Sulla parete di roccia tra Mondello e Sferracavallo

Un gruppo di escursionisti esperti ha liberato il passaggio del Malpasso, la falesia di Capo Gallo, creando una via in uno dei luoghi più inaccessibili della riserva

di Giulio Giallombardo

Una parete di roccia a strapiombo sul mare separa Mondello e Sferracavallo, le due borgate marinare di Palermo. È la falesia del Malpasso, nome che lascia intuire le asperità di uno dei luoghi più inaccessibili nel cuore della riserva di Capo Gallo. Un percorso in cui non si avventura quasi nessuno, col mare da una parte e la parete rocciosa dall’altro, dove è impossibile immaginare un sentiero. Ma adesso, un gruppo di escursionisti esperti ha liberato il passaggio, creando una via tra le rocce che può essere percorsa in sicurezza, ma solo con corde, moschettoni e la guida di rocciatori.

Escursionisti al Malpasso

Un cammino, a metà tra arrampicata e escursionismo, che da decenni non veniva percorso, anche a causa di una frana che l’aveva reso ancor meno praticabile. Molti decenni fa, era meta di un gruppo di rocciatori del Cai, Club alpino italiano, ma a tentare l’impresa sono stati in passato anche escursionisti non esperti, tratti in salvo dal Soccorso alpino, come una famiglia di russi e due ragazzi di Sferracavallo, rimasti bloccati sulla roccia senza poter andare avanti. Altri, invece, sono riusciti a passare, ma solo tuffandosi in acqua, in un tratto di mare non facile da attraversare.

Giuseppe Ippolito

“Abbiamo aperto il passaggio, scendendo molto più vicino al mare, rispetto al vecchio tracciato – spiega il geologo Giuseppe Ippolito, guida ambientale escursionistica, tra gli artefici della nuova impresa – . Il percorso è stato armato con una serie di spit, chiodi a cui avvitare anelli che servono a far passare le corde per passare in sicurezza. Si tratta di tecniche speleo-alpinisitiche, per cui non è consigliato avventurarsi se non si ha esperienza e attrezzatura. Il percorso non è in sé difficile, ma per farlo è necessaria la presenza di una guida esperta”.

Spit con moschettone e corda

Un’altra insidia può essere rappresentata dal mare, in quel punto spesso interessato da correnti. “Il Malpasso si può attraversare solo in condizioni mare calmo, – prosegue la guida – perché gli spruzzi possono arrivare fin dove abbiamo aperto il passaggio. Tutto sommato non è una passeggiata che presenta grosse difficoltà alpinistiche, ma è pur sempre un versante poco stabile, friabile, dunque le corde sono essenziali perché il pendio è lungo e irregolare”.

Giuseppe Ippolito con Gerlando Lo Cicero

Proprio perché poco battuto dall’uomo, il Malpasso è considerato un piccolo paradiso naturalistico. “È un santuario della flora mediterranea delle rupi ombrose – spiega Ippolito – . È un versante esposto a nord, dove il sole in inverno non batte e in estate solo per poche ore. In quel piccolo lembo di roccia, nel tratto prima del Malpasso, crescono perfino i lecci, tipici alberi da bosco, poi tante palme nane e alcuni esemplari di efedra”. Ma l’apertura del passaggio è solo un primo tassello per rendere ancora più sicuro questo percorso. “In futuro pensiamo di trasformarlo in una via permanente, con una ferrata ancorata con cavi d’acciaio per renderlo più stabile e sicuro, – aggiunge il geologo – . Oggi, complici le restrizioni imposte dalla pandemia, molta gente si è avvicinata a questo tipo di esperienze e il livello dell’escursionismo palermitano si è alzato notevolmente. Molti hanno scoperto tanti angoli nascosti a due passi da casa”.

Monte Gallo

Nonostante il divieto d’accesso per rischio di crolli che vige da diversi anni, sono in tanti a varcare il cancello della riserva di Capo Gallo, tra le mete più amate dai palermitani per la sua natura incontaminata e il mare cristallino. Ma adesso, finalmente qualcosa sembra muoversi sul fronte della sicurezza. È stata, infatti, aggiudicata la progettazione esecutiva relativa all’intervento di mitigazione del rischio di crollo dal costone del versante nord est di Monte Gallo. A eseguire le indagini geologiche e geotecniche e tutti i rilievi – hanno fatto sapere dalla Regione – sarà un raggruppamento temporaneo di professionisti coordinato dalla Pro-Geo. Il tratto interessato è quello che a Mondello va da Pizzo Coda di Volpe al faro di Capo Gallo. L’obiettivo è di mettere in sicurezza le pareti rocciose che sovrastano la montagna, realizzando imbracaggi con reti e un sistema di barriere paramassi di tipo elastico e ad alto assorbimento di energia.

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