Tunnel preistorici, collezioni inedite e danza butoh nei palazzi: Le Vie dei Tesori torna a Catania

Nei cinque weekend, dal 2 al 31 ottobre, trenta luoghi da scoprire, tantissime esperienze, sei imperdibili passeggiate. Una piccola sezione anche a Acireale, trekking sull’Etna, tour a Viagrande, Adrano, Trecastagni e Linguaglossa

di Redazione

Tra palazzi nobiliari e chiese, in due grotte sotterranee scavate dalla lava sotto la città; i laboratori dove lavorano ancora gli artigiani, le collezioni accademiche, le gallerie ritrovate, l’antica farmacia ottocentesca. Oltre a tantissime esperienze: in barca sul waterfront, tra i maestri d’ascia di Aci Trezza, sulle colate laviche, nei giardini sospesi sull’Etna, alla scoperta dell’albero con i rami più lunghi del mondo. Le Vie dei Tesori ritorna per il quarto anno consecutivo a Catania, con un’edizione che mai come quest’anno ha il sapore della scoperta, della riappropriazione, della comunità (qui il programma completo).

Piazza Duomo

Grande e piccola, visto che il festival si muoverà, sì, nel capoluogo etneo, ma scoprirà anche piccoli centri fuori dai circuiti turistici come Adrano o Viagrande, e ritornerà dopo due anni anche nella vicina Acireale, dove apriranno due musei- gioiello e alcune chiese. Un programma intenso – costruito con il supporto di UniCredit come main sponsor, in collaborazione con l’Università di Catania e il Comune che ha istituito l’isola pedonale, nei giorni della manifestazione, su via Etnea da Villa Bellini a piazza Duomo –: si inizia sabato 2 ottobre e si andrà avanti – al fianco di Palermo – per cinque weekend fino al 31 ottobre; e, fino al 17 ottobre, il festival aprirà luoghi e proporrà esperienze anche a Sciacca, Ragusa e Scicli e per la prima volta, anche a Erice e Cefalù.

“Un’opportunità unica per visitare luoghi non sempre conosciuti dai cittadini – dice il sindaco Salvo Pogliese – ne mettiamo a disposizione alcuni tra i più belli del nostro patrimonio, a partire da Palazzo degli Elefanti che verrà presto musealizzato. Catania in questo momento è piena di turisti, abbiamo superato i dati del 2019: è il momento di pensare al futuro, ecosostenibile e a misura di cittadino. Ieri in giunta è stata deliberata l’istituzione dell’isola pedonale, in occasione de Le Vie dei Tesori, il sabato pomeriggio e la domenica, su via Etnea da Villa Bellini a piazza Duomo: un modo per permettere ai visitatori di scoprire i luoghi del festival in sicurezza”. “Una quarta edizione e un’amicizia che si rafforza – interviene Barbara Mirabella, assessore comunale alla Pubblica Istruzione, Attività e Beni culturali -. Un festival sempre più smart, più interessante anche perché fa scelte inedite e dedica attenzione a luoghi fuori dai circuiti, come quelli che hanno rapporto con l’acqua  come le grotte”.

Un momento della conferenza stampa

Le Vie dei Tesori dunque, seconda tranche (anzi verrebbe da dire terza visto che quest’anno i Borghi dei Tesori hanno fatto da apripista con le loro 21mila presenze a fine estate) che segue la prima parte del festival appena conclusa con un bellissimo successo di 34mila visitatori nelle prime dodici città. “Le Vie dei Tesori cresce come semina di conoscenza: nata per celebrare il Bicentenario dell’Università di Palermo, ha nel suo Dna la voglia di trasferire conoscenza dalle istituzioni culturali alla strada attraverso la divulgazione – dice Laura Anello, presidente della Fondazione Le Vie dei Tesori -. L’anno scorso abbiamo deciso di svolgere l’edizione in presenza durante la pandemia con misure di sicurezza straordinarie, quell’edizione ‘eroica’ ha ricevuto un importante riconoscimento, il Premio Cultura e Impresa in partnership con Unicredit. Adesso sembra che il peggio sia passato e possiamo imboccare la strada della ripartenza”.

Città della Scienza

Un festival che ha portato la cultura fuori da palazzi istituzionali e atenei, ha sperimentato, cercato, scoperto percorsi e siti: come La Città della Scienza, di solito non fruibile e che verrà aperta proprio per il Festival. “Abbiamo condiviso il progetto perché affini agli obiettivi della Terza Missione dell’Università – intervengono Germana Barone delegata dal Rettore per il SiMua, il sistema museale di Ateneo, e Alessia Tricomi delegata dal Rettore al coordinamento della Terza Missione, Public Engagement e Città della Scienza -, è un festival che crea sinergie tra istituzioni, non slogan, ma gesti concreti”. Riconquiste per i cittadini e occasioni imperdibili per i turisti. Ma è soprattutto una manifestazione che costruisce reti: con Unicredit come main sponsor per il secondo anno – “Unicredit ha rinnovato il suo impegno perché ha una tradizione in ambito di progetti culturali – dice Francesca Cannaò, responsabile Area Retail Catania – è un modo per promuovere coesione sociale e senso di appartenenza delle comunità”.

