Tutti in scena per il quartiere Danisinni

Sabato e domenica uno spettacolo surreale ispirato dall’Elisir d’amore di Donizetti grazie al progetto OperaCity e al Teatro Massimo

di Ruggero Altavilla

Cantanti, circensi, semplici abitanti, bambini, artisti del posto e lo stesso pubblico: è una messa in scena collettiva e rigorosamente dal vivo quella che animerà il quartiere di Danisinni, a Palermo, domani e domenica, alle 18.30, grazie a un’iniziativa del Teatro Massimo. Uno spettacolo surreale che, nelle intenzioni del regista Fabio Cherstich “Sarà l’emanazione diretta e visionaria della musica dell’Elisir d’amore di Donizetti”. Una fase del progetto OperaCity che è nata dall’esperienza di “Operacamion”, quando il regista insieme all’artista Gianluigi Toccafondo avevano proposto per i complessi artistici del Teatro Massimo diretti da Alberto Maniaci una versione del Barbiere di Siviglia di Rossini che per due anni ha girato per le piazze di Palermo. “L’elisir d’amore” viene proposto ora nello storico quartiere di Danisinni con la collaborazione della fumettista Francesca Ghermandi, l’Orchestra del Teatro Massimo diretta da Alberto Maniaci, autore anche della riduzione della partitura.

Ad irrompere sulla scena per accompagnare l’ingresso di Belcore sarà la Marching Band della Massimo Kids Orchestra, diretta da Michele De Luca. Elemento fondamentale sarà il coro costituito dagli abitanti del quartiere, istruiti e guidati da Manlio Messina: L’elisir di Danisinni infatti non si limita a svolgersi a Danisinni, ma vuole coinvolgerne gli abitanti nella produzione e nella realizzazione di tutti i momenti dello spettacolo. Un esperimento collettivo al quale da mesi alcuni abitanti della zona partecipano insieme al maestro Manlio Messina, studiando le parti corali dello spettacolo che vedrà coinvolto un cast internazionale di giovani cantanti del calibro di Patrick Kabongo nel ruolo di Nemorino, Lucrezia Drei nel ruolo di Adina, Francesco Vultaggio nel ruolo di Dulcamara, Biagio Pizzuti nel ruolo di Belcore e il soprano palermitano Giulia Mazzola nel ruolo di Giannetta, ma anche i circensi Quinzio Quiescenti e Mario Barnaba, abitanti di Danisinni e Lorenzo Covello attore e circense palermitano.

Ma l’elisir di Danisinni  sarà anche un’oasi del divertimento dell’occhio: perché lo spazio degli orti e della fattoria a cielo aperto saranno parte degli elementi scenici, con disegni, animazioni, cartelloni stampati dall’intero quartiere, facendo da sfondo a una favola contemporanea.

“Abbiamo scelto il micro mondo di Danisinni quartiere riscoperto del cuore storico di Palermo, come luogo speciale – spiega il regista Fabio Cherstich – per permettere al teatro musicale di raggiungere un pubblico nuovo, eterogeneo e non elitario, ed essere percepito non più come un evento inaccessibile ma come momento di condivisione culturale e una forma di intrattenimento intelligente, grazie a un titolo popolare e accattivante come l’Elisir d’amore di Donizetti”.

“Questo è un esempio di teatro di comunità, dove sta avvenendo uno scambio reciproco che per noi è stato arricchimento – ha detto il sovrintendente del Teatro Massimo Francesco Giambrone – C’è la forte volontà di realizzare un progetto duraturo, non effimero, sottolineando la funzione sociale del Teatro Massimo”.
Il progetto OperaCity è sostenuto da Grandi navi veloci che nel 2018 ha iniziato con il Teatro Massimo un programma di collaborazione su programmi che promuovono l’integrazione e l’apertura del teatro a tutti i palermitani.

Sabato e domenica uno spettacolo surreale ispirato dall’Elisir d’amore di Donizetti grazie al progetto OperaCity e al Teatro Massimo

di Ruggero Altavilla

Cantanti, circensi, semplici abitanti, bambini, artisti del posto e lo stesso pubblico: è una messa in scena collettiva e rigorosamente dal vivo quella che animerà il quartiere di Danisinni, a Palermo, domani e domenica, alle 18.30, grazie a un’iniziativa del Teatro Massimo. Uno spettacolo surreale che, nelle intenzioni del regista Fabio Cherstich “Sarà l’emanazione diretta e visionaria della musica dell’Elisir d’amore di Donizetti”. Una fase del progetto OperaCity che è nata dall’esperienza di “Operacamion”, quando il regista insieme all’artista Gianluigi Toccafondo avevano proposto per i complessi artistici del Teatro Massimo diretti da Alberto Maniaci una versione del Barbiere di Siviglia di Rossini che per due anni ha girato per le piazze di Palermo. “L’elisir d’amore” viene proposto ora nello storico quartiere di Danisinni con la collaborazione della fumettista Francesca Ghermandi, l’Orchestra del Teatro Massimo diretta da Alberto Maniaci, autore anche della riduzione della partitura.

Ad irrompere sulla scena per accompagnare l’ingresso di Belcore sarà la Marching Band della Massimo Kids Orchestra, diretta da Michele De Luca. Elemento fondamentale sarà il coro costituito dagli abitanti del quartiere, istruiti e guidati da Manlio Messina: L’elisir di Danisinni infatti non si limita a svolgersi a Danisinni, ma vuole coinvolgerne gli abitanti nella produzione e nella realizzazione di tutti i momenti dello spettacolo. Un esperimento collettivo al quale da mesi alcuni abitanti della zona partecipano insieme al maestro Manlio Messina, studiando le parti corali dello spettacolo che vedrà coinvolto un cast internazionale di giovani cantanti del calibro di Patrick Kabongo nel ruolo di Nemorino, Lucrezia Drei nel ruolo di Adina, Francesco Vultaggio nel ruolo di Dulcamara, Biagio Pizzuti nel ruolo di Belcore e il soprano palermitano Giulia Mazzola nel ruolo di Giannetta, ma anche i circensi Quinzio Quiescenti e Mario Barnaba, abitanti di Danisinni e Lorenzo Covello attore e circense palermitano.

Ma l’elisir di Danisinni  sarà anche un’oasi del divertimento dell’occhio: perché lo spazio degli orti e della fattoria a cielo aperto saranno parte degli elementi scenici, con disegni, animazioni, cartelloni stampati dall’intero quartiere, facendo da sfondo a una favola contemporanea.

“Abbiamo scelto il micro mondo di Danisinni quartiere riscoperto del cuore storico di Palermo, come luogo speciale – spiega il regista Fabio Cherstich – per permettere al teatro musicale di raggiungere un pubblico nuovo, eterogeneo e non elitario, ed essere percepito non più come un evento inaccessibile ma come momento di condivisione culturale e una forma di intrattenimento intelligente, grazie a un titolo popolare e accattivante come l’Elisir d’amore di Donizetti”.

“Questo è un esempio di teatro di comunità, dove sta avvenendo uno scambio reciproco che per noi è stato arricchimento – ha detto il sovrintendente del Teatro Massimo Francesco Giambrone – C’è la forte volontà di realizzare un progetto duraturo, non effimero, sottolineando la funzione sociale del Teatro Massimo”.
Il progetto OperaCity è sostenuto da Grandi navi veloci che nel 2018 ha iniziato con il Teatro Massimo un programma di collaborazione su programmi che promuovono l’integrazione e l’apertura del teatro a tutti i palermitani.

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