Tornerà a risplendere la Chiesa Madre di Ciminna, set del “Gattopardo”

Finanziato il restauro degli stucchi tardo manieristi della bottega del Li Volsi. All’interno furono girate delle scene del capolavoro di Luchino Visconti

di Redazione

Della sua bellezza s’innamorò Luchino Visconti. Gli scranni del seicentesco coro ligneo furono immortalati nell’indimenticabile scena del Te Deum, nel suo capolavoro “Il Gattopardo”. È la Chiesa Madre di Ciminna, borgo scelto dal regista per girare alcune scene del film ambientate a Donnafugata. Adesso la chiesa di Santa Maria Maddalena si prepara a rinascere grazie a un intervento di messa in sicurezza e restauro che riguarda la tribuna, indiscusso capolavoro di decorazione in stucco in stile tardo manierista riferibile alla bottega del Li Volsi.

La Chiesa Madre di Ciminna

I lavori – fanno sapere dalla Regione – ammontano a circa 70mila euro e sono stati finanziati dall’assessorato regionale ai Beni Culturali. La necessità di un intervento di salvaguardia è stato accertato dalla Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo che, oltre al rischio per l’incolumità pubblica determinato dal distacco di parti, anche di grosse dimensioni, ha evidenziato – si legge in una nota “l’attività distruttiva dell’umidità e la difficoltà di raggiungere le parti ammalorate riconoscendo l’inderogabilità di effettuare opere a salvaguardia del complesso scultoreo”.

La Chiesa Madre in una scene de “Il Gattopardo”

Con la realizzazione della tribuna, i Li Volsi, famiglia di stuccatori di Tusa, si mostrano come prosecutori dell’eredità dei Ferraro da Giuliana e anticipano la feconda stagione del Barocco che esploderà attraverso la più nota attività attribuita ai Serpotta. Lo stesso Gioacchino Di Marzo aveva individuato nell’impianto scenografico livolsiano, il tema della Chiesa militante e della Chiesa trionfante, con un chiaro riferimento al modello della Tribuna marmorea della Cattedrale di Palermo, realizzata dalla bottega del Gagini nei primi del Cinquecento.

Rina Morelli e Burt Lancaster sugli scranni della chiesa, in una scena del film

Oggetto d’intervento – aggiungono dalla Regione – saranno le situazioni in cui frammenti o parti più consistenti di manufatto risultino pericolanti o addirittura già cadute. La ricognizione puntuale delle zone sulle quali s’interverrà consentirà, peraltro, di effettuare un’analisi più dettagliata dell’impianto decorativo, che potrà fornire maggiore conoscenza sui dettagli e sulle tecniche lavorative adottate che preludono alle peripezie serpottiane, espresse attraverso gli “angeli, putti, lavori et frixi” su cui si sofferma l’atto notarile di commissione dell’opera.

Il coro ligneo in una scena de “Il Gattopardo”

Il cantiere, che sarà seguito dalla Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo cui compete anche l’affidamento dei lavori, non intaccherà l’attività ordinaria della chiesa dove, grazie a un complesso sistema di ponteggi, le funzioni continueranno a svolgersi con regolarità e in sicurezza. “Ho avuto modo di verificare personalmente la bellezza e le precarie condizioni dell’abside della Chiesa Madre di Ciminna in occasione di una visita istituzionale – sottolinea l’assessore ai Beni culturali, Alberto Samonà – . L’intervento, che è stato approvato, consentirà di recuperare un manufatto artistico di grande valore e di restituire alla comunità di Ciminna l’orgoglio del proprio patrimonio”.

Articolo PrecedenteProssimo Articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le Vie dei Tesori News

Send this to a friend