Rinasce l’antico orologio della Matrice di Calatafimi Segesta

Completato il primo restauro vincitore del premio Borghi dei Tesori. All’opera un “manutentore del tempo”, esperto di strumenti monumentali. La chiesa sarà visitabile per Borghi dei Tesori Fest, dal 20 agosto

di Redazione

Sentir risuonare la campana della chiesa madre è stata una vera emozione e non soltanto per gli anziani di Calatafimi Segesta: si è trattato di un processo di restituzione della memoria e di senso della comunità. È stato appena completato il restauro dell’antico orologio e della campana della Matrice, progetto del Comune di Calatafimi, uno dei due vincitori del Premio Borghi dei Tesori, al fianco dell’associazione Cap 96010 che sta recuperando i vecchi magazzini del porto di Portopalo di Capo Passero.

Uno scorcio di Calatafimi Segesta con la Chiesa Madre

Alla sua prima edizione, il premio è stato lanciato dall’associazione Borghi dei Tesori, sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori, ed è nato con l’intento di promuovere progetti di rigenerazione urbana che coinvolgano le comunità. Sono arrivati in tutto diciotto progetti e il comitato scientifico dell’associazione ha scelto, appunto, quelli di Calatafimi Segesta e di Cap 96010 di Portopalo, finanziati con 3000 euro ciascuno, il primo erogato dalla stessa associazione, il secondo sostenuto dalla Fondazione Sicilia.

L’orologio restaurato sulla Chiesa Madre di Calatafimi Segesta

Sia Calatafimi-Segesta che Portopalo di Capo Passero parteciperanno a Borghi dei Tesori Fest, Festival che vedrà 40 piccoli Comuni aprire le porte dei propri tesori per tre weekend, a partire da sabato 20 agosto. E la Matrice con l’orologio di Calatafimi-Segesta sarà uno dei tesori visitabili.

Il sindaco Francesco Gruppuso

L’orologio è stato per secoli punto di riferimento dell’intera comunità. “Riascoltarlo, è stata un’emozione reale straordinaria: siamo rientrati nella nostra storia, nel nostro tempo. In passato la campana condizionava e segnava la vita quotidiana, oggi è simbolo di rinascita”, dice il parroco della Matrice, don Giovanni Mucaria. Le sue lancette sono state ferme per decenni, la campana silenziosa, ma ora è tornato alla vita, grazie al progetto della parrocchia San Silvestro Papa, realizzato dalla ditta Manutentori del tempo di Danilo Gianformaggio, affascinante figura di orologiaio contemporaneo, uno dei pochissimi nel Sud Italia che si occupa di restauro di strumenti monumentali. “Dopo vent’anni è stato un obiettivo raggiunto, ma la vera sorpresa è stata vincere il contest dei Borghi dei Tesori – dice il sindaco Giuseppe Gruppuso -: grazie a tutti e ci prepariamo alla nostra prima edizione del festival, venite, Calatafimi sarà una sorpresa”.

Per Laura Anello, presidente dell’associazione Borghi dei Tesori, un risultato importante “perché nato da una rete, quella di 50 piccoli comuni aderenti all’associazione che vogliono fare sistema, superando i campanilismi e lavorando a un progetto culturale e turistico integrato e sostenibile”.

A sinistra Danilo Gianformaggio

Nato dalla storica azienda Uscio di Genova, di cui reca ancora il nome inciso, l’orologio è realizzato con pezzi lavorati a mano in ferro battuto, incastonati in un telaio a castello. Nel 1564, su richiesta della comunità e su compenso del Comune, fu concesso all’allora feudatario della zona, Ludovico Enriquez de Caprera, il posizionamento dell’orologio nella chiesa Madre. Da allora, è stato il punto di riferimento della vita del borgo. “Siamo felici di aver ridato vita a questo orologio storico a cui tutta Calatafimi teneva moltissimo”, spiega Danilo Gianformaggio che si è occupato del complesso recupero, ha ridipinto il telaio e sostituito le lancette in metallo con altre in alluminio compatibili con il nuovo movimento”. L’illuminazione a led rende l’orologio visibile da lontano.

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