Il Teatro Massimo “entra” all’Hotel delle Palme

Un concerto dedicato al compositore tedesco in occasione dell’inaugurazione dello storico albergo di Palermo prevista il prossimo luglio

di Maria Laura Crescimanno

Nel segno di Wagner. Riaprirà a luglio a Palermo nel centro cittadino a pochi passi dal Teatro Massimo, lo storico Grand Hotel Des Palmes dove nel 1881 soggiornò il compositore tedesco per lavorare alla sua ultima grande opera, il Parsifal. E sarà un’apertura in grande stile, affidata agli orchestrali del Massimo. Lo conferma il soprintendente Francesco Giambrone: “La partnership con l’Hotel delle Palme nasce nel segno della musica e di Richard Wagner. È per questo motivo che sono particolarmente contento del fatto che in occasione della riapertura dell’Hotel delle Palme il Teatro Massimo sarà presente con un concerto, portando la musica nei luoghi dove il grande compositore ha vissuto e completato Parsifal, l’opera che ha inaugurato la nuova stagione di opere del Teatro Massimo”.

Decori in una delle sale dell’albergo

Il Grand Hotel Des Palmes è infatti il primo albergo che entra a far parte dei soci privati della Fondazione Teatro Massimo, presieduta dal sindaco della città Leoluca Orlando, che proprio in questi giorni ha riportato sulle scene un Parsifal wagneriano estremamente moderno e dirompente, con la nuova direzione musicale dell’israeliano Omer Meir Wellber. Secondo l’accordo presentato alla stampa, la nuova proprietà dell’albergo, la romana Amt Real Estate insieme alle società che si sono fatte carico dell’intervento di ristrutturazione, la Zyz e Mare Resort, contribuiranno con una cifra pari a 205mila euro erogati in tre anni, finalizzati per lo più a progetti di promozione sociale di educazione musicale a beneficio di soggetti affetti da autismo e altre patologie.

Restauro delle decorazioni

Dopo un lungo restyling che sta rivelando autentiche meraviglie, e grazie ad un attento restauro in collaborazione con la Soprintendenza (ve ne abbiamo parlato qui), stanno tornando in questi giorni a nuova luce le colonne policrome dei saloni, i soffitti lignei intarsiati, gli stucchi, i dipinti originali. La nuova struttura, che porterà la firma dello studio palermitano dell’architetto Giuseppe Corvaia, nel frattempo ha riassorbito i trenta vecchi dipendenti avviati ad un corso di formazione professionale. La struttura apparirà radicalmente rinnovata negli ampi spazi recuperati ed ospiterà oltre 100 camere tra standard, suite e super suite con terrazza. Offrirà tre ristoranti, una spa, una piscina coperta, e piccole aree a verde ricreate con ovviamente palme in bella mostra. Un ampio roof garden è stato realizzato sui tetti per creare un ambiente speciale che sarà dedicato all’alta ristorazione a firma di uno chef stellato siciliano d’eccellenza.

Una delle stanze dell’albergo

Spiega il progettista, l’architetto Giuseppe Corvaia: ”Abbiamo lavorato in ottimo accordo con la Soprintendenza per realizzare un restauro puntuale delle emergenze liberty, come i disegni firmati dall’architetto Basile. L’hotel occupa un intero stabile in posizione ideale, alle spalle della via Ruggero Settimo e dalla centrale piazza Verdi ed offre spazi di grande respiro. Punteremo ad un lusso autentico e sulla ristorazione stellata, per offrire il meglio della tradizione siciliana”.

