Trapani riscopre il Villino Nasi con Le Vie dei Tesori

di Giulio Giallombardo

Sembra poggiato sul mare, con le sue finestre turchesi che si confondono col cielo. Sorge dove il Tirreno si unisce al Mediterraneo, su una lingua di terra, estremo lembo occidentale della città di Trapani. Il Villino Nasi è “protetto” come un gioiello dal castello della Colombaia da un lato e dalla Torre di Ligny dall’altro. Luogo caro ai trapanesi, fu il rifugio sul mare dell’ex ministro Nunzio Nasi, cultore d’arte e grande collezionista.

 

Questo prezioso esempio di Liberty trapanese, fu regalato dalla cittadinanza all’illustre concittadino. Inaugurato nel 1898, negli anni ’60 del secolo scorso fu donato dai figli del politico, Virgilio e Emma, all’allora Provincia di Trapani, oggi Libero Consorzio, che ne detiene tuttora la proprietà. In occasione della quinta edizione del festival Le Vie dei Tesori a Trapani, Villino Nasi apre le porte a cittadini e turisti nei tre weekend dal 10 al 25 settembre (qui per i coupon).

Già nel primo weekend sono stati in tanti a visitare il villino, che custodisce all’interno decori e affreschi di gusto Liberty, certamente bisognosi di restauro, attribuiti ai pittori Giuseppe Saporito e Domenico Morelli. L’architettura essenziale rivestita in bugnato rustico per proteggerla dalle intemperie e dal mare, porta la firma dell’ingegnere Giuseppe Manzo per il piano terra e di Francesco La Grassa, allievo di Ernesto Basile, per il secondo piano, a cui si accede da una originale scala elicoidale “alla trapanese” in pietra autoportante (non visibile durante le visite di settembre).

“In questo scoglio che asilo di pace invano aspirò nella tormentata sua vita, aleggia lo spirito di Nunzio Nasi, continua i suoi colloqui con Dio, col mare, con la posterità”. L’iscrizione sul portico della facciata principale ricorda il proprietario e il suo legame profondo con uno dei luoghi più belli della città.

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