Rinascono i tesori di Mozia, al via il restauro dei monumenti

Nuova fase di lavori sull’isola, dove sono in corso interventi di riqualificazione per aumentare l’attrattività turistica del sito archeologico e naturalistico

di Marco Russo

Mozia si prepara a risplendere. Finalmente può cominciare la nuova fase di lavori relativa agli interventi di restauro nella piccola isola di San Pantaleo, nello Stagnone di Marsala, che un tempo ospitava l’antica colonia fenicia. La Regione Siciliana, attraverso la Soprintendenza dei Beni culturali di Trapani, ha stipulato con la ditta aggiudicataria – la Ar Arte e restauro – il contratto per l’intervento di riqualificazione ambientale, di restauro archeologico e di valorizzazione del sito. Lo ha annunciato il governatore Nello Musumeci, che lo scorso settembre si era recato a Mozia e aveva parlato dei progetti portati avanti per il rilancio dell’isola, dove sono in corso i lavori avviati da Sebastiano Tusa, con un investimento di 4 milioni e mezzo.

Nello Musumeci a Mozia

“A questi altri lavori – spiega il presidente Musumeci – abbiamo destinato le risorse del Po Fesr 2014-2020 per oltre un milione e 600mila euro. Mozia rappresenta un unicum di eccezionale valore nel panorama mondiale dell’archeologia, come testimonianza ancora integra della civiltà fenicia, ma è anche allo stesso tempo uno dei contesti ambientali e paesaggistici meglio conservati. Qui la laguna, le saline, le vigne, la flora e la fauna di terra e di mare esercitano da sempre un fortissimo richiamo per i turisti provenienti da ogni parte del mondo. Si tratta, senza dubbio, di una delle tante perle naturali del nostro territorio che bisogna proteggere e valorizzare”.

La Porta Sud

I nuovi interventi – fanno sapere dalla Regione – riguarderanno principalmente i monumenti archeologici, agendo anzitutto sulle strutture murarie: dal “Luogo di arsione” al “Santuario di Cappiddazzu”, dalla zona di “Porta Nord” a quella delle “Fortificazioni”. E, ancora, la “Casa dei Mosaici”, la “Casermetta”, la zona di “Porta Sud”, le zone Zone A e B dell’isola e il “Kothon”. I primi lavori sono già in fase avanzata di realizzazione e riguardano il rilevamento topografico, la sistemazione del verde e degli arredi esterni, nuovi sentieri in terra battuta e anche una rete dati wi-fi. Il progetto prevede, inoltre, la realizzazione di un archivio informatico su base cartografica per la gestione dei dati archeologici territoriali.

La necropoli

A ciò si aggiungono una serie di servizi finalizzati a migliorare la gestione e a potenziare la capacità di attrazione turistica: la creazione di una rete geodetica, utile alla realizzazione di tutte le infrastrutture informatiche; l’esecuzione di un rilievo aerofotogrammetrico dell’intera isola; la creazione di un Sistema informativo territoriale (Sit); il posizionamento in punti strategici di alcuni cannocchiali Focus, strumenti per l’osservazione naturale assistita con relativa banca dati ipermediale multilingue. È previsto, inoltre, un servizio di bike-sharing con due tipologie di mezzi: la classica bici a pedali e quella a pedalata assistita. Le biciclette saranno tutte dotate di antenna Gps ed equipaggiate con telecamera per un’esperienza innovativa: sarà infatti possibile girare per Mozia con il mezzo ecologico per eccellenza e, grazie a un’App, condividere i contenuti video sulle piattaforme social. “Non abbiamo trascurato alcun aspetto – conclude Musumeci – per preservare il grande patrimonio che ha reso celebre Mozia in tutto il mondo e per dotarla, allo stesso tempo, di strumenti moderni che consentano di apprezzarla fino in fondo, rendendola ancora più interessante e confortevole”.

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