Riaffiorano i decori nascosti dell’Hotel delle Palme

Svelati alcuni dettagli del restauro in corso nello storico albergo di Palermo. Sono stati riportati alla luce alcuni decori che erano ricoperti da strati di calce

di Guido Fiorito

Restituire l’Hotel et Des Palmes alla sua antica bellezza, anche se il tempo e soprattutto gli interventi degli uomini hanno causato notevoli danni. Questo l’obiettivo del restauro e della ristrutturazione in corso nell’albergo che è chiuso da un anno e che conta di riaprire in estate. A Palazzo Ajutamicristo, si è fatto il punto sui restauri, anche se non tutto è stato detto per non perdere l’effetto finale dei lavori che restituiranno il palazzo alla sua vita di albergo, ma anche alla città. Un restauro fatto in pieno accordo con la Soprintendenza ai Beni Culturali che ha ospitato l’incontro, il primo appuntamento del calendario 2020.

Restauro delle decorazioni

“Per restituire l’albergo ai fasti del passato – dice Chiara Donà dalle Rose, coordinatrice del restauro – abbiamo fatto un intervento filologico, per ritrovare ciò che è stato ricoperto o modificato per quel che è possibile. L’hotel era stato fortemente sfigurato. Per esempio abbiamo trovato strati di calce sugli affreschi di Salvatore Gregorietti, rimosso falsi storici come il camino aggiunto negli anni Settanta del Novecento. Abbiamo fatto ricerche per vedere l’aspetto originale degli ambienti, usato per le pitture le stesse sostanze utilizzate all’epoca”.

Decorazione a bassorilievo

I lavori sono divisi in due parti: il restauro delle decorazioni e la ristrutturazione dell’albergo. Nel primo settore sono impegnati una trentina di restauratori siciliani. Le anticipazioni sono state fornite da Cristina Catanzaro, responsabile scientifica dei restauri. Nato come villa privata degli Ingham, un corpo basso a due piani con un giardino d’inverno, il palazzo era stato poi comprato da Enrico Ragusa nel 1907 e trasformato in albergo con l’intervento dell’architetto Ernesto Basile. “La sala delle Palmette – dice Catanzaro – era la parte più importante della villa Ingham, quelle che sono le finestre erano ingressi da via Stabile. L’abbiamo trovata bianca con inserti di carta da parati, ma le colonne total white in origine erano verdi. Questa sala è stata trasformata, ma abbiamo cercato di ricomporre una parete del tempo di Ingham. La Sala blu non era di questo colore e i tagli dorati delle decorazioni spiccavano su superfici verdi. Il blu è stato rimosso”.

Una delle sale più conosciute è quella degli specchi: “Gli intagli dorati in legno erano degradati per l’uso o in certi casi mancanti. Li abbiamo ripristinati con calchi di quelli esistenti in altri specchi. La sala del camino era un giardino d’inverno. Il soffitto di legno visto dai ponteggi è apparso in situazioni critiche con distacchi e mancanze che erano state mascherate con adesivi color legno. È stato reintegrato. Nella hall le decorazioni di Gregorietti in certi casi erano imbiancate, graffiate e asportate con mezzi meccanici. Le ricerche su immagini, a volte sui negativi originali, e sui disegni ci hanno permesso anche qui di far rivivere le decorazioni, mentre i bassorilievi avevano perso completamente il colore”.

Una delle sale dell’albergo

I restauratori dovrebbero terminare i lavori entro febbraio, in anticipo di due mesi sui tempi previsti. Il resto della ristrutturazione dovrebbe essere completato entro giugno, primi di luglio. La novità è la destinazione di una parte di albergo a condhotel, ovvero appartamenti di lusso i cui proprietari potranno usufruire dei servizi generali. Tutti i mobili soggetti a vincolo saranno restaurati e la stanza dove dormì Richard Wagner, che completò in questo hotel il Parsifal, formerà una suite intitolata al musicista tedesco. Sarà salvata una delle antiche porte curvilinee, in maggior parte distrutte, che permetteva ai fattorini di prendere la biancheria sporca senza entrare nella stanza.

Decorazioni delle colonne

“Dopo tanti interventi nel centro storico – dice Chiara Donà dalle Rose – stavolta torna protagonista la zona attorno al Politeama”. Conclude la soprintendente Lina Bellanca: “Importante far emergere con metodi corretti ciò che era stato celato. Adesso sta partendo anche il restauro Villa Igiea per ritrovare il fascino di questi alberghi di lusso in un momento di ripresa straordinaria del turismo in città”.

