Terre dei Tesori, 30 aziende d’eccellenza aprono le porte per visite e degustazioni

Un’occasione unica per conoscere le nuove realtà agricole siciliane, in occasione di Borghi dei Tesori Fest e del Festival Le Vie dei Tesori. Un progetto realizzato con il dipartimento all’Agricoltura della Regione Siciliana

di Redazione

Antichi frantoi, cantine vinicole, caseifici, vivai, aziende di coltivazioni di frutti tropicali. Sono i protagonisti di Terre dei Tesori, un progetto realizzato con il dipartimento all’Agricoltura della Regione Siciliana. Più di 30 aziende di eccellenza di tutta l’Isola apriranno al pubblico offrendo la visita e la degustazione dei loro prodotti a fronte di un piccolo contributo. Diciassette di queste aziende parteciperanno all’iniziativa nell’ambito di Borghi dei Tesori Fest, nei due prossimi weekend, sabato 28 e domenica 29 agosto e il 4 e 5 settembre. Altre 15 lo faranno nell’ambito del Festival Le Vie dei Tesori, tra l’11 settembre e il 31 ottobre.

Antico frantoio

Si tratta dell’Abbazia Sant’Anastasia e dell’azienda Bergi a Castelbuono; dell’azienda Al Poggetto non lontana da Godrano; di Albacara Bio, vicino a Buccheri; dell’Antico Frantoio a Sambuca di Sicilia e di Giambalvo, “regno del ficodindia” non lontano da Sambuca; della Casa vinicola Morreale e del Baglio Cristo di Campobello “agganciabili” alla visita a Naro; delle Cantine Patria, dei Vivai Emmanuele, dell’azienda di viticultura delle Sorelle Zumbo che si possono visitare insieme con il borgo di Piedimonte Etneo; di Filari della Rocca a Contessa Entellina; del caseificio Mangiapane non lontano da Santo Stefano Quisquina; di Papamango con i suoi frutti esotici a San Marco d’Alunzio, di Parrinello e le sue mandorle nella zona di Butera; di Scandurra, produttore di uva da tavola a Chiaramonte Gulfi; delle Terre di Carusi con i loro frutteti vicino a Polizzi. Programma, prenotazioni e coupon su www.leviedeitesori/terre-dei-tesori.

Un vigneto

Un’occasione unica per entrare nel cuore della “nuova agricoltura”, conoscendo da vicino quelle realtà di eccellenza che grazie al Programma di Sviluppo Rurale (Psr) Sicilia, finanziato dal Fondo europeo agricolo per lo Sviluppo rurale (Feasr), hanno ammodernato impianti e strutture adeguandosi agli obiettivi di ecosostenibilità dal Green Deal. Una misura di sostegno ai giovani che scommettono per la prima volta in agricoltura rilevando aziende esistenti (anche dei nonni o dei genitori) o creandone di nuove. Già 3.000 giovani hanno avviato progetti concreti di ammodernamento e sviluppo nelle proprie realtà agricole.

Ulivi

“Stiamo registrando un nuovo fermento nel mondo dell’agricoltura e i dati che lo confermano sono quelli relativi a progetti e bandi regionali e al numero sempre crescente di imprenditori che investono nel settore – afferma l’assessore regionale all’Agricoltura, Toni Scilla – . Soprattutto nelle aree interne e nella Sicilia dei borghi e dei villaggi rurali dove grazie al Piano di sviluppo rurale si diversificano le attività agricole con l’agriturismo, le fattorie didattiche e l’agricoltura sociale recentemente normata dal governo regionale”.

“La multifunzionalità e la diversificazione dell’agricoltura – aggiunge Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento regionale all’Agricoltura e responsabile dell’Autorità di gestione del Psr Sicilia 2014/22 – costituiscono elemento prioritario delle politiche europee del Green Deal, del Farm to fork e della biodiversità. Un nuovo approccio per la valorizzazione dei territori coerente con la grande ricchezza dell’area rurale in Sicilia”.

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