Se un festival nato dal basso fa scuola

Una manifestazione che unisce pubblico e privato e che è diventata una buona pratica da esportare anche al Nord: oggi a Palazzo Asmundo la presentazione alla stampa

di Marco Russo

Un’intera regione in mostra con 300 luoghi aperti al pubblico, 130 nella sola Palermo, più un debutto al Nord Italia con città come Milano, Mantova, Chioggia e la Valtellina. Studenti, volontari, associazioni e amministrazioni insieme per promuovere il territorio con il Festival Le vie dei Tesori, presentato oggi alla stampa a Palazzo Asmundo, a Palermo. Un’occasione per fare il punto su una manifestazione che, raccontando la bellezza segreta dell’Isola, ha tagliato il traguardo delle 12 edizioni.

“Le città hanno bisogno di amore e bellezza – dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando – E questa, che ha conosciuto nefandezze, ora è Capitale Italia della cultura”.

“La Sicilia è tra le prime 5 mete in Europa come indice di desiderabilità turistica – ha detto l’assessore regionale al Turismo Sandro Pappalardo – ma occorre un’inversione di rotta: il 10 ottobre a Palermo giungeranno i miglior tour operator cinesi che porteranno le nostre bellezze in giro per il mondo. Abbiamo tagliato centinaia di manifestazioni finora sovvenzionate dalla Regione, salvandone solo alcune che per noi hanno portato a risultati. Come Le Vie dei Tesori al quale quest’anno andranno dal governo regionale quasi 200 mila euro e in cui crediamo molto”.

Una boccata d’ossigeno per una manifestazione nata dal basso e autofinanziata, che a ogni edizione deve rimboccarsi le maniche per trovare le risorse, partendo da budget 0. Dei 200 mila, 140 mila arrivano dal bando pubblico per le manifestazioni a massimo richiamo turistico dell’assessorato guidato da Pappalardo, altri 60 mila dall’assessorato ai Beni culturali al cui vertice c’è Sebastiano Tusa.

E, a rappresentare Tusa c’era stamattina Caterina Greco, direttore del Centro regionale del Catalogo, che è Rup (responsabile unico del procedimento) di Vie dei Tesori. “Una goccia nel mare dei costi della manifestazione, in termini finanziari e di risorse umane e professionali – ha detto – quello che auspico è il consolidamento di un rapporto pubblico-privato che dia certezze e stabilità a una manifestazione che appartiene a tutti e che – al di là degli importanti risultati sul turismo – consolida profondamente il rapporto tra i cittadini e i propri luoghi, le proprie radici, la propria storia.


Tra le novità annunciate oggi “l’ampliamento del percorso arabo normanno – ha dichiarato il direttore della Fondazione Unesco Sicilia, Aurelio Angelini – per questo stiamo valutando altri siti. Un unico lavoro che permetterà un ulteriore rilancio della città”. Sulla stessa linea anche il responsabile dei Beni ecclesiastici della diocesi di Palermo, padre Giuseppe Bucaro che ha annunciato la presenza a Palermo di monsignor Ravasi il 29 settembre all’inaugurazione di una mostra di ori, argenti, pezzi inediti “di cui ignoravamo l’esistenza” nel chiostro di santa Caterina.

Una buona pratica di promozione del territorio al Sud che ha fatto scuola e che quest’anno farà il suo debutto anche al settentrione. Non a caso, il Festival è studiato da diversi economisti. Secondo l’osservatorio Otie, l’anno scorso nella sola Palermo la manifestazione ha prodotto una ricaduta in termini di spesa turistica di circa tre milioni di euro (alberghi, trasporti, shopping), per un totale di oltre 320 mila visite in 5 weekend.

“Si è realizzata una rete enorme che ha unito pubblico e privato, creando una vera industria culturale – ha spiegato Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – che si appoggia su quel patrimonio umano che sono i 600 volontari senior, per lo più universitari ma anche dottorandi ed esperti, e i 900 studenti che partecipano all’Alternanza scuola-lavoro grazie alla collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, ragazzi che seguono un periodo di formazione e poi scendono in campo, dimostrando un amore sconfinato per la città”.

On line sul sito del Festival si acquistano i coupon per le visite: un coupon da 10 euro consente 10 visite guidate (da 1 euro ciascuna); un coupon da 5 euro consente 4 visite guidate, mentre il coupon singolo vale 2 euro. Accanto alle visite nei luoghi (una quindicina dei quali su prenotazione), oltre 100 tour guidati in città, un Festival kids tutto dedicato ai bambini con quattro gazebo nelle piazze principali di Palermo e la novità di una Family Card, un percorso attraverso gallerie d’arte, le visite su degustazione in collaborazione con Planeta.