LE VIE DEI TESORI A CATANIA

Grotta Petralia

Molti luoghi sono tornati a grande richiesta, altri sono veramente inediti (qui tutti i luoghi). “È una città inedita che apre le porte, ma è anche territorio – spiega Teresa Saitta, archeologa che ha costruito il programma a Catania – supereremo i confini del comune e arriveremo anche a Acireale, Adrano e Viagrande. E abbiamo coinvolto tanti giovani che, dopo aver lavorato con il festival, hanno fatto “gemmare” percorsi analoghi che abbiamo inserito in programma”. Per percorrere insieme i camminamenti segreti delle monache di clausura, ma soprattutto scendere nelle cavità formate dalla lava sotto la città: della grotta dell’Amenano già si sapeva, ma quest’anno si aggiunge Grotta Petralia, un vero tunnel preistorico generato dal raffreddamento della lava. Nella farmacia storica De Gaetani sembrerà di respirare l’aria antica degli speziali, alla Società Storica Catanese (che conoscono solo i cittadini e neanche tutti) si scoprirà la “stanza dei re” con documenti dal 1816 al dopoguerra; e ci si potrà meravigliare di fronte agli exibit interattivi e le animazioni 3D della Città della Scienza: la partecipazione dell’Università quest’anno è di peso, apre infatti anche il Museo dei saperi e delle mirabilia siciliane, un “assaggio” vero e proprio delle innumerevoli collezioni dell’Ateneo; e il palazzo centrale dell’Università dove da pochi giorni è esposto lo scheletro del più piccolo elefante nano mai esistito sulla Terra, presente fino a 500 mila anni fa.

Il Bastione degli Infetti

Dalla chiesa di Santa Chiara dove Verga ambientò “Storia di una capinera” si passerà a Santa Maria di Gesù che è uno scrigno di preziose opere d’arte, non perdete la Madonna con bambino di Antonello Gagini e il trittico di Antonello da Saliba. Dal Bastione degli Infetti voluto da Carlo V, che ospitò un lazzaretto seicentesco, al castello Ursino costruito da Federico II che ha resistito ad ogni calamità. Le mani d’oro: quelle dei pupari storici, i Fratelli Napoli che apriranno il loro laboratorio; e le altre, di mastro Alfredo Guglielmino che alla bottega Cartura crea impalpabili delicatezze di carta. Alla Cappella Bonajuto vi parleranno di come Houel ne subì il fascino bizantino, nella cripta di Sant’Euplio, la storia del martire cristiano.

An.Ri.

Sarà l’anno dei palazzi nobiliari: Palazzo degli Elefanti che ospita il Comune, palazzo Asmundo di Gisira divenuto un albergo di charme, chi cerca il bel tempo andato raggiunge Palazzo della Cultura, chi invece cammina sulle tracce del Basile, Palazzo Biscari che è tutto un gioiello; preferirà Villa Manganelli, si ritorna ad ammirare i rimandi sfacciati al Rinascimento fiorentino di Palazzo Scuderi Libertini: fatevi mostrare il loggiato defilato e la terrazza affacciata sul giardino. Si potrà entrare nelle botteghe dove gli artisti creano, parlano, raccontano: c’è AnRi con il suo minuscolo giardino, il mondo di cartapesta e la mostra “Terra-Luna A/R” racconti in piccole scatole “arredate”; SoRu, dove si restaurano tutte le cose che hanno un’anima e c’è uno spazio per i più piccini; l’ex industria delle calzature EGA, 850 metri quadrati, su tre livelli in stile Decò, per notare i cambiamenti della moda e dello stile attraverso i decenni, a partire dal marchio “Gravan”che arrivò a Parigi della Cava. L’altra chicca è Tabaré, creative espace di 5 artiste e piccola galleria da ascoltare, visitando anche la mostra fotografica “Pianeta Etna” della reporter internazione Maria Vittorio Trovato.

