Rinasce Palazzo Dato, fantasmagoria liberty scampata al “sacco” di Palermo

Restauro di uno degli edifici di gusto modernista più originali della città. Un piccolo capolavoro risparmiato dai bombardamenti e salvato dalla demolizione

di Giulio Giallombardo

Le linee sinuose dei prospetti rosso e ocra. Occhi sopra i balconi che sembrano spiare i passanti, bocche spalancate sulle finestre, decorazioni che sbucano fuori da un vortice di curve. Palazzo Dato, è un pezzo di liberty dal respiro europeo trapiantato nel centro di Palermo, in via XX Settembre. Un piccolo capolavoro risparmiato dai bombardamenti della seconda guerra mondiale e salvato dal “sacco”, adesso coperto da un ponteggio per un atteso intervento di restauro, tuttora in corso e che terminerà entro l’anno.

Particolare del restauro

E pensare che questo gioiello costruito a partire dal 1893, nato dall’estro di Vincenzo Alagna, stava per essere demolito negli anni ’50 del secolo scorso, per far spazio a nuove palazzine. Una sorte comune a tanti altri edifici liberty – Villa Deliella è l’esempio che li rappresenta tutti – scongiurata in questo caso grazie alla resistenza di Francesco Agnello Dara, erede dei proprietari. “Mio padre fu l’unico che si oppose alla vendita del palazzo, che sarebbe stato demolito”, racconta a Le Vie dei Tesori News il figlio Gianfrancesco Agnello, oggi proprietario di uno degli appartamenti. “Alcuni cugini – spiega – volevano vendere a un costruttore che in cambio avrebbe dato loro degli appartamenti del nuovo palazzo da edificare al posto del vecchio, ma mio padre, che era nato in quell’edificio, si oppose con tutte le sue forze, scongiurando la vendita e la demolizione”.

Restauratori al lavoro

Pronipote del barone Dara, che acquistò il palazzo per 100 lire dell’epoca, e nipote di Giuseppina, Gianfrancesco Agnello – cugino della scrittrice Simonetta Agnello Hornby, che ricorda il soggiorno in quel palazzo nel romanzo “Via XX Settembre” – è adesso promotore del restauro conservativo del palazzo, realizzato grazie al bonus facciate. I lavori sono condotti dalla Edil Sacif, con i restauratori dello studio Simplex Architecture di Palermo. “Le maestranze stanno lavorando per far tornare alla luce i colori originari – ha spiegato Agnello – le decorazioni non saranno ritoccate, ma si procederà alla pulitura, intervenendo su quelle parti a rischio di distacco”.

Balconi al primo piano

All’interno gli appartamenti erano tutti affrescati, ma purtroppo i dipinti sono stati quasi tutti ricoperti negli anni. Resiste ancora qualcosa nei soffitti del pianterreno, dove adesso si trova una parruccheria. “Mi auguro di poter recuperare almeno qualche scorcio degli affreschi nel mio appartamento,  tirando via il ducotone utilizzato per coprirli, – dice Agnello – ma intanto sono felice di questo restauro dei prospetti, che ne avevano tanto bisogno”.

Palazzo Dato coperto dal ponteggio

Sono i viaggi in Europa a ispirare Vincenzo Alagna alla realizzazione delle decorazioni di Palazzo Dato. L’ingegnere palermitano, più distaccato dal modello di Ernesto Basile, portò in città un liberty più vicino al gusto francese e belga, affascinato da suggestioni neobarocche. “Gli elementi classici dei prospetti ottocenteschi – scrive Adriana Chirco, storica dell’arte e presidente della sezione di Palermo di Italia Nostra – sono rivisitati secondo il gusto liberty con linee mosse e voluttuose, in un turbinio di curve, che sopra i balconi assumono quasi sembianze antropomorfe”. Colori e decorazioni che presto torneranno al loro antico splendore.

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