La banda di Mistretta, una musica lunga 150 anni

È una delle pochissime, in Italia, ad avere in pianta organica il maestro direttore, nominato per concorso. Sessanta elementi che organizzano raduni bandistici, vincono concorsi e suonano pure in trasferta

di Federica Certa

Il 18 agosto, da 400 anni, a Mistretta è il giorno della festa ranni, dedicata al Patrono che scacciò la peste. San Sebastiano d’inverno – il 20 gennaio – e San Sebastiano d’estate, con due giornate di celebrazioni, il “giro dei miracoli e delle offerte”, la “marcia della bersagliera”, la processione della varagrande, in legno e oro, sormontata dalla statua del santo, e della varetta, con 90 “portanti” a sorreggerne il peso, ai piedi solo delle calze di lana cucite a mano – le caratteristiche pirunetta– invece delle scarpe.

Si fa il percorso lungo, circa cinque chilometri, tutti di corsa, per toccare ogni anfratto del centro storico. È la festa del patrono ma anche dei tanti emigrati che tornano a casa per le vacanze. E una delle tante occasioni per ricordare la “resistenza” coriacea e invincibile della banda comunale, l’unica rimasta in Sicilia; una delle pochissime, in Italia, ad avere in pianta organica il maestro direttore – attualmente Girolamo Di Maria – nominato per concorso con il titolo di Diploma di strumentazione per banda come requisito principale.

Resistenza di ottoni, di ance, di fiati e percussioni, un cospicuo pezzo di patrimonio autoctono. Sessanta elementi che organizzano raduni bandistici, vincono concorsi, suonano pure in trasferta, cresciuti e instradati nella locale scuola di musica, che conta un centinaio di allievi ed è una sorta di aggregatore naturale per bambini e adolescenti delle elementari, medie e superiori.

Un’autentica leggenda che si tramanda da un secolo e mezzo, ma un po’ anche un affare di Stato. Tanto che nelle ultime elezioni amministrative, nel 2014, la sopravvivenza della banda è stata terreno di scontro per i contendenti alla poltrona di primo cittadino. L’ha spuntata Liborio Porracciolo, che un po’ dice un po’ non dice, ma, insomma, lascia intendere che la questione non è stata secondaria e fa capire quanto a Mistretta tengano alla loro instancabile orchestra itinerante, tanto da farne argomento di disfida elettorale. E non da oggi.

Perché dagli albori della sua costituzione, il 2 gennaio 1860, nello studio del notaio don Gaetano Ortoleva, i destini della banda municipale si sono sempre legati alla vita civile della comunità di Mistretta e in parte anche della nascente Italia, dalle rivendicazioni sindacali dei primi musicisti all’assistenza sanitaria per sé e per le famiglie, attraversando come un treno in corsa la lotta al brigantaggio, sul versante tirrenico della penisola, e le istanze rivoluzionarie del processo unitario, che raccoglieva sotto le insegne garibaldine combattenti e sognatori di varia provenienza.

E i musicisti di Mistretta non erano immuni: i componenti maggiorenni avevano l’obbligo di militare nella Guardia nazionale, e – quando cominciò a soffiare il vento che avrebbe gonfiato le “vele” dello slancio dei Mille – i maestri strumentisti di Mistretta si arruolarono con le camicie rosse. Così che per due anni non rimase nessuno a suonare, le strade del paese si zittirono come congiurati e le processioni furono mute e desolate.

Ne ha attraversati tanti, di periodi di “magra”, la banda. Ma ha sempre tirato i remi in barca ed è ripartita, sotto l’impulso di nuove leggi municipali, di riconoscimenti pubblici e dell’afflato del popolo, che con la banda celebrava non solo ricorrenze religiose e feste patronali, ma condivise anche la memorabile notte di San Silvestro tra il 1899 e il 1900, con 4mila persone riunite in chiesa ad applaudire i musicisti, un salto nel nuovo secolo che, anche in un comune di poche migliaia di anime nel messinese, proclamava progresso, speranza, curiosità, futuro.

Per la banda, amministratori e cittadini di Mistretta hanno pagato le tasse e rivisto le loro priorità. Come quando, nel 1902, durante un aspro dibattito per approvare il bilancio comunale, la coperta sembrava troppo stretta, e i fondi per i musicisti dovevano concorrere con quelli per il dormitorio, per la raccolta della spazzatura, la rete idrica e per i primi interventi di illuminazione pubblica, il segno tangibile che i tempi si facevano modernissimi.

“La banda è la nostra ambasciatrice fuori dai confini di Mistretta – dice il sindaco Porracciolo – . Per l’ultimo Festino di Santa Rosalia siamo stati ospiti del Comune di Palermo, e con i nostri musicisti abbiamo accompagnato i Giganti amastresi in processione. Abbiamo anche partecipato all’Expo di Milano, dove la banda ha sfilato lungo il Decumano”.

In repertorio, oltre a marce militari e sinfoniche, ci sono trascrizioni di brani di musica classica e leggera, colonne sonore, pezzi originali per banda. Tra gli autori eseguiti, Beethoven, Strauss, Tschaikowsky, Mozart, Prokofieff, Albinoni, Santana, Baglioni, Piazzolla, Cartney, Sinatra, Morricone, Piovani, Hautvast, Baedijn e lo stesso direttore Di Maria.

Vanto locale è anche la Scuola di musica, che organizza rassegne e cicli di concerti-lezioni, dove musicisti professionisti incontrano gli studenti. Ospiti, tra gli altri, anche i componenti del Conservatorio e del Teatro Massimo di Palermo e del “Bellini” di Catania.