LE ESPERIENZE

Danza Butoh

Di qualcuna si è già detto, ma le esperienze sono di nuovo il punto di forza del festival, un modo per riprendersi lo spazio, dedicando tempo a se stessi (qui tutte le esperienze). Si potrà assistere a due spettacoli di danza Butoh, tra i sontuosi arredi di palazzo Libertini: al Bastione degli Infetti il 9 ottobre ecco “Roulette”, quadri luce di Mariano Leotta e Valeria Geremia che firma anche “Dama”, il 31 a Palazzo Libertini; che il 16 e 17 ottobre ospiterà anche “Paramòrfosi”, teatro-danza contemporanea di Letizia Francioni per EAD ballet Concept.

Barche trezzote

Si andrà per mare – per tentare i fondali con un sub esperto, scoprire l’arte antica del costruttori di barche Rodolico ad Acitrezza, o navigare dinanzi alle Isole Ciclopi o veleggiare guardando Ognina. Eccoci “fuori porta”: dal seicentesco giardino tropicale di Villa Trinità a Mascalucia, al parco Paternò del Toscano che oltre a far visitare lo splendido giardino roccioso terrazzato sull’Etna, aprirà un angolo esclusivo per un vero déjeuner sur l’herbe, al parco d’arte en plein air della Fondazione Lo Verde a San Giovanni La Punta. E per scoprire cosa successe a Misterbianco 350 anni fa – la “grande ruina”, l’eruzione del 1669 la cancellò – bisogna trovarne le tracce antiche sul posto.

LE PASSEGGIATE

L’Etna

Sono state organizzate anche sei passeggiate, una più interessante dell’altra (qui per prenotare): dal giardino della memoria del Cimitero Inglese ad un city tour solo per i bambini a cura di Kids Trip; ai trekking alla Valle delle Muse a Adrano, sulla lava a Viagrande (dove un’esperienza è incentrata su villa Manganelli Biscari che sarà una scoperta strabiliante tra collezioni minuziose e giardini romantici), al borgo di Tres Casti Agni (Trecastagni), nei noccioleti di Linguaglossa. Con le guide si salirà sull’Etna sui sentieri-natura, raggiungendo i campi lavici e Mascali; si scoprirà che il faro del Plemmirio è tra i pochi rimasti e che l’Ilice du Carrunu è tra gli alberi con i rami più lunghi del mondo. E si camminerà a San Berillio, per scoprire i suoi abitanti, le sue voci fuori dal coro, mentre i giovani migranti condurranno passeggiate alla scoperta dei quartieri del centro storico.

UN EURO PER LA BELLEZZA

I coupon sono donazioni scaricabili dalla dichiarazione dei redditi. Anche quest’anno è possibile aggiungere 1 euro a ogni acquisto di coupon e partecipare così al progetto “1 euro per la bellezza”: i fondi raccolti saranno destinati esclusivamente a restauri (finora ne sono stati portati al traguardo 7), a progetti per l’educazione al patrimonio dei bambini, a borse di studio per giovani siciliani, con una particolare attenzione a coloro che vogliono tornare in Sicilia.

TERRE DEI TESORI

Ulivi

Una nuova esperienza per Le Vie dei Tesori e per chi la segue: andare alla scoperta di aziende agricole di eccellenza che grazie al Programma di sviluppo rurale (PSR) Sicilia, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), hanno ammodernato impianti e strutture adeguandosi così agli obiettivi di ecosostenibilità sanciti dal Green Deal europeo e dalla strategia del “Farm to fork”. Una misura di sostegno ai giovani che scommettono per la prima volta in agricoltura. E così si sono insediati più di tremila giovani agricoltori, che hanno avviato progetti concreti di ammodernamento e sviluppo nelle proprie realtà agricole. Questi “imprenditori 10 e lode”, di cui Le Terre dei Tesori propone una selezione, sono un esempio per chi volesse riconsiderare la vita in campagna. Durante il festival, molte aziende apriranno le porte alle visite.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Le Vie dei Tesori 2021

L’intero festival Le Vie dei Tesori in Sicilia dure oltre due mesi, contando anche i primi due weekend tra i borghi: con oltre 300 luoghi da visitare – tra chiese, castelli, palazzi, case d’artista, oratori -, esperienze inedite e passeggiate curiose. Da scoprire in completa sicurezza, nel rispetto delle normative anti Covid-19: i luoghi saranno visitabili a piccoli gruppi, con numeri diversi a seconda dello spazio e delle caratteristiche dei siti. Ovunque la prenotazione on line, che non è obbligatoria ma caldamente consigliata: per quel che riguarda le visite nei luoghi basterà acquisire il coupon su www.leviedeitesori.com o all’info point all’Antica Edicola in piazza Duomo. Per passeggiate ed esperienze, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori.com o (senza la garanzia del posto) sui luoghi di raduno. Informazioni: 0918420253, tutti i giorni dalle 10 alle 18.

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