Sequestrate due preziose teste di terracotta d’età greca nascoste in un’auto

Le sculture erano conservate in sacchetti di plastica all’interno di un bagagliaio di una vettura in un’area di servizio di Belpasso. Secondo gli esperti si tratta di pezzi unici, risalenti al Quinto secolo avanti Cristo

di Marco Russo

Le teste d'età Severa sequestrate dai finanzieri

Erano nascoste nel bagagliaio di un’auto in un sacchetto di plastica, avvolte da carte e vecchi indumenti. Due preziose teste in terracotta di origine ellenica, risalenti al Quinto secolo avanti Cristo e probabilmente frutto di scavi clandestini, sono state sequestrate dai militari della Guardia di finanza di Catania, durante un controllo nel territorio di Belpasso, in un’area di servizio lungo la Statale 121.

I “baschi verdi” della Compagna Pronto impiego di Catania – fanno sapere dalla Guardia di finanza – hanno fermato due siracusani a bordo di un’auto, ispezionando il bagagliaio e scoprendo le due sculture raffiguranti il volto di un uomo e una donna. Si tratta di opere – secondo gli esperti della Soprintendenza e dell’Università di Catania – appartenenti al periodo Severo dell’arte greca, ritenute pezzi unici nel panorama della storia antica, con un’altissima qualità estetica ed esecutiva.

Le due persone fermate, poi denunciate dalle Fiamme gialle per possesso illecito di beni di valore storico-archeologico e per ricettazione, si sarebbero giustificate – spiegano i finanzieri – affermando che le due teste erano in realtà “prodotti artigianali da loro realizzati, salvo poi non essere in grado di fornire dettagli in merito ai materiali e alle procedure utilizzate per la realizzazione dei manufatti”.

I finanzieri con le due teste

In particolare, gli archeologi della Soprintendenza hanno evidenziato che le due teste potrebbero essere parti superstiti di due tegole a sezione triangolare chiuse da maschere antropomorfe, di dimensioni naturali, raffiguranti i giovani volti di un uomo e di una donna. Le sculture, perfettamente conservate e restaurate con perizia, – ricostruiscono i finanzieri – costituivano la decorazione delle falde di copertura di un piccolo tempio o un edificio funerario, stilisticamente confrontabili con le sculture frontonali del Tempio di Zeus a Olimpia, massima espressione dello stile Severo dell’arte greca.

L’autenticità dei due reperti è stata inoltre confermata dalla metodologia messa a punto nei laboratori Ph3dra dell’Università degli Studi di Catania da docenti e ricercatori del Dipartimento di Fisica e Astronomia “Ettore Majorana”, specialisti nel campo dei test di autenticità tramite termoluminescenza, e del Dipartimento di Ingegneria elettrica elettronica e informatica, per le competenze specifiche nell’ambito delle misure elettriche ed elettroniche. Grazie alla collaborazione tra i due dipartimenti – sottolineano le Fiamme gialle – è stato possibile mettere a punto una metodologia innovativa che, grazie a metodi non invasivi, consente di valutare non solo l’autenticità ma anche la compatibilità con l’età presunta di reperti ceramici.

L’operazione – concludono dalla Guardia di finanza – “ha avuto il grande pregio di restituire alla cittadinanza un patrimonio storico-culturale di rara bellezza, evitando che, per finalità illecite, rimanesse a beneficio di pochi”.

Ha commentato l’operazione anche il neo assessore regionale ai Beni culturali, Elvira Amata: “L’operazione della Guardia di finanza restituisce alla collettività due reperti di grande valore – ha dichiarato – e testimonia l’importanza della collaborazione tra istituzioni nel nome dell’interesse pubblico. Mi spenderò affinché i nostri giovani vengano educati al rispetto per il patrimonio, che è parte tangibile della nostra storia. È per questo che, tra le iniziative che intendo portare avanti, vi è una maggiore collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale e l’assessorato all’Istruzione e formazione per attivare ogni possibile strumento di sensibilizzazione”.

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