È una delle pochissime, in Italia, ad avere in pianta organica il maestro direttore, nominato per concorso. Sessanta elementi che organizzano raduni bandistici, vincono concorsi e suonano pure in trasferta

di Federica Certa

Il 18 agosto, da 400 anni, a Mistretta è il giorno della festa ranni, dedicata al Patrono che scacciò la peste. San Sebastiano d’inverno – il 20 gennaio – e San Sebastiano d’estate, con due giornate di celebrazioni, il “giro dei miracoli e delle offerte”, la “marcia della bersagliera”, la processione della varagrande, in legno e oro, sormontata dalla statua del santo, e della varetta, con 90 “portanti” a sorreggerne il peso, ai piedi solo delle calze di lana cucite a mano – le caratteristiche pirunetta– invece delle scarpe.

Si fa il percorso lungo, circa cinque chilometri, tutti di corsa, per toccare ogni anfratto del centro storico. È la festa del patrono ma anche dei tanti emigrati che tornano a casa per le vacanze. E una delle tante occasioni per ricordare la “resistenza” coriacea e invincibile della banda comunale, l’unica rimasta in Sicilia; una delle pochissime, in Italia, ad avere in pianta organica il maestro direttore – attualmente Girolamo Di Maria – nominato per concorso con il titolo di Diploma di strumentazione per banda come requisito principale.

Resistenza di ottoni, di ance, di fiati e percussioni, un cospicuo pezzo di patrimonio autoctono. Sessanta elementi che organizzano raduni bandistici, vincono concorsi, suonano pure in trasferta, cresciuti e instradati nella locale scuola di musica, che conta un centinaio di allievi ed è una sorta di aggregatore naturale per bambini e adolescenti delle elementari, medie e superiori.

Un’autentica leggenda che si tramanda da un secolo e mezzo, ma un po’ anche un affare di Stato. Tanto che nelle ultime elezioni amministrative, nel 2014, la sopravvivenza della banda è stata terreno di scontro per i contendenti alla poltrona di primo cittadino. L’ha spuntata Liborio Porracciolo, che un po’ dice un po’ non dice, ma, insomma, lascia intendere che la questione non è stata secondaria e fa capire quanto a Mistretta tengano alla loro instancabile orchestra itinerante, tanto da farne argomento di disfida elettorale. E non da oggi.

Perché dagli albori della sua costituzione, il 2 gennaio 1860, nello studio del notaio don Gaetano Ortoleva, i destini della banda municipale si sono sempre legati alla vita civile della comunità di Mistretta e in parte anche della nascente Italia, dalle rivendicazioni sindacali dei primi musicisti all’assistenza sanitaria per sé e per le famiglie, attraversando come un treno in corsa la lotta al brigantaggio, sul versante tirrenico della penisola, e le istanze rivoluzionarie del processo unitario, che raccoglieva sotto le insegne garibaldine combattenti e sognatori di varia provenienza.

E i musicisti di Mistretta non erano immuni: i componenti maggiorenni avevano l’obbligo di militare nella Guardia nazionale, e – quando cominciò a soffiare il vento che avrebbe gonfiato le “vele” dello slancio dei Mille – i maestri strumentisti di Mistretta si arruolarono con le camicie rosse. Così che per due anni non rimase nessuno a suonare, le strade del paese si zittirono come congiurati e le processioni furono mute e desolate.

Ne ha attraversati tanti, di periodi di “magra”, la banda. Ma ha sempre tirato i remi in barca ed è ripartita, sotto l’impulso di nuove leggi municipali, di riconoscimenti pubblici e dell’afflato del popolo, che con la banda celebrava non solo ricorrenze religiose e feste patronali, ma condivise anche la memorabile notte di San Silvestro tra il 1899 e il 1900, con 4mila persone riunite in chiesa ad applaudire i musicisti, un salto nel nuovo secolo che, anche in un comune di poche migliaia di anime nel messinese, proclamava progresso, speranza, curiosità, futuro.

Per la banda, amministratori e cittadini di Mistretta hanno pagato le tasse e rivisto le loro priorità. Come quando, nel 1902, durante un aspro dibattito per approvare il bilancio comunale, la coperta sembrava troppo stretta, e i fondi per i musicisti dovevano concorrere con quelli per il dormitorio, per la raccolta della spazzatura, la rete idrica e per i primi interventi di illuminazione pubblica, il segno tangibile che i tempi si facevano modernissimi.

“La banda è la nostra ambasciatrice fuori dai confini di Mistretta – dice il sindaco Porracciolo – . Per l’ultimo Festino di Santa Rosalia siamo stati ospiti del Comune di Palermo, e con i nostri musicisti abbiamo accompagnato i Giganti amastresi in processione. Abbiamo anche partecipato all’Expo di Milano, dove la banda ha sfilato lungo il Decumano”.

In repertorio, oltre a marce militari e sinfoniche, ci sono trascrizioni di brani di musica classica e leggera, colonne sonore, pezzi originali per banda. Tra gli autori eseguiti, Beethoven, Strauss, Tschaikowsky, Mozart, Prokofieff, Albinoni, Santana, Baglioni, Piazzolla, Cartney, Sinatra, Morricone, Piovani, Hautvast, Baedijn e lo stesso direttore Di Maria.

Vanto locale è anche la Scuola di musica, che organizza rassegne e cicli di concerti-lezioni, dove musicisti professionisti incontrano gli studenti. Ospiti, tra gli altri, anche i componenti del Conservatorio e del Teatro Massimo di Palermo e del “Bellini” di Catania.

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