Riti e colori tamil nelle foto di Giovanni Franco

In mostra da Moltivolti un reportage del giornalista palermitano che racconta la festa del del Thaipusam, celebrata tra le strade di Palermo prima della pandemia

di Redazione

Un trionfo di colori tra le strade di Palermo. Arrivano dall’estremo sud dell’Asia per celebrare una festa che evoca la vittoria del bene sul male. Una cerimonia che si è svolta tra le strade del capoluogo siciliano, nei mesi precedenti alla pandemia, immortalata dagli scatti del giornalista dell’Ansa, Giovanni Franco, ed esposte da qualche giorno nella mostra “Incontri”, nei locali di Moltivolti.

Festa Tamil a Palermo (foto Giovanni Franco)

Il coworking di Ballarò – impresa sociale nata nel 2014 da un gruppo di 14 persone provenienti da 8 paesi diversi – attraverso le foto di Franco, racconta il festival Tamil del Thaipusam. Un nome che nasce dall’unione di due parole: “Thai”, uno dei mesi tamil, ed il nome della stella, “Pusam”, che il 9 febbraio si trova nel suo punto più alto. Si racconta – scrive Alfredo Pecoraro in un lancio di Ansa – che proprio in questo giorno di luna piena il dio Murugan ricevette dalla dea Parvati una lancia, con la quale sconfiggere il demone Soorapadman, evento simbolo della vittoria del bene sul male. Durante il Thaipusam i fedeli si sottopongono a delle “punizioni” corporali al fine di attirare l’attenzione del dio e chiedere favori in cambio.

 

È possibile osservare persone portare in spalla dei “fardelli” chiama kavadi, che variano da semplici recipienti contenenti latte (che verranno versati in onore di Murugan presso il tempio), a grosse icone votive raffiguranti divinità con le quali si esegue una particolare danza. Comune anche il cosiddetto hook piercing, ovvero trafiggersi la pelle con piccole lance o uncini, solitamente nella lingua, nelle guance, e, per i casi più estremi, nella schiena. In quest’ultimo caso ai ganci può essere allacciata un’imbracatura attaccata ad un carro contenente statue o immagini religiose, che verrà trainato dal fedele. Un altro evento nel quale ci si può imbattere sono i celebranti in uno stato di trance.

Un momento del Thaipusam (foto Giovanni Franco)

“La mostra che esponiamo nei nostri locali si inserisce nelle attività che da anni portiamo avanti. Lo sguardo verso altre realtà è d’altra parte la nostra mission e vision – afferma Claudio Arestivo, uno dei titolari di Moltivolti – siamo felici di ospitarla perché è un’occasione per noi importantissima per raccontare un altro spaccato della nostra città che racconta le diversità culturali e le varie anime che la vivono. Palermo è una città di tante culture e comunità che l’hanno fatta diventare internazionale. Il nostro obiettivo è raccontare e valorizzare queste differenze che convivono nei nostri territori”.

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