Salvato il ponte normanno che rischiava di crollare

Ricostruite le parti mancanti dell’antico monumento di Altavilla Milicia, messa in sicurezza la struttura e ripristinato il camminamento nella parte superiore

di Giulio Giallombardo

Quel poco rimasto in piedi era destinato a sparire del tutto. Adesso è stato completato il restauro e la messa in sicurezza del ponte normanno di Altavilla Milicia. L’antico passaggio usato dai monaci del vicino complesso di Santa Maria di Campogrosso per raggiungere Palermo, era ridotto ormai a un rudere, ma un intervento urgente della Soprintendenza dei Beni culturali di Palermo, ha scongiurato il peggio. I lavori, costati poco meno di 100mila euro, hanno permesso di ricostruire le parti crollate del ponte, mettere in sicurezza la struttura, e ripristinare la parte superiore, che era totalmente ricoperta di terra e erbacce (ve ne avevamo parlato qui).

Sopra il ponte restaurato, in basso prima del restauro

“La situazione era difficile – ha spiegato a Le Vie dei Tesori News, la soprintendente Lina Bellanca – una parte dell’arcata era già quasi crollata, dunque abbiamo tentato di recuperare il materiale venuto giù e messo in sicurezza la struttura muraria per evitare che potesse crollare del tutto. Il rivestimento era ormai perduto, soprattutto quello sul lato monte, ed era staccata anche una parte della muratura portante. Sinceramente, speravamo di trovare un po’ di materiale originale proveniente dal crollo, ma non c’era molto, dunque si sono integrate le parti mancanti con pietra nuova per ricostruire parte del paramento che era ormai tutto crollato”.

Lavori al ponte normanno

È stato reso agibile, inoltre, il camminamento con la costruzione di un muretto di parapetto per rendere più fruibile il percorso, che era diventato impraticabile per la presenza di sterpaglie e parti di muratura mancanti. “Se avessimo avuto un po’ più di fondi a disposizione, avremmo cercato di patinare la pietra nuova per renderla più vicina come aspetto a quella antica, in questo momento la differenza cromatica si nota e ci vorrà del tempo perché diventi omogenea. Ma si è trattato di un intervento di somma urgenza per salvare il monumento, e non potevamo fare di più”.

La pavimentazione prima del restauro

Visibile percorrendo la statale 113, poco dopo lo svincolo di Altavilla, il ponte ha origini molto antiche, dal momento che la sua prima attestazione risale al 1248, anche se non si può escludere che sia stato costruito su un basamento preesistente di epoca romana. La struttura è a schiena d’asino ad una sola arcata ogivale con duplice ghiera. I paramenti sono in conci di tufo ben squadrati, mentre la muratura interna è in ciottoli fluviali, così come la pavimentazione sopra la volta.

Ruderi della Chiesa di Santa Maria di Campogrosso

Così, adesso, il ponte San Michele di Campogrosso, dopo diversi appelli da parte di associazioni e cittadini, è finalmente salvo. Destino diverso quello della cosiddetta “chiesazza”, una delle prime chiese normanne in Sicilia, i cui ruderi si trovano poco più sopra e che si stanno sbriciolando, anno dopo anno (ve ne abbiamo parlato qui). In questo caso, il progetto di restauro e messa in sicurezza è ancora in attesa di copertura finanziaria. Il ponte e la chiesa di Santa Maria di Campogrosso insieme potrebbero costituire le tappe di un itinerario normanno per il rilancio turistico e culturale del territorio di Altavilla Milicia. Un primo piccolo passo è stato fatto, nonostante la strada sia ancora lunga.

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