Torna a vivere il parco delle Terme di Sciacca

Un primo spiraglio verso la rinascita del sito, chiuso ormai da quattro anni, è arrivato dopo un vertice voluto dal presidente della Regione

di Ruggero Altavilla

Passi avanti verso la riapertura delle Terme di Sciacca. Il parco dove sorge lo storico stabilimento riaprirà entro la fine di giugno. Un primo spiraglio verso la rinascita del sito termale agrigentino, chiuso ormai da quattro anni, è arrivato oggi dopo un vertice voluto dal presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che si è svolto a Palermo, nella sede del governo a Palazzo d’Orleans. All’incontro erano presenti il vicepresidente e assessore all’Economia, Gaetano Armao, il sindaco di Sciacca, Francesca Valenti, il capo di Gabinetto del governatore, Carmen Madonia e i dirigenti dei dipartimenti interessati.

Fonte termale sulfurea

Il parco è stato formalmente consegnato dalla Regione al Comune agrigentino, che dovrà occuparsi delle attività di manutenzione ordinaria. Il dipartimento regionale dello Sviluppo Rurale, invece – secondo quanto fanno sapere dalla Regione – ha già avviato le operazioni di discerbamento e sistemazione del verde. Regione e Comune hanno concordato anche che entro l’estate verrà pubblicata la manifestazione di interesse per consentire ai gruppi imprenditoriali interessati di poter visitare le terme, per valutare gli interventi necessari al ripristino e al rilancio dell’attività. Una procedura propedeutica al bando per la concessione del complesso termale.

Il parco delle terme mette in relazione alcuni beni patrimoniali del complesso: lo stabilimento, il Grand Hotel delle Terme e l’impianto delle piscine coperte. Il parco è parte integrante dello stabilimento con percorsi pedonali interni che collegano le varie strutture. Al centro sorge l’imponente vasca-fontana, che nel progetto di sistemazione del parco funge da sorgente per percorsi d’acqua artificiali che vanno ad incrociarsi con i sentieri pedonali.

Monte Kronio

Le fonti del bacino termale saccense derivano da un’attività vulcanica sotterranea. La zona più ricca di fonti si trova nella zona est di Sciacca, in particolare nella “Valle dei Bagni”, alle pendici del monte san Calogero. Anticamente si contavano dieci sorgenti termali, ma attualmente ne sono attive solo cinque: le altre sono scomparse in seguito a movimenti tellurici e a interventi dell’uomo. Apprezzate sin dall’antichità per le importanti virtù terapeutiche, secondo una leggenda, la scoperta delle terme di Sciacca è da attribuire al mitologico Dedalo che, in fuga da Creta dopo aver costruito il famoso labirinto, si fermò vicino alle grotte vaporose del monte Kronio e, riconoscendone l’uso curativo e terapeutico, sistemò l’ingresso con sedili scolpiti nella pietra.

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