Si prepara a rinascere l’itinerario di Santa Rosalia

Il percorso di oltre 185 chilometri che attraversa la Sicilia, sarà valorizzato grazie a una convenzione tra Regione e istituzioni religiose

di Ruggero Altavilla

Inizia tra le vette dei Sicani e si conclude su Monte Pellegrino, o viceversa. È l’itinerario che ripercorre idealmente il cammino di Santa Rosalia, una strada che si snoda per oltre 185 chilometri passando da varie località nel cuore della Sicilia, fino ad arrivare a Palermo. Inaugurato nel 2015, alla presenza dell’arcivescovo della Diocesi di Agrigento, Francesco Montenegro, adesso l’Itinerarium Rosaliae fa un passo avanti verso la valorizzazione grazie alla convenzione che sarà sottoscritta tra la Regione Siciliana e le diocesi del territorio.

Eremo di Santo Stefano Quisquina

L’obiettivo è quello di rilanciare l’itinerario grazie a una convenzione che coinvolge quattro assessorati regionali – Beni culturali, Agricoltura, Territorio e Ambiente e Turismo – e altrettante istituzioni religiose, ovvero le diocesi di Palermo, Agrigento e Monreale e l’Eparchia di Piana degli Albanesi. Il patto consentirà di migliorare la fruizione del lungo percorso naturalistico, arricchendo la rete del turismo religioso in Sicilia e valorizzando i luoghi attraversati dal percorso.

Grotta nel santuario di Monte Pellegrino

L’itinerario si snoda su un sistema di sentieri, regie trazzere, mulattiere e strade ferrate dismesse, tra le province di Palermo e Agrigento, attraverso il Parco dei Monti Sicani e le riserve naturali di Monte Cammarata, Monte Carcaci, Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, Monte Genoardo e Santa Maria del Bosco, Bosco della Ficuzza, Rocca Busambra, Bosco del Cappelliere, Gorgo del Drago, Serra della Pizzuta e Monte Pellegrino. Sebbene non ripercorra fedelmente la strada fatta dalla Santuzza, ne propone un’alternativa camminabile e attrattiva per i centri attraversati e per le ricchezze naturalistiche percorse.

Grotta nell’eremo di Santo Stefano Quisquina

Le due tappe estreme sono rappresentate da un lato dall’eremo di Santa Rosalia a Santo Stefano Quisquina, nell’Agrigentino, dove si trova la grotta in cui si rifugiò Rosalia, e dall’altro il Santuario su Monte Pellegrino, che custodisce la grotta dove furono trovate le ossa della Santa. Due luoghi dall’alto valore religioso, uniti da un percorso che si prepara a essere rilanciato. “Il segmento religioso – ha affermato il governatore Nello Musumeci – è significativo della domanda turistica: la Sicilia ha grandi chance da giocare. L’Itinerarium Rosaliae ha una capacità d’attrazione come poche altre nel Paese. Siamo legati alla Chiesa siciliana dal comune obiettivo, che è pastorale e laico allo stesso tempo, di elaborare una comune azione di valorizzazione e fruizione dell’itinerario. Sono certo che a così elevate finalità corrisponderà una cooperazione efficace che perfezioneremo con accordi esecutivi”.

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