Sale multimediali e percorsi immersivi: ecco come sarà il Museo dell’Etna

Presentato a Catania il progetto per l’allestimento dello spazio espositivo che nascerà all’interno dell’ex ospedale Vittorio Emanuele

di Livio Grasso

L’ex presidio ospedaliero Vittorio Emanuele di Catania diverrà la sede del nascente Museo dell’Etna, frutto di un ambizioso progetto culturale, curato da Piero Guicciardini, Marco Magni e Giuseppe Lo Presti, dello studio Guicciardini & Magni di Firenze e presentato questa mattina al PalaRegione di Catania. Il governo regionale ha stanziato 13 milioni di euro per l’allestimento e la riqualificazione della parte centrale dell’edificio prospiciente la via Plebiscito.

Render dell’area d’accoglienza

Si tratta di un’iniziativa che apre un nuovo capitolo nella storia del capoluogo etneo. Come ha fatto notare il governatore Nello Musumeci, nel corso della presentazione del museo, “siamo di fronte al progetto più importante degli ultimi vent’anni. Eventi della stessa portata furono le realizzazioni del Museo dello Sbarco e in quello del Cinema, segnando un’importante svolta storico-culturale nel 2001”.

La Corte del Vulcano

La pianificazione strutturale mira al massimo grado di funzionalità, attraverso la creazione di locali adibiti all’accoglienza dei visitatori, in particolare caffetteria, bookshop e servizi igienici. Il museo prevede, inoltre, un’articolazione in sei settori, che ripercorrono la storia del vulcano alludendo a specifici riferimenti archeologici, geologici, mitici, letterari e cinematografici. I due fulcri espositivi saranno la “corte del Vulcano”, posta sul lato est, e la “corte dei Liotri”, nell’ala ovest. La prima area illustrerà i processi che avvengono all’interno dei condotti magmatici, la seconda, invece, ospiterà un pavimento con video led che riprodurrà un volo sopra l’Etna con una serie di immagini del paesaggio etneo. Il percorso espositivo sarà agevolato da strumenti informatici e digitali di ultima generazione che renderanno ancora più avvincente ed entusiasmante la visita di tutte le sale.

Render di una delle sale del museo

L’intero complesso museale sarà corredato di videomapping, pannelli grafici, postazioni interattive con touch screen, mappe storiche e ricostruzioni in 3d attraverso cui riprodurre il banco lavico. La straordinaria varietà tematica che il museo propone si ricollega perfettamente alle vicende storico-locali. Infatti – ha aggiunto ancora il governatore – “la scelta di pianificarlo nell’ex ospedale Vittorio Emanuele è più appropriata non solo dal punto di vista architettonico, ma anche filologico perché lambito dalla colata lavica del 1669”. La progettazione mira, dunque, a creare un luogo culturale votato alla conoscenza e all’approfondimento dell’Etna, coinvolgendo l’intera collettività nella ricerca condivisa di quel passato vulcanico che ha condizionato l’evoluzione naturalistica e geomorfologica del territorio.

La Corte dei Liotri

“Per la città – ha aggiunto Salvo Pogliese, sindaco di Catania – si avvia un percorso di straordinaria valenza. Voglio ringraziare il presidente Musumeci per aver voluto la realizzazione del museo dell’Etna, che potrà determinare nuovi flussi turistici. Questa nuova realtà sarà motivo per valorizzare ulteriormente l’incredibile Patrimonio Unesco di Catania, col suo barocco, e lo stesso Vulcano”. Grandi innovazioni architettoniche interesseranno anche il rivestimento dell’edificio, che, come una nuova “pelle”, sfoggerà una muratura in mattoni e pietra lavica molto simile all’ex Monastero dei Benedettini.

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1 Comment

  1. Un ex ospedale dove sono morte centinaia di persone NON può diventare un museo.

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