Dallo sgabello di Wagner agli arredi liberty, all’asta i tesori degli hotel storici

Si chiude la vendita di mobili, quadri e sculture che hanno riempito stanze e saloni di cinque alberghi siciliani di lusso: da Villa Igiea all’Hotel delle Palme, a Palermo, fino all’Excelsior di Catania e al Des Etrangers di Siracusa

di Giulio Giallombardo

C’è lo sgabello su cui sedeva Richard Wagner, intento a comporre il Parsifal, oppure gli arredi liberty della manifattura Ducrot, disegnati da Ernesto Basile. E ancora i dipinti di De Maria Bergler, Irolli, Leto e Lojacono, per non parlare di ricche collezioni di ceramiche d’inizio Novecento, sculture neoclassiche, stampe, antichi lampadari di Murano, pianoforti, orologi e altri tesori.

Sono gli arredi dei cinque hotel storici, il cui iter di vendita si è concluso pochi giorni fa (ve ne abbiamo parlato in questo articolo): Villa Igiea, Grand Hotel des Palmes, Excelsior a Palermo; Des Etrangers a Siracusa e Excelsior a Catania, che facevano tutti capo al gruppo Acqua Marcia Turismo, società in liquidazione. Arriva adesso l’ultimo atto di vendita all’asta di mobili, quadri, sculture e oggetti, da sempre “scenografie” degli alberghi appena venduti. È il capitolo finale di una storia iniziata l’anno scorso, con la prima fase d’asta che portò alla vendita, tra l’altro, del ritratto di Franca Florio di Boldini, che si trovava a Villa Igiea, poi acquistato dai marchesi Marida e Annibale Berlingieri che lo riportarono a Palermo dopo varie peripezie.

Lampadario di Murano all’Hotel Excelsior di Palermo

Dal 15 ottobre, tutti i lotti invenduti sono stati posti ad una base d’asta pari al 100 per cento della stima minima ed aggiudicati il 15 novembre, a partire dalle 18. È quanto fa sapere la casa d’asta Bonino, che ha già messo online tutti i pezzi in vendita, alcuni dei quali vincolati dalla Soprintendenza ai Beni culturali e dunque non trasferibili dalle sedi in cui si trovano attualmente, altri invece liberi da ogni obbligo. Per tutti i lotti che saranno privi d’offerta il giorno dell’asta, i nuovi proprietari degli hotel saranno tenuti ad offrire la base d’asta vigente.

Così, tra i 79 lotti dell’Hotel delle Palme ci sono i mobili che arredavano l’albergo al tempo del soggiorno di Wagner, e perfino lo sgabello da pianoforte che il musicista utilizzò durante la composizione del Parsifal, tra il 1881 e il 1882, valutato tra i 4 e i 6mila euro. Ma non solo, c’è anche una colonna decorata a mosaico attribuita alla bottega medioevale dei Vassalletto e una collezione di statue palermitane realizzate tra Settecento e Ottocento da scultori della bottega del “Canova siciliano” Valerio Villareale. Tutti beni questi sottoposti a vincolo.

Poi ci sono i 122 lotti di Villa Igiea, tripudio del Liberty siciliano, con gli arredi di Vittorio Ducrot disegnati da Ernesto Basile, i quadri di Ettore De Maria Bergler, Vincenzo Irolli, Antonino Leto e Francesco Lojacono, e una ricca scelta di ceramiche, sculture, stampe e soprattutto mobili sia da camera sia per gli spazi di rappresentanza. Anche in questo caso, sono tanti i pezzi che non possono essere spostati dall’albergo e che quindi potrebbero essere acquistati dallo stesso nuovo proprietario. Tutti asportabili sono, invece, i 60 pezzi dell’Hotel Excelsior di Palermo, tra cui spicca una collezione di lampadari e applique in vetro soffiato, di produzione muranese. Poi ci sono le vetrinette poste all’ingresso, diversi mobili e alcuni quadri copie di opere di grandi maestri.

