Scavi a Solunto, archeologi alla scoperta dell’antica città

Trovati gradini di templi, lembi di lastricato e basi quadrate per altari, oltre a probabili tracce dell’insediamento originario

di Redazione

Sono andati avanti, nonostante il caldo di questi giorni, gli scavi nell’area archeologica di Solunto. Si sta concludendo la prima parte delle attività svolte dal Parco archeologico di Imera, Solunto e Monte Iato, in collaborazione con il Dipartimento Culture e Società dell’Università di Palermo, con il quale è stato di recente sottoscritto un protocollo di intesa.

Archeologi al lavoro

In campo – fanno sapere dalla Regione – ci sono giovani tesisti, ricercatori e esperti che stanno indagando diversi luoghi e temi; oggetto di approfondimento l’edilizia domestica ellenistico-romana della Sicilia, con un focus sulla “Domus delle Maschere” (isolato 11) in raccordo con le porzioni a valle e Nord (rispettivamente “laboratori artigiani” nell’isolato 11; “Edificio sacro a labirinto” e “Cisterna in muratura”) nonché lo studio dei reperti provenienti da questa abitazione.

Ritrovamenti durante la campagna di scavi

Altri due importanti interventi di scavo archeologico, coordinati dalla professoressa Elisa Chiara Portale e dai professori Gilberto Montali e Massimo Limoncelli, si stanno effettuando nell’area dei Bagni Nord e nell’area del Santuario. Gli interventi nell’area dei Bagni Nord, vicino all’Agorà, sono supervisionati da Giovanni Polizzi, incaricato dell’attività didattica laboratoriale che partecipa con i risultati della propria attività a completare il più ampio lavoro dedicato alle strutture idriche e igieniche del sito. Relativamente a questa attività sono state effettuate la pulizia archeologica, le verifiche stratigrafiche in alcuni punti nodali ai fini dell’interpretazione, la documentazione e la restituzione del complesso.

Una delle basi quadrate

Nell’area del Santuario, invece, dove ancora oggi lo stato di conoscenza è approssimativo, è stato necessario effettuare alcuni saggi di verifica finalizzati alla comprensione della sostanza architettonica ed alla verifica delle relazioni topografiche e stratigrafiche; attività tutte che confluiranno nel lavoro in corso di rilievo, documentazione ed elaborazione digitale per la ricostruzione virtuale, opera di Massimo Limoncelli.

Scavi a Solunto

Intanto, grazie al lavoro di studenti e ricercatori sono state riportate in luce alcune interessanti strutture relative sia al Tempio a cella unica che al Tempio con due sacelli, in asse con il Teatro. Davanti al tempio a cella unica sono stati resi visibili due conci del gradino inferiore della scalinata frontale, alcuni lembi del lastricato e due interessantissimi basi quadrate, di circa 88 centimetri per lato che si ipotizza possano essere state probabili basi per altari (o per betili-obelischi). Nell’area del Tempio a due sacelli, invece, è stato riportato in luce un concio che appartiene a una struttura precedente, forse una delle poche testimonianze dell’impianto originario della città. Questa prima tornata di scavi si concluderà venerdì 2 luglio e i risultati saranno resi visibili attraverso un QR-code che darà anche la possibilità di interagire con gli operatori direttamente sul campo. Un modo, questo, di rendere più attraente il Parco.

L’area archeologica di Solunto

In questo momento tutti i siti del Parco archeologico sono interessati da attività di studio e ricerca che vedono sul campo importanti Università italiane e straniere. “Durante gli scavi abbiamo ricevuto il professor Nunzio Allegro, che ha visitato l’area degli scavi, arricchendo l’esperienza delle sue preziose riflessioni. L’esperienza – evidenzia Stefano Zangara, direttore del Parco – è stata ricca di nuovi interessanti spunti, ma soprattutto ha dato ai giovani studiosi presenti, occasione di misurarsi con un appassionato cultore dell’archeologia con una grande esperienza maturata a livello internazionale”.

Panorama di Solunto

“Il rinascimento dell’archeologia siciliana, che abbiamo voluto definire come primavera dell’archeologia – evidenzia l’assessore ai Beni culturali, Alberto Samonà – ha rimesso in moto le attività di studio nei siti del Parco archeologico di Himera, da qualche tempo un po’ troppo impolverati. Si tratta della ripresa di un percorso di ricerca grazie al quale, sono certo, si riuscirà a riportare l’attenzione su tre preziosi ambiti territoriali della provincia di Palermo con un recupero in termini di visitatori e interesse”.

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