Torna in Sicilia e scommette sul turismo in un borgo di trecento anime

Flavio Serio ha aperto il primo b&b a Sclafani Bagni, sulle Madonie, il Comune meno abitato della provincia di Palermo. Ha trasformato le case e le stalle di famiglia in una struttura di charme, sperando anche nella rinascita delle storiche terme

di Maria Laura Crescimanno

Il turismo siciliano, nella sua ripresa post pandemica, non è fatto soltanto di navi da crociera e grandi eventi. Anche in Sicilia si stanno facendo strada, seguendo il mantra  dei social che invitano a viaggiare  in prossimità, le nuove nicchie che portano alla scoperta del cuore dell’Isola sconosciuta, per vivere un’esperienza personale da vivere a piedi, senza disturbare il magico sonno di secoli e la bellezza intatta dei paesaggi che i nostri piccoli borghi interni, al pari delle isole, possono regalarci.

Sclafani Bagni

E si sa, la Sicilia ha un cuore grande, che comprende almeno due province, quella di Enna e di Caltanissetta, ma anche le colline dei parchi montani che guardano il fiume Imera e Salso. Un mondo fatto di archeologia, di siti Unesco, ruralità e paesaggi agricoli,  pastorizia, borghi, boschi, fiumi e vallate, silenzio, aria pulita, gentilezza, accoglienza e sapori antichi. Ma soprattutto di giovani imprenditori coraggiosi che, tornati nei borghi di nascita, usando reti di promozione e social, offrono vacanze esperienziali, aspettando che migliorino strade ed infrastrutture.

Flavio Serio (foto Maria Laura Crescimanno)

Se di turismo eroico dunque si può parlare, la storia di Flavio Serio, proprietario del primo B&B di Sclafani Bagni, ne è la testimonianza vivente. Con la forza, determinazione, lungimiranza ed ottimismo dei trent’anni, Flavio ha il sorriso di chi realizzato il suo sogno. La sua struttura è una delle punte di eccellenza della nuova rete che promuove le esperienze della Sicilia interna, The Hearth of Sicily, animatrice Fabrizia Lanza con la sua scuola di alta cucina a Regaleali a Valledolmo nelle basse Madonie.

La Spa nel b&b (foto Maria Laura Crescimanno)

“Avevo già prima della pandemia deciso di tornare nel paese dove sono nato, trasformare le vecchie case dei miei avi in una struttura con i requisiti di un’offerta moderna ed internazionale”, racconta Flavio. Diplomato all’Istituto Nautico di Palermo imbarcato sulle petroliere, ha aperto da meno di un anno il suo piccolo resort con una piccola Spa nel centro medievale di Sclafani Bagni, trecento abitanti residenti tutto l’anno, uno dei più piccoli borghi della provincia di Palermo. Noto per lo stabilimento termale in stato di totale abbandono (ve ne abbiamo parlato qui), che il Comune adesso, sperando di attrarre nuovi investimenti, pensa di rimettere in vendita, Sclafani ha anche un altro tesoro a portata di mano da valorizzare: la riserva boschiva di Favara e Granza, che dal borgo si  potrebbe, sistemando la viabilità, raggiungere a piedi.

Lo stabilimento termale di Sclafani Bagni

Il paese – ci racconta Flavio – inizia ad accogliere i primi camminatori sulle trazzere della Via Francigena che passano per queste contrade tra rocce spettacolari e boschi millenari. E si cominciano a vedere anche gli stranieri, complici i social e le nuove reti di promozione che stanno pia piano nascendo. “Porta Soprana è una luxury guesthouse con servizi di Spa e piscina coperta a pochi passi dal castello medievale,  che vive grazie al lavoro di mia moglie, di mia madre e di mia sorella che si occupano dell’accoglienza e del wellness”.

Scorcio di Sclafani Bagni

“Sono le case e le stalle dove mi portava mio nonno da bambino, – prosegue Flavio – gli spazi che abbiamo trasformato in un rifugio per il benessere del corpo e, data l’assoluta tranquillità del borgo, anche dell’anima. Se mai Sclafani dovesse risorgere turisticamente grazie alle sue acque termali, che potrebbero dare lavoro e far rientrare molti altri di noi che sono andati via, io sarò già pronto ad accogliere i turisti, a raccontare la storia di questi luoghi dove passavano le mitiche auto della Targa Florio”.

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