Square piano di metà 800 al Des Etrangers di Siracusa

Tutti liberi da vincolo anche i 54 lotti dell’Excelsior di Catania, prevalentemente arredi di fattura moderna, tra cui poltrone, tavoli, lampadari e specchiere. I dipinti, così come le stampe, sono puramente decorative. Mentre l’asta dell’Hotel Des Etrangers di Siracusa è composta da 45 pezzi, anche in questo caso tutti asportabili, e presenta tra i migliori arredi liberty e deco degli hotel del gruppo Acqua Marcia. Pronti insieme agli altri ad arricchire i salotti dei collezionisti.

Si chiude la vendita di mobili, quadri e sculture che hanno riempito stanze e saloni di cinque alberghi siciliani di lusso: da Villa Igiea all’Hotel delle Palme, a Palermo, fino all’Excelsior di Catania e al Des Etrangers di Siracusa

di Giulio Giallombardo

C’è lo sgabello su cui sedeva Richard Wagner, intento a comporre il Parsifal, oppure gli arredi liberty della manifattura Ducrot, disegnati da Ernesto Basile. E ancora i dipinti di De Maria Bergler, Irolli, Leto e Lojacono, per non parlare di ricche collezioni di ceramiche d’inizio Novecento, sculture neoclassiche, stampe, antichi lampadari di Murano, pianoforti, orologi e altri tesori.

Sono gli arredi dei cinque hotel storici, il cui iter di vendita si è concluso pochi giorni fa (ve ne abbiamo parlato in questo articolo): Villa Igiea, Grand Hotel des Palmes, Excelsior a Palermo; Des Etrangers a Siracusa e Excelsior a Catania, che facevano tutti capo al gruppo Acqua Marcia Turismo, società in liquidazione. Arriva adesso l’ultimo atto di vendita all’asta di mobili, quadri, sculture e oggetti, da sempre “scenografie” degli alberghi appena venduti. È il capitolo finale di una storia iniziata l’anno scorso, con la prima fase d’asta che portò alla vendita, tra l’altro, del ritratto di Franca Florio di Boldini, che si trovava a Villa Igiea, poi acquistato dai marchesi Marida e Annibale Berlingieri che lo riportarono a Palermo dopo varie peripezie.

Lampadario di Murano all’Hotel Excelsior di Palermo

Dal 15 ottobre, tutti i lotti invenduti sono stati posti ad una base d’asta pari al 100 per cento della stima minima ed aggiudicati il 15 novembre, a partire dalle 18. È quanto fa sapere la casa d’asta Bonino, che ha già messo online tutti i pezzi in vendita, alcuni dei quali vincolati dalla Soprintendenza ai Beni culturali e dunque non trasferibili dalle sedi in cui si trovano attualmente, altri invece liberi da ogni obbligo. Per tutti i lotti che saranno privi d’offerta il giorno dell’asta, i nuovi proprietari degli hotel saranno tenuti ad offrire la base d’asta vigente.

Così, tra i 79 lotti dell’Hotel delle Palme ci sono i mobili che arredavano l’albergo al tempo del soggiorno di Wagner, e perfino lo sgabello da pianoforte che il musicista utilizzò durante la composizione del Parsifal, tra il 1881 e il 1882, valutato tra i 4 e i 6mila euro. Ma non solo, c’è anche una colonna decorata a mosaico attribuita alla bottega medioevale dei Vassalletto e una collezione di statue palermitane realizzate tra Settecento e Ottocento da scultori della bottega del “Canova siciliano” Valerio Villareale. Tutti beni questi sottoposti a vincolo.

