Tornerà in piedi uno dei telamoni del Tempio di Zeus

Il progetto di ricostruzione della gigantesca statua rientra tra le iniziative per celebrare i 2600 anni della fondazione dell’antica Akragas

di Marco Russo

Sarà un 2020 speciale per Agrigento e la sua Valle dei Templi. Sono tanti gli eventi previsti per celebrare i 2600 anni della fondazione dell’antica Akragas. Tra le iniziative in programma, forse la più ambiziosa e simbolica, è la ricostruzione in posizione verticale di uno dei grandi telamoni del Tempio di Giove. Il progetto è stato annunciato dal sindaco Lillo Firetto pochi giorni fa.

Rovine del Tempio di Zeus (foto José Luiz Bernardes Ribeiro, da Wikipedia)

“Tra le attività in programma per il 2020, una grande opera: sarà visibile in posizione verticale uno dei telamoni del Tempio di Zeus – ha fatto sapere il primo cittadino di Agrigento – . Un elemento architettonico colossale che verrà ricostruito con reperti originali. Risorgerà uno dei giganti autentici che sorreggeva la trabeazione del tempio, e che, come tutti sanno, era uno dei più grandi dell’antichità. Tornerà in posizione verticale con i reperti che erano stati rinvenuti dagli archeologi nell’area di scavo. Sarà il modo migliore per celebrare il nuovo anno e i 2600 anni dalla fondazione della città di Akragas”.

Progetto di ricostruzione del Telamone (foto da Facebook)

Un progetto di cui si parla da anni e che adesso sembrerebbe prossimo alla realizzazione, insieme a una parziale ricostruzione dello stesso Tempio di Zeus. “Con l’intervento finanziario dal Parco archeologico – aggiunge Firetto – si realizza ciò che da tempo era stato auspicato da studiosi, appassionati e semplici cittadini. Agrigento celebra la grandezza dell’antica città con un’azione di recupero della propria memoria, attraverso cui fa rivivere il proprio senso di appartenenza a un territorio che da tutti merita profondo amore e rispetto. L’attrattività dell’area archeologica e della città ne sarà indubbiamente potenziata”.

Ricostruzione del Tempio di Zeus (foto poudou99, da Wikipedia)

Tornerà, così, in piedi una delle maestose statue alte quasi 8 metri che sostenevano il grande Tempio di Giove Olimpico, essa stessa una delle costruzioni più imponenti antichità. L’immensa piattaforma rettangolare, di cui oggi rimangono solo ruderi rilevanti, era rivolta ad oriente e misurava 113 metri in lunghezza e 56 in larghezza. Venne eretto dopo la vittoria di Himera sui Cartaginesi del 480-479 avanti Cristo, e oggi è ridotto a un campo di rovine. A partire dal Mediovevo iniziò progressivamente il suo declino a causa delle calamità naturali, terremoti, intemperie, ma anche per mano dell’uomo, poiché in epoca moderna, nel XVIII secolo, l’edificio venne usato come cava di pietra per la realizzazione dei moli di Porto Empedocle.

Rovine del Tempio di Zeus (foto Palickap, da Wikipedia)

L’aspetto complessivo del tempio è nelle grandi linee noto, ma sussistono ancora molte controversie su particolari importanti della ricostruzione dell’alzato, cui è dedicata un’intera sala del museo archeologico di Agrigento. Il solo Telamone, finora rimesso in piedi – ricomposto nel 1825 – si erge imponente all’interno del museo e, tra le rovine del tempio, si trova anche sua una riproduzione adagiata a terra.

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