Torna a pulsare il cuore del Castello Maniace

Riaperta al pubblico, dopo il restauro e l’adeguamento sismico, la sala ipostila del maniero siracusano. Un progetto da 3,6 milioni di euro che ha reso più ricco il patrimonio monumentale della città

di Giulio Giallombardo

Un gioco di luci e ombre, tra colonne e volte a crociera. Torna a “pulsare”, dopo il restauro e l’adeguamento sismico, il cuore del Castello Maniace di Siracusa: la sala ipostila, ovvero l’area centrale dell’edificio il cui tetto è sorretto da pilastri, il termine, infatti, deriva dal greco e significa letteralmente “sotto le colonne”. La sala è stata riaperta grazie al Dipartimento della Protezione civile, che ha finanziato un progetto da 3,6 milioni di euro, realizzato dalla Soprintendenza dei Beni culturali di Siracusa.

Nel 2009 i protagonisti furono i capi di Stato del G8 Ambiente, riuniti nel salone dello storico maniero federiciano. Questa volta sono stati i cittadini siracusani ad ammirare capitelli, intarsi e decori lapidei della sala, restaurati con moderne tecnologie laser. Un complesso equilibrio di forze contrapposte a contenere le spinte della volta, è stato alla base del lavoro dell’architetto Mariella Muti e dell’ingegnere Ranieri Meloni, funzionari della Soprintendenza che hanno elaborato il progetto antisismico.

In un primo momento era stata prevista, al posto di una parte del volume murario degli speroni settecenteschi, una nuova struttura metallica capace di aumentare la stabilità del monumento. Successivamente, in corso d’opera, è stato elaborato, per ridurre l’impatto, un ulteriore intervento per il rafforzamento della facciata, eseguito insieme alla facoltà di architettura dell’Università di Siracusa, con cui era stata stipulata una convenzione. Ai lati di ogni contrafforte, dunque, sono state installate coppie di barre d’acciaio, per contenerne la spinta. Inoltre, è stato realizzato un camminamento nel fossato, tra il piazzale del castello e l’area della Vignazza, e tra la porta sud e i bastioni. Nel corso dell’inaugurazione, infine, è stata scoperta una stele fatta realizzare dal comitato degli Stauferfreunde e dedicata a Federico II, “nume tutelare” del castello.

“Questa inaugurazione segna un importante traguardo per le opere che da un trentennio interessano il monumento svevo più significativo della Sicilia orientale – afferma Rosalba Panvini, soprintendente ai Beni culturali di Siracusa – . Il restauro è soprattutto conservazione e da oggi, un altro fondamentale obbiettivo può considerarsi pienamente conseguito, ovvero il consolidamento strutturale. Non c’è un punto di arrivo conclusivo in materia di restauro ed in questo caso, meno che mai, data la ricchezza e complessità di Castello Maniace. Sono in programma altri progetti di restauro e valorizzazione per rendere fruibili quelle specificità che permettono di annoverare il monumento tra le architetture medievali di maggiore rilievo artistico. Si tratterà di piccoli cantieri che si spera di potere rendere visitabili anche in corso d’opera”.

Tornano, dunque, ad accendersi i riflettori, su uno dei simboli più noti di Siracusa. Il Castello Maniace, che sorge strategicamente sull’ultimo lembo dell’isolotto di Ortigia, è quotidianamente meta di centinaia di turisti. L’anno scorso il monumento, inserito tra i siti del festival “Le Vie dei Tesori”, è stato il più visitato nel capoluogo aretuseo. Il restauro della sala ipostila, adesso, è un ennesimo tassello che va ad aggiungersi al ricco patrimonio monumentale della città.

Riaperta al pubblico, dopo il restauro e l’adeguamento sismico, la sala ipostila del maniero siracusano. Un progetto da 3,6 milioni di euro che ha reso più ricco il patrimonio monumentale della città

di Giulio Giallombardo

Un gioco di luci e ombre, tra colonne e volte a crociera. Torna a “pulsare”, dopo il restauro e l’adeguamento sismico, il cuore del Castello Maniace di Siracusa: la sala ipostila, ovvero l’area centrale dell’edificio il cui tetto è sorretto da pilastri, il termine, infatti, deriva dal greco e significa letteralmente “sotto le colonne”. La sala è stata riaperta grazie al Dipartimento della Protezione civile, che ha finanziato un progetto da 3,6 milioni di euro, realizzato dalla Soprintendenza dei Beni culturali di Siracusa.

Nel 2009 i protagonisti furono i capi di Stato del G8 Ambiente, riuniti nel salone dello storico maniero federiciano. Questa volta sono stati i cittadini siracusani ad ammirare capitelli, intarsi e decori lapidei della sala, restaurati con moderne tecnologie laser. Un complesso equilibrio di forze contrapposte a contenere le spinte della volta, è stato alla base del lavoro dell’architetto Mariella Muti e dell’ingegnere Ranieri Meloni, funzionari della Soprintendenza che hanno elaborato il progetto antisismico.

In un primo momento era stata prevista, al posto di una parte del volume murario degli speroni settecenteschi, una nuova struttura metallica capace di aumentare la stabilità del monumento. Successivamente, in corso d’opera, è stato elaborato, per ridurre l’impatto, un ulteriore intervento per il rafforzamento della facciata, eseguito insieme alla facoltà di architettura dell’Università di Siracusa, con cui era stata stipulata una convenzione. Ai lati di ogni contrafforte, dunque, sono state installate coppie di barre d’acciaio, per contenerne la spinta. Inoltre, è stato realizzato un camminamento nel fossato, tra il piazzale del castello e l’area della Vignazza, e tra la porta sud e i bastioni. Nel corso dell’inaugurazione, infine, è stata scoperta una stele fatta realizzare dal comitato degli Stauferfreunde e dedicata a Federico II, “nume tutelare” del castello.

“Questa inaugurazione segna un importante traguardo per le opere che da un trentennio interessano il monumento svevo più significativo della Sicilia orientale – afferma Rosalba Panvini, soprintendente ai Beni culturali di Siracusa – . Il restauro è soprattutto conservazione e da oggi, un altro fondamentale obbiettivo può considerarsi pienamente conseguito, ovvero il consolidamento strutturale. Non c’è un punto di arrivo conclusivo in materia di restauro ed in questo caso, meno che mai, data la ricchezza e complessità di Castello Maniace. Sono in programma altri progetti di restauro e valorizzazione per rendere fruibili quelle specificità che permettono di annoverare il monumento tra le architetture medievali di maggiore rilievo artistico. Si tratterà di piccoli cantieri che si spera di potere rendere visitabili anche in corso d’opera”.

Tornano, dunque, ad accendersi i riflettori, su uno dei simboli più noti di Siracusa. Il Castello Maniace, che sorge strategicamente sull’ultimo lembo dell’isolotto di Ortigia, è quotidianamente meta di centinaia di turisti. L’anno scorso il monumento, inserito tra i siti del festival “Le Vie dei Tesori”, è stato il più visitato nel capoluogo aretuseo. Il restauro della sala ipostila, adesso, è un ennesimo tassello che va ad aggiungersi al ricco patrimonio monumentale della città.

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