Poi ci sono i 122 lotti di Villa Igiea, tripudio del Liberty siciliano, con gli arredi di Vittorio Ducrot disegnati da Ernesto Basile, i quadri di Ettore De Maria Bergler, Vincenzo Irolli, Antonino Leto e Francesco Lojacono, e una ricca scelta di ceramiche, sculture, stampe e soprattutto mobili sia da camera sia per gli spazi di rappresentanza. Anche in questo caso, sono tanti i pezzi che non possono essere spostati dall’albergo e che quindi potrebbero essere acquistati dallo stesso nuovo proprietario. Tutti asportabili sono, invece, i 60 pezzi dell’Hotel Excelsior di Palermo, tra cui spicca una collezione di lampadari e applique in vetro soffiato, di produzione muranese. Poi ci sono le vetrinette poste all’ingresso, diversi mobili e alcuni quadri copie di opere di grandi maestri.

Square piano di metà 800 al Des Etrangers di Siracusa

Tutti liberi da vincolo anche i 54 lotti dell’Excelsior di Catania, prevalentemente arredi di fattura moderna, tra cui poltrone, tavoli, lampadari e specchiere. I dipinti, così come le stampe, sono puramente decorative. Mentre l’asta dell’Hotel Des Etrangers di Siracusa è composta da 45 pezzi, anche in questo caso tutti asportabili, e presenta tra i migliori arredi liberty e deco degli hotel del gruppo Acqua Marcia. Pronti insieme agli altri ad arricchire i salotti dei collezionisti.

Villa Igiea, Palme e Excelsior: hotel di lusso venduti all’asta

Simboli della Belle Ėpoque palermitana, furono meta del turismo d’élite internazionale, ospitando i protagonisti del mondo della cultura, dell’arte e della politica. Adesso le strutture ricettive sono pronte all’atteso rilancio

di Giulio Giallombardo

Furono gli alberghi della Belle Ėpoque palermitana, accogliendo ospiti illustri tra sfarzi e lusso. Adesso per il Grand Hotel Villa Igiea, l’Hotel delle Palme e l’Excelsior inizia un nuovo corso. Si è concluso, infatti, l’iter di vendita delle tre storiche strutture ricettive di Acqua Marcia Turismo, holding di Francesco Bellavista Caltagirone, adesso in liquidazione.

Dopo la prima asta andata deserta, ad aggiudicarsi Villa Igiea, è stato il re degli hotel a 5 stelle, Rocco Forte, già proprietario in Sicilia del Verdura Resort di Sciacca, che ha chiuso l’affare con 25 milioni e 520mila euro. La trattativa di acquisto per il Grand Hotel et Des Palmes è stata conclusa dal fondo di investimento britannico Algebris per un importo di 12 milioni di euro, mentre la società Luxury Private Properties, della famiglia Giotti (già proprietaria del Des Étrangers di Siracusa), si è aggiudicata l’Excelsior per poco più di 8 milioni e 800mila euro. Advisor unico della procedura la divisione hospitality di Coldwell Banker Commercial.

Così, i tre alberghi storici, che furono di proprietà del Banco di Sicilia, sono pronti all’atteso rilancio, dopo una fase recente con più ombre che luci. A partire da Villa Igiea che di luci ne ha viste tante in oltre un secolo di vita. Era il 1899 quando la famiglia Florio acquistò la neogotica villa dell’ammiraglio inglese Cecil Domville, nella borgata dell’Acquasanta, ribattezzandola Igiea, dal nome della figlia di Ignazio e Franca Florio. Nelle intenzioni degli imprenditori, il complesso sarebbe dovuto diventare un sanatorio, poi invece pensarono di farne un albergo d’élite meta del turismo europeo. Così fu inaugurato il 15 dicembre del 1900 con il nome di Grande Albergo Internazionale, dopo essere stato ampliato su progetto di Ernesto Basile che aggiunse il quarto piano. Con il declino dei Florio, l’edificio venne utilizzato come ospedale, per poi passare al Banco di Sicilia, tornando successivamente ad essere un albergo d’élite. Resta tuttora un fulgido esempio di stile liberty, a partire dalle decorazioni con figure femminili e motivi floreali che arricchiscono le pareti dei saloni, fino all’elegante giardino dai viali sinuosi che abbraccia il mare.

