Torna “Tyndaris Augustea”: mito e storia in scena

L’evento teatrale itinerante giunto alla terza edizione si svolge in tre tappe che raccontano aspetti diversi dell’antica città

di Redazione

Un viaggio nel tempo, dove storia e mito si fondono per riscoprire l’antica Tindari. È tutto pronto per la terza edizione di Tyndaris Augustea, l’evento teatrale itinerante ideato da Anna Ricciardi, che si svolge all’interno dell’area archeologica messinese e che fa parte del Tindari Festival. Appuntamento il 21 agosto con tre momenti performativi dalle 19,30 alle 21,30. Si parte dall’Agorà, dove Luca Fiorino, interpreta e dirige la pièce “Castore e Polluce – I Dioscuri”, un monologo dedicato ai gemelli protettori di Tindari, dei marinai e dell’arte poetica, in cui si racconta – spiega il regista e attore – “soprattutto del loro legame di fratellanza, del loro amore viscerale e imprescindibile, del loro essere insieme fino alla fine che li ha portati, come racconta il mito, a diventare due stelle, insieme”.

Un momento di una precedente edizione

Il secondo momento “Marco Aurelio – Discorso ai siciliani” si svolgerà all’ingresso principale del monumentale Gymnasium, tra il decumano comparirà l’imperatore Marco Aurelio, interpretato da Elio Crifò: “È un Marco Aurelio rappresentato in tutta la sua augusta romanità e in tutta la sua intimità filosofica che mette in evidenza la stretta dipendenza  tra la grandezza di un impero e la grandezza di ogni singolo cittadino dell’impero”.

Il teatro greco di Tindari

Infine, al Teatro Greco, andrà in scena “Ifigenia In Aulide” di Euripide: l’adattamento e la regia sono curate da Cinzia Maccagnano: “Questa è la tragedia che indaga nella profondità dell’umanità, svelatasi in tutta la sua fragilità – spiega – . Euripide ci offre un caleidoscopio di emozioni, di guizzi in una interiorità tormentata, in cui l’eroicità cede al turbamento della decisione. Agamennone è sicuramente il protagonista della tragedia: incarna  l’ossimoro dell’amore paterno, il negare il futuro di una figlia. Non eroi, quindi, ma uomini, padri, madri e  giovani che incarnano purezza e giustizia”. In scena, tra gli altri, nel ruolo di Agamennone c’è David Coco, mentre Antonio Silvia interpreta Menelao e Cinzia Maccagnano è Clitennestra.

Tyndaris Augustea

Salvo Nigro, autore delle musiche, rielabora suoni e ritmi del Mediterraneo e della fascia balcanica, senza trascurare la forza espressiva dei suoni orchestrali classici per esaltare l’imponenza dei luoghi.Infine, per l’occasione le coreografie sono state curate da Gemma Lo Bianco e restituiscono la forza delle danze antiche orientali. Le introduzioni storico-archeologiche sono invece curate da Archeo Me.

Per informazioni telefonare allo 094121588.

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