Sfuma il sogno di Borgo dei Borghi, ma Geraci guarda al futuro

Il piccolo centro delle Madonie arriva terzo alla gara nazionale, ma è già pronto a rilanciarsi con tanti progetti in cantiere, tra natura, cultura, cibo e tradizioni

di Giulio Giallombardo

Il gradino più basso del podio diventa trampolino di lancio da cui ripartire. Se da un lato il terzo posto al concorso Borgo dei Borghi 2020 sta un po’ stretto a Geraci Siculo, dall’altro il piccolo centro delle Madonie guarda già oltre. Archiviata la gara nazionale della trasmissione “Alle falde del Kilimangiaro”, che ha decretato vincitrice Tropea, in Calabria, e al secondo posto Baunei, in Sardegna, il borgo madonita, unico a rappresentare la Sicilia, è pronto a rilanciarsi.

Il campanile della Chiesa Madre

A mettere in cassaforte il terzo posto tra i venti borghi in gara è stato il voto dei telespettatori che ha determinato per il 50 per cento la classifica finale. Il restante 50 per cento è stato suddiviso tra i tre esperti della giuria: la chef stellata Rosanna Marziale; il docente e critico d’arte Jacopo Veneziani; e il geologo Mario Tozzi. Se solo uno dei tre avesse votato per Geraci, la classifica sarebbe stata molto diversa e la Sicilia avrebbe trionfato per la quinta volta dopo i successi di Gangi, Montalbano Elicona, Sambuca e Petralia Soprana.

Uno scorcio di Geraci

“È stata una bellissima esperienza che ha coinvolto tutta la Sicilia, – dice il sindaco di Geraci, Luigi Iuppa a Le Vie dei Tesori News – abbiamo avuto il sostegno di tanti borghi di altre province, ma anche dei vertici delle istituzioni regionali. Questo ci gratifica al di là del risultato che è comunque ottimo. Poteva andare meglio, ma ce l’abbiamo messa tutta”. La massiccia campagna promozionale avviata dall’amministrazione comunale ha dato i suoi frutti, anche se il voto della giuria ha ribaltato quello del popolo del web.

L’affaccio urbano “Salto dei Ventimiglia”

Ma in tempi di turismo lento e di prossimità, salire anche un solo gradino del podio può essere già una bella vetrina. Così, il borgo delle Madonie guarda avanti e vuole farsi trovare pronto giocando tutte le sue carte: natura, cultura, buon cibo e tradizioni antiche. A partire dall’accordo firmato dal Comune con la società londinese Its for Sicily (ve ne abbiamo parlato qui), che prevede la vendita a prezzi stracciati di case da ristrutturare per attrarre investimenti e turisti stranieri. C’è anche la rete dei Borghi dei Tesori, di cui Geraci fa parte insieme a una sessantina di altri piccoli centri siciliani; un network nato sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori, per portare avanti politiche di rigenerazione, valorizzazione e lotta allo spopolamento (ve ne abbiamo parlato qui).

Il Collegio di Maria

“Abbiamo tanti progetti in cantiere – prosegue il sindaco – che puntano a rivitalizzare il nostro centro storico, ma anche i tesori naturalistici che ci circondano. Con il Parco delle Madonie stiamo lavorando al progetto ‘La via dei marcati’, per valorizzare questi antichi siti pastorali. Vogliamo mettere in collegamento le piccole e grandi aziende zootecniche del territorio e rilanciare la nostra sughereta. Insomma, non avremo i flussi turistici di Cefalù o Taormina, ma puntiamo su un turismo esperienziale, diverso, più di nicchia, facendo rete anche con gli altri borghi madoniti”.

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1 Comment

  1. Purtroppo anche la mancanza di una zona mare vicina ha penalizzato Geraci. Ma sono sicuro che i geragesi sapranno sfruttare questa occasione. Come hanno sempre fatto lavoreranno e raccoglieranno i frutti. Auguri.

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