“Spazi di luce”, dialogo tra arte e patrimonio

In mostra, nella chiesa di Santa Maria della Pietà alla Kalsa, un allestimento multimediale di progetti realizzati dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo e l’anteprima dell’opera di videomapping del monumento

di Marco Russo

Un intreccio tra cultura “alta” e popolare, storia dell’arte e pratiche tradizionali, all’interno di uno dei “templi” del barocco palermitano. È la mostra “Spazi di luce. Laboratorio del patrimonio”, frutto di un progetto di docenti e allievi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, che si inaugura venerdì 30 novembre alle 16.30 nella chiesa di Santa Maria della Pietà alla Kalsa

L’esposizione, aperta tutti i giorni sino al 6 dicembre, rappresenta il secondo momento del progetto ideato e diretto da Maria Antonietta Malleo, docente di Storia dell’arte contemporanea del dipartimento di Progettazione e arti applicate dell’Accademia. Saranno esposti progetti di studio e valorizzazione delle opere d’arte della chiesa, realizzati dagli allievi dell’Accademia, con un allestimento multimediale che tende ad evidenziare gli intrecci tra patrimonio materiale e immateriale.

Prima tappa del progetto, il 21 novembre scorso, è stata la narrazione visiva degli interni della chiesa, a cura del lighting designer Massimo Tomasino. Un esperimento di integrazione sinestetica di luci, immagini e suoni grazie alla partecipazione dell’Ensemble oboe clarinetti del liceo musicale “Regina Margherita” di Palermo e dei canti del Teatro Ditirammu. All’interno della mostra sarà presente anche la documentazione video dell’evento di lighting design e l’anteprima del progetto di videomapping della chiesa, che sarà realizzato nel 2019 da Luca Pulvirenti e il collettivo MammasONica.

Edificata nel suo attuale aspetto tra il 1689 e il 1723, la chiesa è tra i massimi esempi del barocco palermitano e il risultato dell’attività progettuale degli artisti Giacomo Amato e Giacomo Serpotta. “Lo studio e la promozione del patrimonio della chiesa è un progetto avviato nel 2015 – afferma la professoressa Malleo – nell’ambito dei corsi accademici di Storia e metodologia della critica d’arte e di Museologia e gestione dei sistemi espositivi, con modalità partecipative e di coinvolgimento sociale con le realtà della parrocchia di Santa Maria della Pietà e del quartiere della Kalsa, in una sinergia tra lavoro dell’arte e promozione sociale. Il progetto vuole anche richiamare l’attenzione sulla necessità di una campagna di restauri dei beni materiali della chiesa”.

La mostra si potrà visitare tutti giorni dalle 9 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. L’ingresso è gratuito.

In mostra, nella chiesa di Santa Maria della Pietà alla Kalsa, un allestimento multimediale di progetti realizzati dagli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo e l’anteprima dell’opera di videomapping del monumento

di Marco Russo

Un intreccio tra cultura “alta” e popolare, storia dell’arte e pratiche tradizionali, all’interno di uno dei “templi” del barocco palermitano. È la mostra “Spazi di luce. Laboratorio del patrimonio”, frutto di un progetto di docenti e allievi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, che si inaugura venerdì 30 novembre alle 16.30 nella chiesa di Santa Maria della Pietà alla Kalsa

L’esposizione, aperta tutti i giorni sino al 6 dicembre, rappresenta il secondo momento del progetto ideato e diretto da Maria Antonietta Malleo, docente di Storia dell’arte contemporanea del dipartimento di Progettazione e arti applicate dell’Accademia. Saranno esposti progetti di studio e valorizzazione delle opere d’arte della chiesa, realizzati dagli allievi dell’Accademia, con un allestimento multimediale che tende ad evidenziare gli intrecci tra patrimonio materiale e immateriale.

Prima tappa del progetto, il 21 novembre scorso, è stata la narrazione visiva degli interni della chiesa, a cura del lighting designer Massimo Tomasino. Un esperimento di integrazione sinestetica di luci, immagini e suoni grazie alla partecipazione dell’Ensemble oboe clarinetti del liceo musicale “Regina Margherita” di Palermo e dei canti del Teatro Ditirammu. All’interno della mostra sarà presente anche la documentazione video dell’evento di lighting design e l’anteprima del progetto di videomapping della chiesa, che sarà realizzato nel 2019 da Luca Pulvirenti e il collettivo MammasONica.

Edificata nel suo attuale aspetto tra il 1689 e il 1723, la chiesa è tra i massimi esempi del barocco palermitano e il risultato dell’attività progettuale degli artisti Giacomo Amato e Giacomo Serpotta. “Lo studio e la promozione del patrimonio della chiesa è un progetto avviato nel 2015 – afferma la professoressa Malleo – nell’ambito dei corsi accademici di Storia e metodologia della critica d’arte e di Museologia e gestione dei sistemi espositivi, con modalità partecipative e di coinvolgimento sociale con le realtà della parrocchia di Santa Maria della Pietà e del quartiere della Kalsa, in una sinergia tra lavoro dell’arte e promozione sociale. Il progetto vuole anche richiamare l’attenzione sulla necessità di una campagna di restauri dei beni materiali della chiesa”.

La mostra si potrà visitare tutti giorni dalle 9 alle 12.30 e dalle 16 alle 19. L’ingresso è gratuito.

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