Non meno ricca la storia dell’ottocentesco Hotel des Palmes, di via Roma, che fu la residenza di Benjamin Ingham-Withaker a partire dal 1874. Divenne albergo pochi anni dopo, quando passò a Enrico Ragusa, figlio di Salvatore, proprietario dell’Hotel Trinacria. Un tempo il prospetto principale era su via Mariano Stabile e c’era anche un grande parco oggi occupato dall’asse di via Roma. Successivamente, nel 1907, l’ingresso fu spostato dove si trova attualmente. Anche in questo caso fu Ernesto Basile che si occupò dell’ampliamento, progettando la grande hall, al posto del giardino d’inverno preesistente.

Tanti gli ospiti illustri che vi hanno soggiornato, a partire da Richard Wagner che nell’albergo completò il suo Parsifal nel 1881. Lì visse fino alla morte nel 1933 anche il poeta Raymond Roussel e il vice governatore di New York, Charles Poletti, lo trasformò in quartier generale statunitense durante la seconda guerra mondiale. Nel 1882 da questo albergo Francesco Crispi impartiva lezioni di politica, mentre si ricorda ancora la cena a 12 portate, servita all’ex presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando. Guttuso e Fiume hanno donato all’hotel alcuni schizzi ora incorniciati sulle pareti, mentre nell’ottobre del 1957 si tenne l’ormai noto summit di mafia tra i capi di Cosa nostra siciliana e americana a cui partecipò, tra gli altri, anche Lucky Luciano.

Infine, chiude il trittico di alberghi storici l’Hotel Excelsior Palace, costruito nel 1891 in occasione dell’Esposizione nazionale. Arricchito dagli arredi della ditta Ducrot e chiamato inizialmente Hotel de la Paix, fu l’unico edificio a non essere demolito alla fine della mostra, mantenendo la sua funzione per molti anni. Anche qui Ernesto Basile intervenne nel 1925, dando all’edificio l’aspetto che ha attualmente. Tra gli ospiti illustri, lo scrittore Rudyard Kipling che vi soggiornò nel 1928 e il premio Pulitzer 1944 Ernest Pile. E ancora l’attore britanninco Bob Hope, che lì durante la guerra intrattenne le truppe degli Alleati con i suoi spettacoli. Nel 1972 l’edificio fu vicino alla demolizione per essere sostituito da un moderno immobile di tredici piani. Progetto per fortuna mai realizzato.

Simboli della Belle Ėpoque palermitana, furono meta del turismo d’élite internazionale, ospitando i protagonisti del mondo della cultura, dell’arte e della politica. Adesso le strutture ricettive sono pronte all’atteso rilancio

di Giulio Giallombardo

Furono gli alberghi della Belle Ėpoque palermitana, accogliendo ospiti illustri tra sfarzi e lusso. Adesso per il Grand Hotel Villa Igiea, l’Hotel delle Palme e l’Excelsior inizia un nuovo corso. Si è concluso, infatti, l’iter di vendita delle tre storiche strutture ricettive di Acqua Marcia Turismo, holding di Francesco Bellavista Caltagirone, adesso in liquidazione.

Dopo la prima asta andata deserta, ad aggiudicarsi Villa Igiea, è stato il re degli hotel a 5 stelle, Rocco Forte, già proprietario in Sicilia del Verdura Resort di Sciacca, che ha chiuso l’affare con 25 milioni e 520mila euro. La trattativa di acquisto per il Grand Hotel et Des Palmes è stata conclusa dal fondo di investimento britannico Algebris per un importo di 12 milioni di euro, mentre la società Luxury Private Properties, della famiglia Giotti (già proprietaria del Des Étrangers di Siracusa), si è aggiudicata l’Excelsior per poco più di 8 milioni e 800mila euro. Advisor unico della procedura la divisione hospitality di Coldwell Banker Commercial.

