Torneremo a viaggiare? Le mille incognite del turismo

Incontro online con un’ottantina di operatori del settore, dal traffico aereo alle navi, fino ai tour operator, per riflettere sulla difficile ripartenza

di Guido Fiorito

Totale incertezza. Questa la situazione della filiera del turismo siciliano, completamente bloccata dalla pandemia, come accade in gran parte del pianeta. Dagli aeroporti alle compagnie di trasporto fino ai tour operator, la certezza sono le perdite economiche, mentre la ripartenza non ha contorni chiari. Questo emerge dal meeting telematico che ha coinvolto una ottantina di operatori del turismo, organizzato da Skal International Palermo, coordinato da Toti Piscopo.

Viaggiatori in aeroporto (foto Pixabay)

Il primo problema è quello delle norme sulla riapertura. “Se non si stabiliscono delle regole comuni almeno in Europa sarà un disastro”, dice Valeria Rebasti, direttore di Volotea Italia. “Non possiamo andare avanti se la normativa sarà poco chiara, soggetta a continua revisione e interpretabile”, dice Luigi Vallero, direttore generale di Dat Italia (Danish air trasport), compagnia che oggi ancora opera un volo su Lampedusa e uno su Pantelleria ma ne aveva in programma 24. Se qualche vettore all’estero inizia a far da sé, volando magari a posti pieni, in Italia e in Sicilia si attende cosa sarà stabilito dal governo nazionale e dalla Regione. Anche perché per molti mesi è certo che sarà il mercato interno l’unico praticabile. I confini per i viaggi turistici sono sbarrati e per le poche eccezioni c’è la quarantena. Nessuno inizia una vacanza chiuso per due settimane da qualche parte, come si fa oggi, per esempio, se si raggiunge Malta.

L’aeroporto di Palermo

“Il traffico aereo nazionale dovrebbe riprendere a fine maggio – dice Giovanni Scalia, ad di Gesap, che gestisce lo scalo aereo di Palermo – . Oggi abbiamo due voli con Roma e due per le isole minori, rispettare le distanze è facile, ma più avanti sarà complesso. Stiamo studiando percorsi che non si incontrano per i passeggeri che arrivano in pullman oppure in auto, per quelli dei charter. Si possono ipotizzare controlli sierologici almeno per il personale. Servono regole comuni in tutti gli aeroporti. Sarà una ripartenza lenta. Il calo dei passeggeri sarà di almeno il cinquanta per cento”.

L’aeroporto di Catania (foto Carlo Dani, da Wikipedia)

Per Francesco D’Amico, direttore marketing di Sac, la società che gestisce lo scalo aereo di Catania: “Non ci sono certezze che ciascuno mantenga la sua posizione nel ranking del turismo, non basteranno bellezze naturali e città d’arte, né il vantaggio acquisito con le difficoltà dei paesi arabi mediterranei. Ci sarà chi si avvantaggerà dal nuovo inizio e chi perderà. Molto dipenderà dal costo dei biglietti”. Vengono chiesti l’abolizione delle addizionali Irpef, aiuti al governo e alla Regione che ha ipotizzato in commissione Bilancio un intervento di 75 milioni di euro. Le compagnie sono pronte a ripartire ma non sanno in che condizioni. Finora si è parlato di cancellazioni e voucher, inizia qualche richiesta per quando si tornerà a volare. “Con le nostre rotte – dice Vallero – possiamo sperare nei viaggi dei siciliani per le isole e abbiamo pronti due nuovi collegamenti da Palermo e Catania con Brindisi. Serviranno tariffe basse per riavvicinare il pubblico al trasporto aereo. E con i posti dimezzati non è facile”.

Una delle imbarcazioni di Grandi Navi Veloci (foto Wikipedia)

Grandi Navi Veloci ha continuato a lavorare con il trasporto delle merci. “Siamo pronti ad affrontare un’estate in cui gli italiani si sposteranno dentro i confini – dice Chiara Iovine, domestic trade manager -. Ci siamo fatta una esperienza sulla sicurezza avendo approntato una nave ospedale. Resta che nessuno ci ha dato le regole con cui potremo imbarcare i passeggeri”. Grande incertezza anche tra i tour operator. “Non ci sono le norme per ricominciare, come facciamo a inventare tariffe e programmi?” dice Francesco Miranda. “Siamo impegnati nel mercato australiano e in Sud America, si riprenderà non prima dell’aprile del 2021”, dice Vincenzo Ciceraro.

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