Tra i filari del Belice

La sfida è raccontare il cambiamento di un territorio attraverso le storie dei produttori di vino di 19 Comuni, a bordo di un bus Volkswagen T2 arancione del 1971

di Marco Russo

Esiste un Belìce a colori, produttivo, contrapposto a quello in bianco e nero, legato al dolore del sisma. Raccontare lo sviluppo del territorio attraverso le storie di chi ha deciso di scommettere su una risorsa come il vino, è l’obiettivo di “In viaggio tra i filari”, Il progetto, alla sua seconda edizione, è del ristoratore palermitano Gianfranco Cammarata, che dallo scorso anno gira l’Isola a bordo del suo bus Volkswagen T2 arancione del 1971 per narrare la Sicilia del vino.

Dopo aver percorso il periplo dell’Isola, alla scoperta dei territori del vino, la decisione di dedicare il progetto di quest’anno al Belìce, in occasione del 50esimo anniversario del sisma, attraverso le storie dei produttori di vino dei 19 Comuni della Valle che, negli ultimi anni ,hanno contribuito alla rinascita del territorio. Com’è cambiato il Belìce nell’ultimo mezzo secolo e che ruolo hanno avuto le nuove generazioni nello sviluppo di un nuovo marketing territoriale sono i temi al centro dell’iniziativa.

Il viaggio durerà circa due settimane, dal 19 settembre al 5 ottobre, e toccherà i 19 Comuni della Valle del Belìce: Monreale, Camporeale, Roccamena, Calatafimi-Segesta, Vita, Salemi, Gibellina, Santa Ninfa, Partanna, Salaparuta, Poggioreale, Montevago, Santa Margherita Belice, Menfi, Sambuca di Sicilia, Contessa Entellina, Giuliana, Caltabellotta, Chiusa Sclafani, Bisacquino, Campofiorito e Corleone.

Le tappe saranno raccontate su un blog dedicato (www.inviaggiotraifilari.it) e su social network come Facebook, Instagram e Twitter, dove verranno condivisi i dettagli del programma, le cantine coinvolte e altri contenuti multimediali con l’uso di droni, video e foto d’autore.

La sfida è raccontare il cambiamento di un territorio attraverso le storie dei produttori di vino di 19 Comuni, a bordo di un bus Volkswagen T2 arancione del 1971

di Marco Russo

Esiste un Belìce a colori, produttivo, contrapposto a quello in bianco e nero, legato al dolore del sisma. Raccontare lo sviluppo del territorio attraverso le storie di chi ha deciso di scommettere su una risorsa come il vino, è l’obiettivo di “In viaggio tra i filari”, Il progetto, alla sua seconda edizione, è del ristoratore palermitano Gianfranco Cammarata, che dallo scorso anno gira l’Isola a bordo del suo bus Volkswagen T2 arancione del 1971 per narrare la Sicilia del vino.

Dopo aver percorso il periplo dell’Isola, alla scoperta dei territori del vino, la decisione di dedicare il progetto di quest’anno al Belìce, in occasione del 50esimo anniversario del sisma, attraverso le storie dei produttori di vino dei 19 Comuni della Valle che, negli ultimi anni ,hanno contribuito alla rinascita del territorio. Com’è cambiato il Belìce nell’ultimo mezzo secolo e che ruolo hanno avuto le nuove generazioni nello sviluppo di un nuovo marketing territoriale sono i temi al centro dell’iniziativa.

Il viaggio durerà circa due settimane, dal 19 settembre al 5 ottobre, e toccherà i 19 Comuni della Valle del Belìce: Monreale, Camporeale, Roccamena, Calatafimi-Segesta, Vita, Salemi, Gibellina, Santa Ninfa, Partanna, Salaparuta, Poggioreale, Montevago, Santa Margherita Belice, Menfi, Sambuca di Sicilia, Contessa Entellina, Giuliana, Caltabellotta, Chiusa Sclafani, Bisacquino, Campofiorito e Corleone.

Le tappe saranno raccontate su un blog dedicato (www.inviaggiotraifilari.it) e su social network come Facebook, Instagram e Twitter, dove verranno condivisi i dettagli del programma, le cantine coinvolte e altri contenuti multimediali con l’uso di droni, video e foto d’autore.

Condividi
Tags

In evidenza

Le Vie dei Tesori supera le 40mila visite nelle prime otto città

Trapani la più visitata, seguita a breve distanza da Messina. Grande exploit di Termini Imerese, tanto interesse per Enna e Bagheria. Caltanissetta supera Mazara e Marsala dove si è andati per cantine

Le Vie dei Tesori al via a Palermo, ecco il meglio del primo weekend

Apre per la prima volta al pubblico Porta Nuova, si entra nel carcere Ucciardone e nell’aula bunker con i cronisti che seguirono il maxiprocesso, si scopre il Gasometro, ma anche tre chiese inedite con le loro storie. Tante passeggiate e visite teatralizzate tra nobili dame e cortigiane

Mazara del Vallo raccontata in un libro tra immagini e parole

Scorci, riti e tradizioni della città trapanese in un volume di Giovanni Franco e Nicola Cristaldi. Dai vicoli della Casbah al mercato del pesce, dalle spiagge ritrovate alle chiese

Ultimi articoli

Le Vie dei Tesori sfiora trentamila visite nel primo weekend di ottobre

Ricco fine settimana del festival in dieci città. Palermo arriva quasi a 19mila visitatori mentre le altre insieme superano i 10mila. Santa Caterina il luogo più amato nel capoluogo, seguita dal Politeama. Il lavatoio medievale di Cefalù supera i 500 visitatori. In tanti anche a Trapani e Termini Imerese che hanno aggiunto due giorni in più

Stefania Blandeburgo si fa in cinque per Le Vie dei Tesori

Sono cinque i personaggi che l'attrice Stefania Blandeburgo interpreta per la sedicesima edizione delle Vie dei Tesori a Palermo: ognuno rivive nei suoi abiti d’epoca, con una storia da raccontare

Nell’aula bunker il racconto del Maxiprocesso con cronisti e magistrati

Il Maxiprocesso dalla voce di chi c’era: i cronisti di mafia e i magistrati raccontano quei mesi. Apre al pubblico durante il festival Le Vie dei Tesori l'aula bunker del carcere Ucciardone di Palermo. Al primo weekend pieno di visitatori sono intervenuti: il giudice Giuseppe Ayala, il videomaker Giuseppe Di Lorenzo e l’allora cronista di giudiziaria Marcello Barbaro

Articoli correlati