Una manifestazione che unisce pubblico e privato e che è diventata una buona pratica da esportare anche al Nord: oggi a Palazzo Asmundo la presentazione alla stampa

di Marco Russo

Un’intera regione in mostra con 300 luoghi aperti al pubblico, 130 nella sola Palermo, più un debutto al Nord Italia con città come Milano, Mantova, Chioggia e la Valtellina. Studenti, volontari, associazioni e amministrazioni insieme per promuovere il territorio con il Festival Le vie dei Tesori, presentato oggi alla stampa a Palazzo Asmundo, a Palermo. Un’occasione per fare il punto su una manifestazione che, raccontando la bellezza segreta dell’Isola, ha tagliato il traguardo delle 12 edizioni.

“Le città hanno bisogno di amore e bellezza – dice il sindaco di Palermo Leoluca Orlando – E questa, che ha conosciuto nefandezze, ora è Capitale Italia della cultura”.

“La Sicilia è tra le prime 5 mete in Europa come indice di desiderabilità turistica – ha detto l’assessore regionale al Turismo Sandro Pappalardo – ma occorre un’inversione di rotta: il 10 ottobre a Palermo giungeranno i miglior tour operator cinesi che porteranno le nostre bellezze in giro per il mondo. Abbiamo tagliato centinaia di manifestazioni finora sovvenzionate dalla Regione, salvandone solo alcune che per noi hanno portato a risultati. Come Le Vie dei Tesori al quale quest’anno andranno dal governo regionale quasi 200 mila euro e in cui crediamo molto”.

Una boccata d’ossigeno per una manifestazione nata dal basso e autofinanziata, che a ogni edizione deve rimboccarsi le maniche per trovare le risorse, partendo da budget 0. Dei 200 mila, 140 mila arrivano dal bando pubblico per le manifestazioni a massimo richiamo turistico dell’assessorato guidato da Pappalardo, altri 60 mila dall’assessorato ai Beni culturali al cui vertice c’è Sebastiano Tusa.

E, a rappresentare Tusa c’era stamattina Caterina Greco, direttore del Centro regionale del Catalogo, che è Rup (responsabile unico del procedimento) di Vie dei Tesori. “Una goccia nel mare dei costi della manifestazione, in termini finanziari e di risorse umane e professionali – ha detto – quello che auspico è il consolidamento di un rapporto pubblico-privato che dia certezze e stabilità a una manifestazione che appartiene a tutti e che – al di là degli importanti risultati sul turismo – consolida profondamente il rapporto tra i cittadini e i propri luoghi, le proprie radici, la propria storia.


Tra le novità annunciate oggi “l’ampliamento del percorso arabo normanno – ha dichiarato il direttore della Fondazione Unesco Sicilia, Aurelio Angelini – per questo stiamo valutando altri siti. Un unico lavoro che permetterà un ulteriore rilancio della città”. Sulla stessa linea anche il responsabile dei Beni ecclesiastici della diocesi di Palermo, padre Giuseppe Bucaro che ha annunciato la presenza a Palermo di monsignor Ravasi il 29 settembre all’inaugurazione di una mostra di ori, argenti, pezzi inediti “di cui ignoravamo l’esistenza” nel chiostro di santa Caterina.

Una buona pratica di promozione del territorio al Sud che ha fatto scuola e che quest’anno farà il suo debutto anche al settentrione. Non a caso, il Festival è studiato da diversi economisti. Secondo l’osservatorio Otie, l’anno scorso nella sola Palermo la manifestazione ha prodotto una ricaduta in termini di spesa turistica di circa tre milioni di euro (alberghi, trasporti, shopping), per un totale di oltre 320 mila visite in 5 weekend.

“Si è realizzata una rete enorme che ha unito pubblico e privato, creando una vera industria culturale – ha spiegato Laura Anello, presidente dell’associazione Le Vie dei Tesori – che si appoggia su quel patrimonio umano che sono i 600 volontari senior, per lo più universitari ma anche dottorandi ed esperti, e i 900 studenti che partecipano all’Alternanza scuola-lavoro grazie alla collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, ragazzi che seguono un periodo di formazione e poi scendono in campo, dimostrando un amore sconfinato per la città”.

On line sul sito del Festival si acquistano i coupon per le visite: un coupon da 10 euro consente 10 visite guidate (da 1 euro ciascuna); un coupon da 5 euro consente 4 visite guidate, mentre il coupon singolo vale 2 euro. Accanto alle visite nei luoghi (una quindicina dei quali su prenotazione), oltre 100 tour guidati in città, un Festival kids tutto dedicato ai bambini con quattro gazebo nelle piazze principali di Palermo e la novità di una Family Card, un percorso attraverso gallerie d’arte, le visite su degustazione in collaborazione con Planeta.

Hai letto questi articoli?
Articolo PrecedenteProssimo Articolo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Le vie dei Tesori News

Send this to a friend