Scorbuto, limoni e mafia

Le origini di Cosa Nostra? Secondo un gruppo di studiosi di Belfast si rintracciano nella scoperta dell’utilità dei limoni nel guarire lo scorbuto, avvenuta per la prima volta nell’Ottocento su una nave della Royal Navy. E nella necessità di assoldare “guardie private” per difendere i campi diventati preziosi

di Claudia Cecilia Pessina

Lavorando su una tesi non completamente nuova, tre ricercatori dell’Università di Belfast hanno dimostrato, in uno studio pubblicato sul Journal of Economic History, quanto la storia della mafia siciliana si intrecci strettamente con la coltivazione degli agrumi e abbia beneficiato di uno dei primi esperimenti clinici nella storia della medicina, eseguito dal chirurgo scozzese James Lind su una nave della Royal Navy. Fino al XVIII secolo lo scorbuto decimava interi equipaggi e i medici non conoscevano rimedio contro la misteriosa malattia. Di solito compariva dopo circa tre mesi in mare: gli uomini erano stanchi, soffrivano di carie, macchie scure e ferite purulente su tutto il corpo. Col succo di limone, dopo pochi giorni di terapia, i sintomi arretravano. E i casi diminuirono fino a scomparire del tutto. Da quel momento fu somministrato ogni giorno a tutti i marinai. La Sicilia era uno dei pochi posti in Europa dove crescevano i limoni, ma poiché erano principalmente utilizzati per scopi decorativi o per profumi, fino a quel momento non avevano svolto un ruolo economico importante. Con la scoperta di Lind la domanda esplose e l’esportazione subì un’impennata. Ma poiché gli alberi di limoni crescono lentamente, l’offerta era molto inferiore alla domanda e quindi i prezzi salirono alle stelle. Con una piantagione di limoni, un proprietario terriero alla fine del XIX secolo poteva guadagnare sessanta volte quanto con una piantagione di uva, grano o olive. I limoni però avevano un grosso svantaggio: erano molto più facili da rubare. Non potendo contare sul potere statale i proprietari terrieri dovettero ingaggiare guardie private, i campieri. Non di rado semplicemente reclutandoli tra i banditi, che diedero vita a sinistre alleanze, e i proprietari terrieri che non potevano o volevano ricorrervi, divenivano presto vittime di una rapina, un incendio o un’estorsione. Ben presto i gruppi affiliati iniziarono anche a infiltrarsi nel fiorente commercio degli agrumi, come intermediari tra produttori ed esportatori oppure rovinando i proprietari delle piantagioni e prendendo in mano il business. Così nacque il modello.

Dal FRANKFURTER ALLGEMEINE

© Copyright Gattopardo- Riproduzione riservata

Le origini di Cosa Nostra? Secondo un gruppo di studiosi di Belfast si rintracciano nella scoperta dell’utilità dei limoni nel guarire lo scorbuto, avvenuta per la prima volta nell’Ottocento su una nave della Royal Navy. E nella necessità di assoldare “guardie private” per difendere i campi diventati preziosi

di Claudia Cecilia Pessina

Lavorando su una tesi non completamente nuova, tre ricercatori dell’Università di Belfast hanno dimostrato, in uno studio pubblicato sul Journal of Economic History, quanto la storia della mafia siciliana si intrecci strettamente con la coltivazione degli agrumi e abbia beneficiato di uno dei primi esperimenti clinici nella storia della medicina, eseguito dal chirurgo scozzese James Lind su una nave della Royal Navy. Fino al XVIII secolo lo scorbuto decimava interi equipaggi e i medici non conoscevano rimedio contro la misteriosa malattia. Di solito compariva dopo circa tre mesi in mare: gli uomini erano stanchi, soffrivano di carie, macchie scure e ferite purulente su tutto il corpo. Col succo di limone, dopo pochi giorni di terapia, i sintomi arretravano. E i casi diminuirono fino a scomparire del tutto. Da quel momento fu somministrato ogni giorno a tutti i marinai. La Sicilia era uno dei pochi posti in Europa dove crescevano i limoni, ma poiché erano principalmente utilizzati per scopi decorativi o per profumi, fino a quel momento non avevano svolto un ruolo economico importante. Con la scoperta di Lind la domanda esplose e l’esportazione subì un’impennata. Ma poiché gli alberi di limoni crescono lentamente, l’offerta era molto inferiore alla domanda e quindi i prezzi salirono alle stelle. Con una piantagione di limoni, un proprietario terriero alla fine del XIX secolo poteva guadagnare sessanta volte quanto con una piantagione di uva, grano o olive. I limoni però avevano un grosso svantaggio: erano molto più facili da rubare. Non potendo contare sul potere statale i proprietari terrieri dovettero ingaggiare guardie private, i campieri. Non di rado semplicemente reclutandoli tra i banditi, che diedero vita a sinistre alleanze, e i proprietari terrieri che non potevano o volevano ricorrervi, divenivano presto vittime di una rapina, un incendio o un’estorsione. Ben presto i gruppi affiliati iniziarono anche a infiltrarsi nel fiorente commercio degli agrumi, come intermediari tra produttori ed esportatori oppure rovinando i proprietari delle piantagioni e prendendo in mano il business. Così nacque il modello.

Dal FRANKFURTER ALLGEMEINE

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