Si vede la fine dei cantieri dell’anello ferroviario

Sono a un cambio di passo i lavori per la realizzazione dell’opera. Le strade di Palermo saranno liberate dal prossimo 30 novembre

di Marco Russo

Sei lunghi anni di cantieri, traffico rivoluzionato e strade “sequestrate”. Era il luglio del 2014 quando a Palermo iniziarono i lavori per la chiusura dell’anello ferroviario. La consegna dell’opera era stata annunciata per il 2017, ma a causa del fallimento della Tecnis, l’impresa esecutrice dell’appalto gestito dalla Rete ferroviaria italiana, si sono accumulati anni di ritardo. Adesso i lavori, che interessano cantieri in diverse zone della città, sono a un cambio di passo.

Il viceministro Cancelleri durante il sopralluogo

C’è una data, infatti, per la fine dei cantieri esterni e l’ha annunciata il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Giancarlo Cancelleri, durante un sopralluogo in città nei giorni scorsi: “Il prossimo 30 novembre restituiamo Palermo ai palermitani – dichiara il vice ministro Cancelleri – perché togliamo i cantieri di superficie che riguardano l’anello ferroviario e continueremo a lavorare esclusivamente sottoterra, così, intanto, la città potrà ricominciare a respirare e a riprendersi la sua bellezza. I lavori sottoterra invece continueranno per un altro anno e mezzo – continua il rappresentante di governo – e ci toccherà galoppare per completare prima possibile la prima fase dell’anello ferroviario, che da sola vale 150 milioni di euro”.

Planimetria dell’anello ferroviario

L’anello ferroviario di Palermo prevede la realizzazione della linea a singolo binario finalizzata all’estensione dell’attuale servizio metropolitano tra la stazione di Palermo Notarbartolo e la fermata Giachery. In sede di attuazione l’intervento è stato suddiviso in due fasi: la prima fase “Tratta Giachery – Politeama”, ha una lunghezza di circa 1,6 chilometri e include tre nuove fermate: Libertà, Porto e Politeama. La seconda fase “Tratta Politeama – Notarbartolo” ha una lunghezza di circa 1 chilometro, di cui circa 800 metri in galleria naturale (galleria Malaspina) e include la realizzazione della nuova fermata Turrisi Colonna.

Leoluca Orlando e Giancarlo Cancelleri

“Un’altra importante novità che ho il piacere di condividere con i palermitani – prosegue Cancelleri – è che, grazie a Italfer, abbiamo concluso con Rfi la progettazione definitiva del secondo stralcio che chiude l’anello ferroviario, e a settembre lo presenteremo alla città. Vi anticipo solo che, oltre a realizzare l’anello ferroviario di Palermo, riqualifichiamo anche la città. Ci saranno spazi destinati al verde, strutture sportive e quindi modernità e bellezza in quartieri che in questo momento magari soffrono la presenza di ruderi e degrado. Una riqualificazione urbana senza precedenti che, con una battuta – continua il vice ministro – possiamo sintetizzare dicendo che in questo caso Rfi si sta occupando anche di strutture ferroviarie. Se a tutto questo aggiungiamo la definizione del passante ferroviario – conclude Cancelleri – un’infrastruttura del valore di oltre 1 miliardo e 150 milioni di euro, possiamo dire che stiamo avviando Palermo a diventare una delle città siciliane con standard europei in termini di servizi ferroviari e mobilità integrata”.

Il tram di Palermo

L’anello ferroviario e il passante, che prevede la realizzazione del doppio binario sulla linea Palermo – Punta Raisi, nel tratto fino a Carini, sono solo due dei tasselli del sistema integrato del trasporto pubblico di massa di Palermo. A completarlo ci sarà la metropolitana leggera automatica, che attraverserà la città per oltre 17 chilometri, dallo svincolo di via Oreto a Tommaso Natale – Partanna Mondello, e il sistema tramviario, già in uso, di cui è in corso la progettazione per l’ampliamento con tre nuove linee.

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