Rivive l’agorà di Selinunte con una mostra inedita

Si inaugura una mostra sugli scavi nel centro urbano realizzata in collaborazione con l’Istituto archeologico germanico di Roma

di Ruggero Altavilla

Selinunte e la sua agorà. La vita quotidiana, il via vai dei commerci, lo sviluppo urbanistico della colonia greca più occidentale della Sicilia. Un patrimonio racchiuso in quello che oggi è uno dei parchi archeologici più grandi d’Europa e che si prepara a una stagione di rilancio, anche grazie a prestigiose collaborazioni internazionali. Si rafforza, infatti, il sodalizio tra l’Istituto germanico, che da anni conduce importanti campagne di scavi nel Parco archeologico di Selinunte, e la Regione Siciliana. Un’intesa suggellata dalla presenza dell’ambasciatore tedesco in Italia, Viktor Elbling, che giovedì 28 novembre, fa visita al Parco, in occasione dell’inaugurazione della mostra “Vivere l’agora. Gli scavi nel centro urbano di Selinunte”. L’iniziativa è inserita nella programmazione del nuovo corso del Parco di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, che dal giugno scorso è guidato dall’architetto Bernardo Agrò.

L’acropoli di Selinunte

La mostra, con un nuovo allestimento museale, – fanno sapere dalla Regione – è dedicata ai risultati degli scavi archeologici svolti nella zona dell’agorà tra il 1995 e 2007, condotti dall’Istituto archeologico germanico di Roma, sotto la direzione di Dieter Mertens, in collaborazione la Regione Siciliana, attraverso il Parco archeologico di Selinunte e la Soprintendenza per i Beni culturali di Trapani. La ricerca ha avuto come obiettivo principale la ricostruzione della posizione, della forma e dell’organizzazione dell’agorà e dell’area residenziale posta immediatamente ad est della piazza.

Ricostruzione di Selinunte

Le attività archeologiche svolte dall’Istituto germanico, che ha celebrato quest’anno i 190 anni dalla fondazione, all’interno del Parco di Selinunte a partire dagli anni Settanta hanno permesso di riconoscere fondamentali aspetti della topografia e della storia della città. Una collaborazione che ha favorito anche l’ingresso di nuovi interlocutori scientifici. La realizzazione della mostra è stata infatti curata dalla Humboldt Universität zu Berlin, sotto la direzione di Agnes Henning, che già da tempo parte del team scientifico e di scavo. Bernardo Agrò, con la sua equipe, ha curato la rinnovata museografia degli spazi espositivi del Baglio Florio, con un progetto in grado di coniugare tradizione archeologica e innovazione museale, anche attraverso l’utilizzo di proiezioni multimediali.

Il Tempio E

La mostra, realizzata con la collaborazione di studenti di diverse nazionalità, appartenenti all’Istituto archeologico dell’ateneo berlinese, ha come obiettivo principale quello di presentare la funzione e la struttura dell’agora nel contesto della pianificazione urbana e lo sviluppo delle strutture residenziali e commerciali poste lungo il confine orientale, in relazione alla piazza pubblica. I reperti archeologici esposti coprono un arco cronologico compreso tra il 600 e il 250 avanti Cristo circa, quindi più di trecento anni. L’esposizione offre quindi non solo un quadro sugli aspetti architettonici dell’area, ma anche uno sguardo sulla vita quotidiana a Selinunte, a partire dalla prima fase di occupazione, attraverso la fase di monumentalizzazione, l’assedio cartaginese e la fase successiva.

Riproduzione dell’antica Selinunte in una stampa del 1910

In futuro, uno degli obiettivi della nuova direzione del Parco sarà quello di attivare laboratori a cantiere aperto di restauro, corsi di specializzazione sulla attività di scavo, dottorati e scuole di specializzazione con le varie università, in modo da far diventare il Parco di Selinunte sede permanente per tirocini e master destinati a giovani archeologi, architetti e restauratori. “L’intesa con l’Istituto germanico – commenta il presidente della Regione Nello Musumeci – è motivo di soddisfazione, ma anche uno stimolo a fare del Parco archeologico di Selinunte un luogo di interesse internazionale, sia per il turista che per lo studioso”.

Strada sull’Acropoli

Obiettivo condiviso anche dal direttore Bernardo Agrò, che sottolinea come il lavoro dell’archeologo Vincenzo Tusa prima e del figlio Sebastiano poi, sia stato determinante per attrarre l’attenzione di studiosi internazionali su Selinunte. “Con l’inaugurazione del nuovo percorso museale – ha detto Agrò a Le Vie dei Tesori News – il mio pensiero va a loro, che si sono spesi tanto per valorizzare quest’area archeologica. Adesso lavoriamo affinché Selinunte diventi sempre più un grande laboratorio che, partendo dalla ricerca archeologica degli addetti ai lavori, si continui ad aprire al territorio, con tutte le nostre attività in programma, dai cantieri aperti avviati a luglio agli incontri dei cantieri della conoscenza, fino ai miglioramenti per la fruizione dell’area”.

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