Terzo weekend a Catania, apre l’ala inedita di Palazzo Biscari

Dal Bastione degli Infetti, con uno spettacolo tra voci e immagini, fini alla cupola della Badia di Sant’Agata. Poi, il battesimo del mare ad Ognina e la grande neviera sull’Etna

di Redazione

Si verrà accolti dal nobile padrone di casa, e Palazzo Biscari racconterà così i suoi segreti: sarà l’unica occasione – questa domenica alle 10 e alle 17,30 – per ascoltare, dalla viva voce del principe Ruggero Moncada, la storia della sontuosa residenza dal fascino immutato, con lo strepitoso salone delle feste, sommerso da stucchi e affreschi sfavillanti. Oltre alle splendide sale visitate nella scorsa edizione, per la prima volta ed in esclusiva per Le Vie dei Tesori sarà aperta l’ala di Ponente del palazzo con il piano nobiliare, la cappella, il cortile ed il meraviglioso terrazzo. Sarà questo uno degli appuntamenti più attesi de Le Vie dei Tesori che si appresta a avviare il suo terzo weekend a Catania.

Le Isole Ciclopi di Aci Trezza

Un fine settimana di visite e passeggiate  – sabato e domenica, 17 e 18 ottobre -, ma anche esperienze e novità (qui il programma completo). Ci sarà la possibilità di immergersi nelle acque cristalline della baia di Ognina, creata dalle colate laviche del Trecento: con l’aiuto di un sub esperto, si scopriranno in sicurezza fondali mozzafiato. Ma se siete dei sea lovers, non potete perdere né il giro in barca a vela lungo il nero waterfront con la Lega Navale; né il tragitto su una tipica barca “trezzota” alla volta dei Faraglioni di Acitrezza, sulle tracce di Padron ‘Ntoni. Chi invece vuole restare con i piedi ben saldi sulla terraferma, può visitare il luogo dove queste barche nascono dall’arte dei maestri d’ascia, ovvero i cantieri Rodolico. Cambiando del tutto genere, bisogna assolutamente raggiungere il bastione degli Infetti dove, oltre alle visite abituali del sabato, soltanto questa domenica (alle 18 e alle 20) si potrà assistere ad uno spettacolo tra voci e immagini: la storia dell’ex lazzaretto  cinquecentesco si intreccerà agli “Antichi canti d’amore e di passione” proposti dal baritono Alberto Tomarchio e dalla narratrice Elvira Tomarchio.

Visite al Museo Diocesano (foto Fabrizio Villa)

Ma è tutto il programma di questo weekend del festival ad essere affascinante, costruito sempre con il sostegno di UniCredit e l’aiuto delle associazioni sul territorio (qui tutti i luoghi). Tra i luoghi che aprono le porte c’è il Tabaré Female Sicilian Makers associazione culturale “rosa” nata da cinque artiste catanesi – Marisa Casaburi, pittrice, grafica e illustratrice; Carla Maria Marletta interior designer di upcycling tra ecologia e colore; Giovanna Cacciola produce t-shirt serigrafate, anelli e borse; Ljubiza Mezzatesta, architetto, artista grafomane; e Lina Lizzio, artigiana, che crea oggetti che attingono alla tradizione del Sud Italia –  che ospita la mostra fotografica “L’isola dei Jarrusi” di Luana Rigolli sul confino degli omosessuali catanesi dal 1939 al 1940 alle Isole Tremiti; a questa pagina storica tormentata, e agli spazi negati ai catanesi durante il regime fascista, è anche dedicata una delle passeggiate in programma.

Uno scorcio di Catania dalla Badia di Sant’Agata (foto Fabrizio Villa)

Se lo scorso weekend ha ottenuto un bel successo un debuttante come Palazzo Scuderi Libertini, affacciato su via Etnea, ma sconosciuto praticamente a tutti, questo fine settimana non si può perdere Palazzo Asmundo di Gisira, trasformato in un hotel de charme; Palazzo degli Elefanti (questa sarà l’ultima domenica disponibile); la bizantina cappella Bonajuto che ispirò un dipinto di Houel oggi all’Ermitage;  la chiesa di San Giuliano dove si potrà salire fino alla “lanterna” (sabato dalle 15 alle 18); o la Badia di Sant’Agata dove, al tramonto, gli attori Barbara Gallo e Francesco Bernava in abiti d’epoca, faranno da guida tra gli spazi solenni dell’aula liturgica e quelli nascosti fra le grate delle monache, fino alla cupola da cui si vede l’intero centro storico. Mentre, se scegliete il museo Diocesano – dopo un interessante percorso nell’antico Seminario dei Chierici, tra argenti, paramenti, pitture, sculture, preziosi documenti, e la collezione di ex voto a Sant’Agata – potete raggiungere il camminamento di Porta Uzeda affacciato su via Etnea.

Catania con l’Etna sullo sfondo (foto Fabrizio Villa)

Diverse le passeggiate (qui per sceglierle e prenotarle): dalla Catania barocca alle tracce degli storici tipografi Galatola, alla pedalata nel centro storico, ma sicuramente da annotare domenica, è il percorso di tre ore alla Grotta della Neve, la più grande neviera dell’Etna ricavata modificando un frammento di grotta lavica, a quota 1160 metri: un vero “frigorifero” ante litteram utilizzato per decenni dal collegio Capizzi di Bronte.

UN FESTIVAL IN SICUREZZA

Visite al Museo Diocesano (foto Fabrizio Villa)

Il nuovo Dpcm non modifica le modalità di apertura dei musei e dei luoghi della cultura purché “garantiscano modalità di fruizione contingentate o comunque tali da evitare assembramenti di persone e da consentire che i visitatori possano rispettare la distanza tra loro di almeno un metro”. Modalità che il Festival rispetta già scrupolosamente in collaborazione con le istituzioni e i partner: quindi ingressi contingentati, prenotazioni online (i non prenotati entrano solo se ci sono posti liberi nei turni), audioguide d’autore ascoltabili dal proprio cellulare, dove non sia possibile fare visite in presenza a distanza. E, naturalmente, mascherine per tutti.

Per tutte le informazioni e prenotazioni del festival visitare il sito www.leviedeitesori.com. È attivo, inoltre, il centro informazioni al numero 0918420000, aperto tutti i giorni dalle 10 alle 18, compresi il sabato e la domenica.

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