Scatti dai lager per le vittime della Shoah

All’Orto Botanico di Palermo si inaugura la mostra fotografica di Giuseppe Mazzola, che ha realizzato un reportage sui campi di concentramento

di Redazione

Passi pesanti dentro un passato troppo recente: gli scatti di Giuseppe Mazzola sui campi di concentramento sono un racconto che affonda nella memoria senza ancora di salvataggio. Saranno in mostra da sabato 26 gennaio, fino al 17 febbraio, all’Orto Botanico di Palermo.

L’1 novembre 2005 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha indicato nel 27 gennaio “Il Giorno della Memoria”. Da allora, istituzioni, scuole, università, associazioni private organizzano manifestazioni per commemorare le vittime della Shoah. Per il primo anno, anche l’Orto Botanico ospita un programma dedicato al Giorno della Memoria, pensato per bambini, studenti e adulti, costruito dal Simua – servizio museale di Ateneo – in collaborazione con CoopCulture, che da dicembre cura i servizi aggiuntivi del sito.

“Sono particolarmente orgoglioso di ospitare questa mostra fotografica all’Orto Botanico UniPa, uno dei luoghi della cultura più visitato della città, perché ritengo che la trasmissione del sapere critico, del ricordo e della cultura della memoria debba essere più ampia possibile – commenta il rettore Fabrizio Micari – . Le atrocità commesse a danno di un intero popolo, raffigurate nelle immagini dell’artista, rappresentano la testimonianza concreta della Shoah, affinché eventi così drammatici non si verifichino mai più in un futuro in cui è sempre più necessario combattere le false testimonianze e infondere il valore del rispetto e della conoscenza”.

“L’Orto Botanico, metafora fisica dell’accoglienza – dice Paolo Inglese, direttore del Simua – ospitando questa mostra sottolinea la sua vocazione naturale ad essere luogo dell’incontro culturale”.

Giuseppe Mazzola ha condotto un suo studio molto visuale sulle tracce della Shoah: non soltanto è entrato in diversi campi di concentramento – Auschwitz-Birkenau, Theresienstadt e Dachau – raccogliendone fotograficamente tracce e testimonianze, ma ha cercato anche altri punti di riferimento che potessero tenere viva la memoria come il Binario 21 della Stazione Centrale di Milano da cui, tra il 1943 e il 1945, partirono 23 treni diretti ad Auschwitz. Nei vagoni, originariamente destinati al trasporto postale, vennero stipate migliaia di persone perseguitate.

L’inaugurazione della mostra è prevista alle 12.

All’Orto Botanico di Palermo si inaugura la mostra fotografica di Giuseppe Mazzola, che ha realizzato un reportage sui campi di concentramento

di Redazione

Passi pesanti dentro un passato troppo recente: gli scatti di Giuseppe Mazzola sui campi di concentramento sono un racconto che affonda nella memoria senza ancora di salvataggio. Saranno in mostra da sabato 26 gennaio, fino al 17 febbraio, all’Orto Botanico di Palermo.

L’1 novembre 2005 l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha indicato nel 27 gennaio “Il Giorno della Memoria”. Da allora, istituzioni, scuole, università, associazioni private organizzano manifestazioni per commemorare le vittime della Shoah. Per il primo anno, anche l’Orto Botanico ospita un programma dedicato al Giorno della Memoria, pensato per bambini, studenti e adulti, costruito dal Simua – servizio museale di Ateneo – in collaborazione con CoopCulture, che da dicembre cura i servizi aggiuntivi del sito.

“Sono particolarmente orgoglioso di ospitare questa mostra fotografica all’Orto Botanico UniPa, uno dei luoghi della cultura più visitato della città, perché ritengo che la trasmissione del sapere critico, del ricordo e della cultura della memoria debba essere più ampia possibile – commenta il rettore Fabrizio Micari – . Le atrocità commesse a danno di un intero popolo, raffigurate nelle immagini dell’artista, rappresentano la testimonianza concreta della Shoah, affinché eventi così drammatici non si verifichino mai più in un futuro in cui è sempre più necessario combattere le false testimonianze e infondere il valore del rispetto e della conoscenza”.

“L’Orto Botanico, metafora fisica dell’accoglienza – dice Paolo Inglese, direttore del Simua – ospitando questa mostra sottolinea la sua vocazione naturale ad essere luogo dell’incontro culturale”.

Giuseppe Mazzola ha condotto un suo studio molto visuale sulle tracce della Shoah: non soltanto è entrato in diversi campi di concentramento – Auschwitz-Birkenau, Theresienstadt e Dachau – raccogliendone fotograficamente tracce e testimonianze, ma ha cercato anche altri punti di riferimento che potessero tenere viva la memoria come il Binario 21 della Stazione Centrale di Milano da cui, tra il 1943 e il 1945, partirono 23 treni diretti ad Auschwitz. Nei vagoni, originariamente destinati al trasporto postale, vennero stipate migliaia di persone perseguitate.

L’inaugurazione della mostra è prevista alle 12.

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