Torna la “Stella di Betlemme”: splenderà in cielo come 800 anni fa

Distanti ma uniti, così appariranno Giove e Saturno nella storica congiunzione di lunedì 21 dicembre, la più ravvicinata tra i due pianeti da molti secoli

di Marco Russo

Un solstizio d’inverno così non si vedeva da secoli. Dopo 800 anni, la “Stella cometa” di Betlemme torna a illuminare i cieli nei giorni di Natale. Un evento astronomico molto raro che accompagnerà l’ultimo scorcio del 2020, nella speranza che il nuovo anno sia migliore di quello che sta per finire. In realtà, non si tratta di una stella, ma della “grande congiunzione” tra i due “giganti” del nostro sistema solare, Giove e Saturno, che culmina proprio oggi pomeriggio, 21 dicembre, e si ripeterà soltanto nel 2080. Per un effetto prospettico i due corpi celesti, in realtà distanti centinaia di milioni di chilometri l’uno dall’altro, appariranno separati da un solo decimo di grado, un quinto del diametro della luna piena nel cielo.

Giove

Per osservare i due pianeti congiunti, basterà guardare il cielo poco dopo il tramonto, a partire dalle 17, in direzione sud-ovest. A occhio nudo saranno quasi indistinguibili l’uno dall’altro, ma già utilizzando un binocolo o un piccolo telescopio sarà possibile individuare i due pianeti e anzi osservarli – occasione davvero unica – nello stesso campo visivo. Giove e Saturno si avvicinano regolarmente nelle loro orbite ogni vent’anni circa, ma non tutte le congiunzioni producono effetti tanto spettacolari per chi osserva dalla Terra. L’ultima congiunzione così ravvicinata – fanno sapere dall’Inaf, l’Istituto nazionale di astrofisica –  è avvenuta circa 400 anni fa, il 16 luglio 1623. In quell’occasione, secondo i calcoli, i due pianeti si trovavano però troppo vicini al Sole nel cielo per poter essere osservati. Occorre risalire al basso medioevo, precisamente al 4 marzo 1226, per ritrovare un evento celeste di simile portata, potenzialmente visibile nei cieli terrestri.

Congiunzione storica di Giove e Saturno

La congiunzione assume una simbologia natalizia perché una delle ipotesi più accreditate per spiegare la “Stella di Betlemme” sarebbe proprio una di queste congiunzioni, avvenuta nel 7-6 avanti Cristo. “Pensiamo all’emozione di un Galileo se puntasse oggi il suo telescopio sulla coppia Giove-Saturno in incredibile congiunzione – commenta Marco Tavani, presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica – . All’epoca, 13 anni prima della ultima grande congiunzione del 1623, Saturno gli apparve ‘triplice’ e incomprensibile (non poteva distinguere la forma degli anelli che deformavano la struttura puntiforme del pianeta). Invece Giove si rivelò con i suoi piccoli satelliti, un mirabolante sistema planetario in miniatura che nessuno aveva anticipato e che dimostrava che i pianeti potevano essere dotati di lune, addirittura quattro”.

Saturno

Lo spettacolo astronomico sarà tanto imperdibile quanto fugace: i due pianeti restano visibili meno di due ore prima di scomparire dietro la linea dell’orizzonte, e già dalla sera successiva cominceranno di nuovo ad allontanarsi lentamente nel cielo, procedendo lungo le loro orbite. Per l’occasione, alcune sedi Inaf distribuite in tutta la penisola – Bologna, Roma, Padova, Palermo e Trieste – hanno unito le loro forze e realizzeranno in diretta l’evento “Giove e Saturno: l’incontro dei giganti”, che sarà possibile seguire a partire dalle 17 di questo pomeriggio sui canali Facebook e YouTube di EduInaf. Durante la diretta streaming saranno trasmesse le osservazioni della congiunzione planetaria, effettuate dai vari osservatori coinvolti, insieme a immagini raccolte in questi giorni, tutto con il commento delle astronome e degli astronomi dell’Inaf. Gli approfondimenti spazieranno dalla rilevanza storica di questo evento celeste, alle scoperte più recenti nel campo della fisica planetaria, rese possibili grazie a numerosi strumenti all’avanguardia, da terra e dallo spazio.

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