Così, i tre alberghi storici, che furono di proprietà del Banco di Sicilia, sono pronti all’atteso rilancio, dopo una fase recente con più ombre che luci. A partire da Villa Igiea che di luci ne ha viste tante in oltre un secolo di vita. Era il 1899 quando la famiglia Florio acquistò la neogotica villa dell’ammiraglio inglese Cecil Domville, nella borgata dell’Acquasanta, ribattezzandola Igiea, dal nome della figlia di Ignazio e Franca Florio. Nelle intenzioni degli imprenditori, il complesso sarebbe dovuto diventare un sanatorio, poi invece pensarono di farne un albergo d’élite meta del turismo europeo. Così fu inaugurato il 15 dicembre del 1900 con il nome di Grande Albergo Internazionale, dopo essere stato ampliato su progetto di Ernesto Basile che aggiunse il quarto piano. Con il declino dei Florio, l’edificio venne utilizzato come ospedale, per poi passare al Banco di Sicilia, tornando successivamente ad essere un albergo d’élite. Resta tuttora un fulgido esempio di stile liberty, a partire dalle decorazioni con figure femminili e motivi floreali che arricchiscono le pareti dei saloni, fino all’elegante giardino dai viali sinuosi che abbraccia il mare.

Non meno ricca la storia dell’ottocentesco Hotel des Palmes, di via Roma, che fu la residenza di Benjamin Ingham-Withaker a partire dal 1874. Divenne albergo pochi anni dopo, quando passò a Enrico Ragusa, figlio di Salvatore, proprietario dell’Hotel Trinacria. Un tempo il prospetto principale era su via Mariano Stabile e c’era anche un grande parco oggi occupato dall’asse di via Roma. Successivamente, nel 1907, l’ingresso fu spostato dove si trova attualmente. Anche in questo caso fu Ernesto Basile che si occupò dell’ampliamento, progettando la grande hall, al posto del giardino d’inverno preesistente.

Tanti gli ospiti illustri che vi hanno soggiornato, a partire da Richard Wagner che nell’albergo completò il suo Parsifal nel 1881. Lì visse fino alla morte nel 1933 anche il poeta Raymond Roussel e il vice governatore di New York, Charles Poletti, lo trasformò in quartier generale statunitense durante la seconda guerra mondiale. Nel 1882 da questo albergo Francesco Crispi impartiva lezioni di politica, mentre si ricorda ancora la cena a 12 portate, servita all’ex presidente del Consiglio Vittorio Emanuele Orlando. Guttuso e Fiume hanno donato all’’hotel alcuni schizzi ora incorniciati sulle pareti, mentre nell’ottobre del 1957 si tenne l’ormai noto summit di mafia tra i capi di Cosa nostra siciliana e americana a cui partecipò, tra gli altri, anche Lucky Luciano.

Infine, chiude il trittico di alberghi storici l’Hotel Excelsior Palace, costruito nel 1891 in occasione dell’Esposizione nazionale. Arricchito dagli arredi della ditta Ducrot e chiamato inizialmente Hotel de la Paix, fu l’unico edificio a non essere demolito alla fine della mostra, mantenendo la sua funzione per molti anni. Anche qui Ernesto Basile intervenne nel 1925, dando all’edificio l’aspetto che ha attualmente. Tra gli ospiti illustri, lo scrittore Rudyard Kipling che vi soggiornò nel 1928 e il premio Pulitzer 1944 Ernest Pile. E ancora l’attore britanninco Bob Hope, che lì durante la guerra intrattenne le truppe degli Alleati con i suoi spettacoli. Nel 1972 l’edificio fu vicino alla demolizione per essere sostituito da un moderno immobile di tredici piani. Progetto per fortuna mai realizzato.

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