San Giovanni degli Eremiti, scavi in cerca della moschea

L’attività rientra tra le campagne di ricerca recentemente annunciate dalla Regione, che ha finanziato diversi cantieri in giro per la Sicilia

di Giulio Giallombardo

Con le sue cupole rosse sospese nel tempo, è uno dei luoghi simbolo di Palermo. Adesso, una campagna di scavi archeologici cercherà di fare nuova luce sulla storia di San Giovanni degli Eremiti. In realtà si tratta del primo vero e proprio scavo stratigrafico condotto con tecniche moderne all’interno del complesso monumentale, che dal 2015 è diventato uno dei patrimoni dell’umanità, sotto l’egida dell’Unesco.

San Giovanni degli Eremiti

Gli scavi – come riferiscono dalla Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo – partiranno a breve. I lavori saranno consegnati tra una decina di giorni per essere completati entro il prossimo Ferragosto. L’attività di ricerca rientra tra le campagne di scavi recentemente annunciate dalla Regione (ve ne abbiamo parlato qui), che ha finanziato diversi cantieri in giro per la Sicilia, su impulso dell’assessore Sebastiano Tusa, scomparso pochi mesi fa.

Interno della chiesa

A guidare i lavori sarà Stefano Vassallo, direttore della sezione archeologica della Soprintendenza, mentre il cantiere sarà curato dalla Eikon di Marsala, un’impresa specializzata in lavori di tipo archeologico. L’obiettivo è quello di indagare le diverse fasi costruttive, cercando di riprendere le fila della ricerca nell’area, dove nel VI secolo sorgeva un monastero benedettino, poi verosimilmente una moschea durante il dominio musulmano e, successivamente, la chiesa di epoca normanna fatta costruire da Ruggero II nel 1132. “Ci sono ancora tanti elementi da scoprire su questa chiesa – spiega a Le Vie dei Tesori News, Stefano Vassallo – . Cercheremo di capire se effettivamente, come sembra, sia esistita una fase islamica precedente a quella normanna, se c’era dunque una moschea e quando è stata costruita. Sono aspetti di cui si parla da tempo, ma solo scavando possiamo renderci conto della prima fase d’occupazione dell’area”.

Sarà, inoltre, un cantiere aperto, perché il monumento resterà fruibile ai turisti durante il periodo degli scavi. Nel corso dei lavori, poi, si provvederà anche alla sistemazione della passerella all’interno dell’edificio. “Finalmente torniamo dopo parecchi anni in un luogo importante, riprendendo un discorso lasciato in sospeso – conclude la soprintendente di Palermo, Lina Bellanca – cercheremo di capire qualcosa di più sulla storia del luogo, provvedendo anche alla pulizia e migliorando l’esperienza di visita”.

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