Suites, ristorante e convegni: la villa del “principe mago” si prepara a rinascere

Nel vivo i lavori di restauro di Villa Alliata di Pietratagliata, gioiello neogotico di Palermo. Diventerà una struttura ricettiva di lusso, ma aperta alla città

di Giulio Giallombardo

Soffocata dal cemento, depredata di ogni bene, divorata dall’oblio. Per lungo tempo Villa Alliata di Pietratagliata, gioiello neogotico di Palermo, è stata simbolo di abbandono. Un tempo salotto mondano e regno esoterico del “principe mago” Raniero Alliata, tra le figure più eccentriche della nobiltà palermitana del secolo scorso, oggi la dimora di via Serradifalco è al centro di un lavoro di restauro entrato nel vivo. Venduta all’asta nel 2018, con un prezzo che partiva da 350mila euro, poi lievitato fino a quasi 600mila (ve ne avevamo parlato qui), presto ospiterà suites di lusso, ristorante con caffetteria e una sala convegni.

Cancello sul prospetto principale della villa

La villa – reinventata nel 1883 dall’architetto Francesco Paolo Palazzotto, che ristrutturò la settecentesca dimora degli Alliata, lasciandosi ispirare dal gusto neogotico tanto in voga in quegli anni – tornerà, dunque, a vivere. Il progetto, curato dall’architetto Filippo Dattolo e dall’ingegnere Antonio Piccione, prevede che il bene diventi un’esclusiva struttura ricettiva, ma aperta alla città. Queste almeno le intenzioni mai nascoste dal proprietario, l’imprenditore Giovanni Sammaritano, titolare della Rafim srl, committente dei lavori, che si stanno svolgendo sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza ai Beni culturali di Palermo.

Villa Alliata di Pietratagliata prima del restauro

“In questo momento si sta lavorando alla definizione dei prospetti e dei paramenti esterni, poi si passerà all’interno e al recupero e restauro di tutte le finiture ancora esistenti – spiega a Le Vie dei Tesori, Angiolina Ganazzoli, architetto della Soprintendenza che vigila sul cantiere – . Ci ha impegnato molto la ricerca della finitura più simile all’originaria per i prospetti, ma il lavoro è ancora nel vivo e non sappiamo quando finirà”.

Restauro del soffitto (foto Kermes, da Facebook)

Secondo quanto previsto dal progetto, approvato dal Suap, lo Sportello unico per le attività produttive del Comune di Palermo, guidato da Salvatore Grassedonio, Villa Alliata diventerà una residenza alberghiera, ma con poche stanze, nel rispetto della spazialità originaria dell’edificio. Prevista una sala riunioni che potrebbe ospitare anche eventi culturali e una sala ristorante con una caffetteria. Aperto ai cittadini – nelle intenzioni della proprietà – sarà poi il giardino dove già sono stati piantati nuovi alberi. “All’esterno abbiamo ripristinato il laghetto, installeremo il gazebo preesistente e recupereremo anche la cappella – prosegue Ganazzoli – , ma purtroppo poco o nulla rimane degli interni, andati incontro negli anni a una dissennata devastazione. Stiamo cercando di recuperare i pochi elementi che hanno resistito, come il soffitto a cassettoni, i lambris, parte degli infissi, ferramenta e i vetri colorati. Ove possibile faremo un intervento filologico, ricostruendo le parti mancanti”. Al lavoro le maestranze della Pro.Ge.Co. di Marineo e i restauratori della Kermes di Ragusa che nei giorni scorsi hanno ripristinato gli affreschi di uno dei soffitti a cassettoni.

Balcone sul prospetto prima del restauro

“Il cantiere va avanti a buon ritmo, seguendo tutte le nostre indicazioni – sottolinea la soprintendente di Palermo, Selima Giorgia Giuliano – . L’obiettivo di un lavoro tanto prestigioso, resta certamente la fruizione pubblica. Non avrebbe senso un restauro così atteso, se il bene non fosse aperto alla città. Siamo lieti che il proprietario abbia mostrato queste intenzioni, ci sembra la cosa più importante”.

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