutto il Medio Oriente sin dai tempi del pellegrinaggio di San Francesco d’Assisi, nel 1200. Tre anni di viaggi e di sapiente lavoro artigiano quello di Calogero Zuppardo, in quelle terre straziate da decenni di conflitti.


Al suo fianco, Piero Accardi, maestro palermitano nel restauro dell’argento. Insieme al figlio Vincenzo, architetto anche lui, Calogero Zuppardo ha progettato e realizzato nel 2014 la vetrata artistica per la cappella centrale all’interno del carcere Ucciardone. “Dal punto di vista umano, è stata la mia più bella esperienza di lavoro – dice il maestro – I detenuti hanno lavorato con entusiasmo e noi con loro”.
E insieme ad un altro stimato maestro del vetro, Roberto Alabiso, Calogero Zuppardo ha realizzato alcuni anni fa nella chiesa di San Francesco di Sales, in via Notarbartolo, la grande vetrata artistica dell’abside e le altre dodici sistemate ai lati della navata. Suo è il progetto iconografico, di Roberto Alabiso i bozzetti e le pitture.

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