Torna a splendere il crocifisso ligneo cinquecentesco di Monreale

Dopo il restauro durato quattro anni, l’opera è esposta a Palermo, nelle sale di Villa Zito, accompagnata da una videoinstallazione realizzata per l’occasione

di Redazione

Un lavoro di restauro durato quattro anni: perché niente, nel recupero di questo capolavoro del Cinquecento romano, fosse lasciato al caso. Da lunedì 13 dicembre alle 18 a Villa Zito, sarà possibile ammirare il prezioso crocifisso ligneo della Cattedrale di Monreale: un’opera riportata all’antico splendore grazie a Fondazione Sicilia, alla sua collaborazione con l’Arcidiocesi di Monreale e alla Soprintendenza ai Beni culturali di Palermo.

Particolare del crocifisso restaurato

Il grande crocifisso policromo, risalente alla fine del 16esimo secolo e proveniente da Roma, è stato oggetto infatti di un lungo processo di restauro: dal consolidamento delle parti lignee all’eliminazione di vecchie vernici ingiallite, fino alla riparazione di microlesioni. Un lavoro delicatissimo, di smontaggio e rimontaggio, che ha permesso all’opera d’arte di continuare a emanare la propria bellezza, ma anche di testimoniare la storia di mecenatismo da cui è nata.

I mosaici all’interno del Duomo di Monreale

Il crocifisso venne infatti originariamente commissionato dal cardinale arcivescovo Ludovico II De Torres sul finire Cinquecento, mecenate romano che, anche attraverso questa committenza alle maestranze locali, volle ribadire la propria adesione alla Riforma cattolica, indicata dal Concilio di Trento. Prima di essere restaurato, il crocifisso era collocato nella cappella di San Paolo del Duomo di Monreale; nel 2017 è stato invece portato all’interno della cappella di San Benedetto, dove, dopo il restauro, il 15 marzo 2021 è stato custodito temporaneamente.

Villa Zito, sede della Fondazione Sicilia

Fino al 10 gennaio 2022, l’esposizione sarà accompagnata da una videoinstallazione realizzata per l’occasione dalla GStudio Adv: un’immersione per immagini e suoni dell’opera d’arte nel duomo di Monreale. “Abbiamo accolto con entusiasmo l’iniziativa di dare una nuova vita a quest’opera d’arte. Lo studio e il restauro – afferma il presidente di Fondazione Sicilia, Raffaele Bonsignore – sono stati fortemente voluti dall’arcivescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi, e da don Nicola Gaglio, arciprete del duomo della cittadina normanna. Non è stata un’impresa facile, e i tempi del restauro lo dimostrano: ma alla fine il lavoro di squadra e la volontà di condividere con la collettività un frammento di bellezza hanno ancora una volta avuto la meglio”.

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