Tra i merli spunta “Costanza”, il gheppio della Cattedrale

Il rapace ha fatto nido sui tetti della chiesa normanna nel centro storico di Palermo, è il segno di una città cambiata dopo due mesi di lockdown

di Giulio Giallombardo

“Costanza” si aggira sui tetti della Cattedrale di Palermo. Saltella tra i merli, si nasconde nella cupola, scruta dall’alto la città che si risveglia non troppo lentamente da due mesi di letargo pandemico. Non parliamo ovviamente dell’imperatrice madre di Federico II, e neanche della sua consorte aragonese, che riposano entrambe nella chiesa normanna. A fare della Cattedrale sua nuova dimora è una bella “mamma” di gheppio. La quiete della bolla sospesa dentro cui la città è stata racchiusa negli ultimi tempi, ha probabilmente spinto il rapace a fare nido tra le mura del monumento. Così, adesso, per trasferirsi altrove, aspetta solo che i suoi piccoli spicchino il volo.

Gheppio tra i merli

La scoperta è stata fatta casualmente ieri da uno dei soci del Wwf Sicilia Nord Occidentale, che, trovandosi in zona con una videocamera, ha anche filmato la passeggiata del gheppio sui tetti della Cattedrale. “Mi ha attirato prima di tutto il verso, uno stridìo atipico da sentire nel centro storico, oltre ai soliti a cui siamo abituati di questi tempi come quelli di gabbiani e rondini – racconta a Le Vie dei Tesori News, Giorgio De Simone, consigliere dell’associazione – . Così, dopo aver guardato meglio, tra i merli ho visto spuntare il gheppio. Con molta probabilità ha fatto il nido vicino alla cupola perché si è spostata lì nel momento in cui è arrivato un gabbiano”.

Il rapace in volo

Negli ultimi tempi la presenza di gheppi in città si è fatta più frequente, anche se è più facile trovarli nelle zone periferiche e in prossimità delle aree verdi, ma più rara è nel centro storico e ancor meno sulla Cattedrale. “Questo è un periodo molto importante per l’avifauna e sono molti gli uccelli che stanno nidificando – spiega De Simone – . Il gheppio è un rapace che ha bisogno di spazi, si nutre di piccole prede vive, come lucertole, topi e insetti, dunque è più facile avvistarli in periferia dove c’è più verde. Sicuramente la quarantena da cui stiamo cercando di uscire, ha reso, da un lato, le città più attraenti per questi animali e dall’altro, noi stessi ci accorgiamo con più facilità di quello che ci sta intorno, dunque notiamo ciò a cui prima magari non facevamo caso”.

Il gheppio vicino alla cupola

“È uno dei segnali positivi del tentativo della natura di riprendere i suoi spazi in città, per questo dobbiamo cercare di conservare il più possibile la biodiversità che negli ultimi tempi si è creata”, sottolinea il presidente del Wwf Sicilia Nord Occidentale, Pietro Ciulla. Proprio per questo, e in concomitanza con l’avvio della cosiddetta “fase 2”, l’associazione ha chiesto all’amministrazione comunale la creazione di un tavolo permanente sulla gestione del verde in città che ripensi anche il regolamento per la gestione di tagli e potature da inserire in un programma organico unico, tenendo conto del bilancio complessivo del verde cittadino.

Gheppio in cima a un merlo

“Una città come Palermo ha tutte le potenzialità per riprendere i legami con la natura – ha dichiarato Ciulla – pensiamo al fiume Oreto con la sua valle e la sua foce, al Monte Pellegrino, alla Favorita, alle aree a verde come Villa Turrisi, Parco Fondo Luparello e l’ex Parco Borbone di Boccadifalco, alla costa palermitana e agli ultimi scampoli della Conca d’Oro, alle grandi ville comunali e private e al Parco Cassarà. Ed è proprio su questi temi e su queste realtà che – suggerisce il presidente del Wwf Sicilia Nord Occidentale – vorremmo che l’amministrazione dia segnali ancora più forti di quanto finora ha fatto, ed è su questi temi che ci aspettiamo che nel nuovo Piano regolatore generale, in itinere, si metta una volta per tutte fine al consumo di suolo nell’intero territorio comunale in modo chiaro ed inequivocabile”.

(Foto e video Wwf Sicilia Nord Occidentale)

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